Il pm Woodcock ribalta la Costituzione: "Il processo serve a dimostrare l'innocenza dell'imputato"
- Postato il 12 marzo 2026
- Di Il Foglio
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Il pm Woodcock ribalta la Costituzione: "Il processo serve a dimostrare l'innocenza dell'imputato"
Parlando con Michele Santoro Henry John Woodcock ricorda che lui, come tutti i magistrati, ha giurato sulla Costituzione. Ma non ricorda cosa dice la Costituzione, nello specifico l'articolo 27, quello che recita “L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”. Non è che il pm della procura di Napoli lo rammenta vagamente, ma ribalta proprio la presunzione d'innocenza in presunzione di colpevolezza. Non parliamo della pratica, ormai nota, delle sue indagini dai tempi in cui era giovane pm a Potenza. Woodcock lo teorizza proprio come metodo, come principio guida: “Si fa confusione tra la fase delle indagini e quella del dibattimento – dice il pm anglo-napoletano in una recente intervista a Santoro sul suo canale Youtube – Quando si fa il processo quello è il momento che la vera parità deve esistere. Perché il giudice, che è l'arbitro come in una partita di calcio, ha di fronte a sé due parti, una che sostiene l'accusa e una che sostiene la difesa”.
Ed è qui che che Woodcock ribalta la Costituzione, che dice di voler difendere votando No al referendum: “Ma la verità è che il vero protagonista del processo è l'imputato: nella mia prospettiva, e questa è stata sempre la mia idea, il processo serve a dimostrare non la colpevolezza ma l'innocenza dell'imputato”. Ce n'eravamo accorti, pm Woodcock, che questo è stato sempre il suo principio guida. Ma la presunzione di colpevolezza, ovvero l'onere della prova a carico dell'imputato, esiste nell'Iran degli ayatollah. Non in Italia. E' questa la famosa “cultura della giurisdizione” che verrebbe messa a rischio dalla separazione delle carriere dei magistrati? Dopo che il capo della procura Nicola Gratteri ha accumunato semplici indagati ai mafiosi, etichettandoli tutti come votanti del Sì al referendum, viene da chiedersi se a Napoli sia ancora in vigore la Costituzione italiana oppure una versione aggiornata di quella iraniana.
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