Franzoni trionfa a Kitzbuhel davanti a Odermatt e piange per Franzoso: Schieder, Paris e Casse in top 10
- Postato il 24 gennaio 2026
- Di Virgilio.it
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Stavolta sono lacrime di gioia, e di una bellezza struggente: Giovanni Franzoni ha coronato un sogno che non pensava neppure potesse esistere, quello cioè di trionfare nell’iconica discesa libera lungo la Streif di Kitzbuhel. E l’ha fatto davanti a chi, a fronte di 57 vittorie in Coppa del Mondo, non è mai riuscito a prendersi la “madre” di tutte le discese: Marco Odermatt s’è dovuto inchinare al 24enne di Manerbio, che con una discesa perfetta (soprattutto nella seconda parte) ha legittimato una superiorità che già era apparsa evidente in prova.
- Un sogno ad occhi aperti: "Stamattina avevo pensato a Matteo..."
- Odermatt affranto, Muzaton fa il colpo. Poi c'è tanta Italia
Un sogno ad occhi aperti: “Stamattina avevo pensato a Matteo…”
Quando ha tagliato il traguardo Odermatt, staccato di soli 7 centesimi, Franzoni ha esultato come non aveva mai fatto in vita sua: sapeva che quella dell’elvetico era la minaccia maggiore, sebbene poco dopo Franjo von Allmen per due terzi di gara l’ha fatto tremare (stava scendendo con tempi migliori di quelli di Odermatt), prima di incappare in un errore poco prima della traversa che ha finito per compromettere la sua prova.
A quel punto, tolto il pensiero degli svizzeri, tutti hanno capito che il più era fatto: Franzoni così s’è lasciato andare alle prime lacrime, stavolta veramente intrise di gioia, e ai microfoni Rai ha subito spiegato il motivo di quel pianto liberatorio. “Stamattina ero carico alla partenza perché mi sono ricordato di quando, un anno fa, nella mia prima volta a Kitzbuhel avevo condiviso la stanza con Matteo Franzoso.
Ho ripensato a quei momenti, ho ripercorso tanti frammenti della nostra vita assieme sugli sci. Essere qui adesso, con la vittoria a un passo e il ricordo di Matteo ben impresso in mente, è incredibile. Dopo la delusione di ieri ero super motivato, ma sapevo che anche Odermatt qui non ha mai vinto e so quanto ci tenesse a farlo. Ho sciato un po’ tirato fino a metà gara, poi mi sono sciolto ed è successo quello che è successo”.
Odermatt affranto, Muzaton fa il colpo. Poi c’è tanta Italia
La delusione di Odermatt al traguardo è stata enorme: lo svizzero s’è appoggiato ai bastoncini ed è rimasto con lo sguardo rivolto a terra per parecchi secondi, deluso dall’ennesima vittoria mancata nella libera che più di ogni altra libera da un senso alla stagione di Coppa del Mondo. Lui e Franzoni hanno fatto gara a sé, prima che scendesse il francese Maxence Muzaton: pettorale numero 29, il transalpino per tre quarti di gara è stato davanti a Franzoni (anche di mezzo secondo), poi ha ceduto 8 decimi nella parte conclusiva, facendo tirare un mega sospiro di sollievo a tutto l’entourage azzurro.
Anche se ciò ha spedito Florian Schieder appena fuori dal podio, staccato di 67 centesimi, appena un in meno rispetto a Nils Allegre (migliore risultato in carriera per il francese, che si conferma in grande forma) e 4 rispetto all’altro svizzero Hintermann. Delusione enorme per gli austriaci: Babinsky, il più atteso, ha chiuso fuori dai 15, Kriechmayr ha tenuto alta la bandiera arpionando un nono posto.
Per l’Italia, giornata comunque da ricordare: settimo posto per Dominik Paris, che paga insolitamente una sbavatura nella parte finale (altrimenti era in linea con i tempi di Muzaton), nono per Mattia Casse, 17esimo Christof Innerhofer, un po’ meno preciso rispetto alle ultime uscite. La Stelvio olimpica è dietro l’angolo: con un quartetto così, sognare si può…