Branca (Avs): “Il nuovo testo stravolge il principio cardine del consenso libero e ignora la realtà scientifica del freezing”
- Postato il 23 gennaio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. “Niente, non riescono proprio a concepire che No vuol dire No. Nella proposta di riformulazione della Presidente Bongiorno si sconfessa l’accordo bipartisan tra la premier Giorgia Meloni e la leader del Pd Elly Schlein che il 21 novembre scorso aveva portato all’approvazione del testo all’unanimità fondato sul ‘consenso libero e attuale’ ad un rapporto sessuale, senza il quale scatta il reato”. Dichiara Maria Gabriella Branca, assessore Cittadinanza Attiva Comune di Savona.
“Nel nuovo testo – prosegue – si stravolge il contenuto essenziale, viene cancellata la necessità del ‘consenso’ e il principio cardine del consenso libero e attuale viene stravolto in questo modo: ‘l’atto sessuale è contrario alla volontà della persona anche quando è commesso a sorpresa ovvero approfittando della impossibilità della persona stessa, nelle circostanze del caso concreto, di esprimere il proprio dissenso'”.
“Questo testo ignora totalmente la realtà scientifica del freezing: spesso le vittime restano paralizzate dal terrore e non riescono né a parlare né a muoversi o reagire in alcun modo, aprendo la strada all’impunità per l’aggressore e sposta l’onere della prova sulla vittima delle violenze che sarà costretta nel dibattimento a dimostrare di aver resistito e espresso il proprio dissenso rispetto agli atti di violenza sessuale”.
“Vengono modificate anche le pene: per la violenza sessuale senza altre specificazioni, la reclusione si riduce da 4 a 10 anni, rispetto ai 6-12 anni del testo votato all’unanimità in prima lettura. Rimane la pena di 6-12 anni se ‘il fatto è commesso mediante violenza o minaccia, abuso di autorità ovvero approfittando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa’. Pene comunque diminuite di non più dei 2/3 per i casi di minore gravità con riferimento alle “modalità della condotta” e alle “circostanze del caso concreto” nonché in considerazione del danno fisico o psichico arrecato alla persona offesa”.
“Vi immaginate la vittima che in tribunale dovrà provare la violenza subita, che è stata colta di sorpresa o che per compiere la violenza si è approfittato della propria impossibilità ad esprimere il dissenso? Cancellare la parola consenso dal testo normativo forse soddisfa Salvini ed altri colleghi della Lega ma sicuramente non garantisce il rispetto dei diritti umani delle vittime stuprate e la loro dignità”, conclude.