Il ritorno di Avogadro? L’ex sindaco di Alassio archivia l’amministrazione Melgrati in anticipo: “Servono idee nuove”
- Postato il 11 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Alassio. “Non devo esserci necessariamente io in prima linea, ma Alassio ha bisogno di qualcosa di diverso. Il focus deve essere su idee e figure nuove, in un percorso corale: non mi interessa primeggiare”. A parlare, ai microfoni di IVG, è Roberto Avogadro.
Classe 1954, già senatore e per tre volte sindaco di Alassio, Avogadro è un nome che nella città del Muretto non ha bisogno di presentazioni. Anche se ad Alassio l’appuntamento con il voto è ancora molto lontano (2028, salvo imprevisti), l’ex primo cittadino starebbe lavorando sottotraccia ad un progetto che, sulla carta, si prefigura come un momento di totale svolta rispetto all’attuale esperienza amministrativa.
‘Sì, qualcosa si sta muovendo – ammette senza giri di parole Avogadro ai microfoni di IVG – ma non si tratta di fare qualcosa tanto per fare. Serve una squadra giusta, più che vincente, con persone capaci di amministrare, con idee nuove, anche giovani, disposte a proporsi insieme alle realtà del territorio e a figure già radicate nel tessuto sociale alassino’”.
Avogadro come “padre nobile” di un progetto civico alternativo all’amministrazione Melgrati
Eletto per la prima volta sindaco il 6 giugno 1993, Avogadro aveva poi bissato il successo nel 1997 e ancora nel 2011 quando, con 2.495 voti (il 36,47% del totale), aveva centrato il tris. L’esperienza amministrativa del 2011, però, si era conclusa prima della scadenza naturale del mandato: la giunta comunale era caduta nel 2013 dopo le dimissioni rassegnate dalla maggioranza dei consiglieri e il Comune era stato commissariato.
A far cadere l’amministrazione guidata dall’ex senatore leghista erano stati due assessori e un consigliere di maggioranza, che avevano rassegnato le dimissioni insieme a otto consiglieri di minoranza. Tra le cause della crisi politica avrebbe pesato anche la decisione del sindaco di investire nella realizzazione di un forno crematorio, scelta che aveva provocato forti divisioni.
Dal 1993 in poi, le strade politiche di Avogadro e Melgrati si sono incrociate più volte. L’attuale primo cittadino – oggi al quarto mandato – era stato eletto sindaco nel 2001, proprio dopo la seconda amministrazione guidata da Avogadro, per poi tornare alla guida della città nel 2006, nel 2018 e, più recentemente, nel 2023.
Nel 2026, a 33 anni dal suo primo mandato, Avogadro si riaffaccia sulla scena politica alassina, oggi dominata da Melgrati. Sullo sfondo, l’orizzonte politico del 2028 e l’obiettivo – nemmeno troppo nascosto – di archiviare l’attuale esperienza amministrativa iniziata poco più di due anni fa: “Avverto una certa stanchezza in chi governa la città, il sindaco mi sembra un po’ lasciato solo – osserva Avogadro –. Ci si è un po’ appiattiti su situazioni che avrebbero invece bisogno di essere rivitalizzate. Al di là delle opere già completate o avviate, come il parcheggio di via Pera o altri interventi in corso, si tratta di lavori che non incidono davvero sulla qualità dell’offerta. Sul piano della crescita della città mi sembra che si sia rimasti un po’ fermi”.
Avogadro non risparmia una frecciata nemmeno troppo velata all’attuale amministrazione, con particolare riferimento al sindaco Melgrati: “Alassio ha bisogno di qualcosa di diverso – sottolinea l’ex senatore –. Non parlo di me, che ho già dato, ma di persone con idee nuove, capaci di costruire un progetto corale. Pulizia, ordine, edilizia: c’è molto da rivitalizzate e rivedere”.
L’identikit del possibile candidato sindaco per il dopo-Melgrati secondo Avogadro
L’ex primo cittadino sgombera subito il campo da ogni dubbio: “Stiamo parlando di un percorso in divenire. Non mi interessa primeggiare, anche perché ad Alassio ci sono persone che potrebbero benissimo ricoprire il ruolo apicale di questo gruppo”. “Ci vorrebbe un Avogadro come nel 1993 – chiosa -, qualcuno con sprint, tanta voglia di fare e pochi pregiudizi, capace di non sentirsi già battuto in partenza”.
