Inaugurazione della Casa della comunità, il Pd cairese e il Comitato sanitario locale: “Non è un ospedale”

  • Postato il 10 marzo 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Cairo Montenotte. L’inaugurazione della Casa della Comunità e dell’Ospedale di Comunità di Cairo ha suscitato molte perplessità tra coloro che chiedono, da anni, un potenziamento della struttura specie sul fronte delle emergenze. La notizia comunicata dall’assessore regionale alla Sanità, Massimo Nicolò, sull’attivazione di un servizio H24 di medicina generale, con operatori specializzati anche nelle ore notturne, lascia intendere che il Punto di primo intervento manterrà ancora l’attuale orario, dalle 8 alle 20, mentre all’interno della struttura saranno presenti due medici, anche la notte, per le basse complessità, e solo per coloro che si recheranno sul posto in autopresentazione (cioè non in ambulanza).

La sezione del Pd cairese commenta così il taglio del nastro di ieri, 9 marzo: “Abbiamo assistito all’ennesima inaugurazione di un contenitore vuoto, la Casa di Comunità, mentre i cittadini della Valbormida continuano a subire la carenza di servizi sanitari essenziali.
La Casa di Comunità non è un ospedale e non sostituisce il Punto di Primo Intervento h24, che da anni è chiuso. I cittadini valbormidesi devono ancora spostarsi per ottenere cure urgenti, e questa situazione è inaccettabile. Il sindaco Lambertini, più attento alle passerelle che ai diritti della popolazione, si limita ai tagli di nastri e alle inaugurazioni simboliche. Il problema non è solo locale: la Regione Liguria e l’intero centrodestra hanno mostrato scarso impegno nel garantire servizi sanitari adeguati al nostro territorio. Scelte politiche sbagliate e tagli continui hanno svuotato il sistema sanitario pubblico, penalizzando cittadini e lavoratrici della sanità. Chiediamo con forza la riapertura immediata del PPI h24, personale qualificato e investimenti concreti nella sanità del territorio. La salute pubblica non si difende con i nastri, ma con medici, infermieri, attrezzature e servizi reali. Con la prossima giunta, il PD di Cairo Montenotte farà del suo obiettivo ottenere di nuovo un vero ospedale operativo nella nostra città una priorità concreta, a differenza del sindaco e del centrodestra, che negli anni hanno privilegiato passerelle e inaugurazioni simboliche. I cittadini della Val Bormida meritano servizi reali, e noi ci batteremo per questo”.

Anche il Comitato sanitario locale Valbormida, da sempre in prima linea, ribadisce da vent’anni la necessità di denominazione in ospedale di area disagiata. “Inoltre chiediamo l’estensione della funzionalità del PPI da 12 a 24 ore aumentando sensibilmente la copertura emergenziale della Valbormida. Un’altra proposta che riteniamo immediatamente attuabile e ad un costo economico decisamente basso è la destinazione delle ambulanze con codici verdi e gialli a bassa complessità al PPI di Cairo. I vantaggi di questa proposta sono molteplici: alleggerimento della pressione sul Pronto soccorso dell’ospedale San Paolo di Savona con relativo miglioramento dei tempi di cura dei pazienti; risparmio significativo dell’Asl 2 sui viaggi delle pubbliche assistenze; vicinanza dei pazienti valbormidesi alle proprie abitazioni con possibilità di essere riportati a casa facilmente dai parenti; velocità d’intervento delle pubbliche assistenze consentendo una migliore presenza per l’intervento successivo; nessun tipo di aumento dei costi perché la struttura del PPI è già pronta e preparata”.

E ancora, “serve l’aggiunta di un turno notturno (dalle 20 alle 8) del mezzo INDIA (automedica con autista e infermiere specializzato in urgenze) con sede in Cairo. Anche per questa proposta i vantaggi sono tanti: costo notevolmente inferiore di un PPI h24 anche con la possibilità di appaltare l’autista ad una pubblica assistenza (come già si fa per l’automedica Sierra); abbattimento dei costi di trasporto dei pazienti che se visti da personale qualificato nella propria abitazione non hanno bisogno di andare al San Paolo di Savona; miglioramento significativo del servizio emergenziale notturno in Valbormida, spostamento della gestione della guardia medica dall’attuale numero telefonico di medicina territoriale al 118“.

E ancora dal Comitato Sanitario locale: “Urge un rafforzamento degli infermieri di comunità e fisioterapisti. Riteniamo che la proposta degli infermieri di comunità sia una ottima proposta per il nostro territorio, ma ad oggi non ha spostato di molto la qualità del servizio sanitario. Una più profonda centratura del servizio lo renderebbe ancora più efficace ed efficiente. Come anche l’aumento a quattro giorni settimanali delle sale operatorie dell’ospedale San Giuseppe di Cairo, ampliando le specialità operatorie in aggiunta ad una stanza con due posti letto per i pazienti che si devono riprendere da leggere anestesie, permetterebbe l’abbattimento delle liste d’attesa attualmente molto alte, utilizzando due sale operatorie nuove e pronte per essere impiegate più massicciamente e con un alto gradimento da parte dei medici chirurghi che le usano. Riteniamo che la chirurgia specialistica sia un volano importante per il nostro ospedale che, essendo un ospedale “piccolo”, garantisce ai pazienti cure più personalizzate e rispettose. Infine sarebbe auspicabile l’adeguamento della radiologia alla situazione pre-alluvione, permettendo a quella portatile di fare esami esterni e aggiungendo le apparecchiature che ad oggi mancano, quali: mammografo fisso (il camper mammografo è poco pratico date le temperature in valle), tavolo radiologico con sistema di radiologia fisso, ortopantomografo per eseguire le panoramiche dentali”.

Autore
Il Vostro Giornale

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