E così la domanda è quasi inevitabile: chi potrebbe incarnare oggi “un Avogadro come nel ’93” ad Alassio per il dopo-Melgrati?
Tra insider e outsider della politica locale, i nomi di certo non mancano. Tra i rumors, emerge con sempre maggiore insistenza quello di Franca Giannotta, attuale assessore all’urbanistica, al commercio e alla protezione civile, accreditata come possibile protagonista per l’area di centro-destra nel 2028. Ma attenzione anche al record-man di preferenze, Angelo Galtieri, vicesindaco di Alassio e già candidato a sindaco nel 2013: in quell’occasione Galtieri raccolse 1.895 voti (31,85%), arrivando dietro a Enzo Canepa, eletto sindaco, e a Piera Olivieri, che conquistò 2.967 preferenze (33,06%).
E poi c’è, ovviamente, l’antagonista politico numero uno di Marco Melgrati: Jan Casella. Il consigliere regionale di AVS – in un recente podcast di IVG (ascoltalo qui) – ha detto di essere concentrato ad onorare il suo impegno in Regione, ma il sogno di diventare sindaco di Alassio sembra tutto fuorché chiuso in un cassetto per sempre.
ASCOLTA “LA TELEFONATA” CON JAN CASELLA
Tutti nomi legati, in qualche modo, alla politica. E a proposito di politica, abbiamo chiesto ad Avogadro quale ruolo giocherebbero i partiti nel gruppo in costruzione per il dopo-Melgrati: “La politica non si può lasciare fuori, fa parte di tutte le realtà. Ci sarà, ma il gruppo avrà soprattutto un indirizzo civico, svincolato, poi se ci sarà l’appoggio di forze politiche, nulla lo vieterà. L’importante è che sposino il progetto e siano un valore aggiunto”.
Il cantiere politico di Avogadro prende forma come un progetto civico sicuramente ambizioso e coraggioso, aperto al dialogo con i partiti ma senza vincoli: chiunque voglia contribuire a disegnare la nuova Alassio – secondo l’idea dell’ex senatore – potrà farlo, “purché porti valore al progetto”.
Eppure, alla luce delle parole di Avogadro, ci sono almeno due aspetti che finora abbiamo trascurato.
Un candidato lontano dalla politica…
Il primo riguarda la possibilità che quel “Avogadro come nel ’93” non si trovi tra i volti già noti della politica alassina, ma tra figure meno politicizzate e comunque radicate nel tessuto sociale locale. Persone conosciute, rispettate, che non hanno mai ricoperto incarichi amministrativi in Comune, ma che, sempre secondo Avogadro, potrebbero guidare con credibilità il gruppo.
Il pensiero qui corre subito a Carlo Maria Balzola, titolare dell’omonima storica attività alassina e già presidente provinciale di Fipe Confcommercio: un profilo che sembra cucito addosso all’identikit tracciato da Avogadro. Conoscenza del territorio, stima diffusa, esperienza professionale e quella giusta dose di energia – in virtù anche dell’età – per ricoprire un ruolo di vertice nel progetto.
Ma Balzola non è l’unico nome a circolare in città. Tra i possibili candidati c’è anche Stefania Piccardo, storica albergatrice alassina, presidente dell’Unione provinciale albergatori dal 7 aprile 2022 e già alla guida dell’associazione cittadina. Un profilo che, come Balzola, era già emerso in passato e che anche per il 2028 potrebbe ritrovarsi tra i papabili aspiranti sindaco.
… e un possibile colpo di scena
Ma c’è un altro nodo ancora più delicato, e che finora abbiamo quasi dato per scontato: e se il dopo-Melgrati fosse… ancora Marco Melgrati?
È vero, manca ancora tempo alle elezioni. Ma ad Alassio la politica già si muove: c’è chi è convinto che Melgrati questa volta non si presenterà, e chi è pronto a giurare il contrario. Una cosa è chiara: il fermento è alto e a due anni dal voto i colpi di scena potrebbero arrivare da un momento all’altro.