Indagine sul Garante della Privacy: accertamenti su spese e procedimenti sanzionatori. Di cosa è accusato Stanzione

  • Postato il 16 gennaio 2026
  • Di Il Foglio
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Indagine sul Garante della Privacy: accertamenti su spese e procedimenti sanzionatori. Di cosa è accusato Stanzione

La procura di Roma ha avviato un’indagine che coinvolge il presidente del Garante per la protezione dei dati personali, Pasquale Stanzione, e altri componenti del Collegio dell’Autorità. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono peculato e corruzione. L’inchiesta è coordinata dall’aggiunto Giuseppe De Falco e ha conosciuto un’accelerazione nei giorni scorsi con perquisizioni della Guardia di Finanza negli uffici del Garante della privacy e l’acquisizione di documenti, telefoni e computer.

Al centro dell’attenzione degli inquirenti c'è l’andamento delle spese di rappresentanza e di gestione dell’Autorità, che secondo quanto riportato nel decreto di perquisizione avrebbero registrato un aumento significativo a partire dal 2022. In particolare, dalle carte emerge che si sarebbe passati da poco più di 20 mila euro nel 2021 a circa 400 mila euro annui nel 2024: un aumento del 46 per cento. I magistrati stanno verificando la correttezza dei rimborsi relativi a viaggi, soggiorni, missioni istituzionali e altre spese sostenute dai vertici dell’ente, alcune delle quali ritenute estranee all’esercizio del mandato. La procura dice che l’eccedenza sarebbe in larga parte riconducibile "a rimborsi per viaggi, soggiorni in alberghi di categoria cinque stelle, cene di rappresentanza, servizi di lavanderia fino a ricomprendere altresì fitness e cura della persona". Le accuse puntano il dito contro la vicepresidente Ginevra Cerrina Feroni, che avrebbe saldato il conto del parrucchiere con la carta di credito del Garante, rimborsando poi la spesa. Un altro componente del collegio direttivo, Guido Scorza, avrebbe utilizzato lo stesso metodo per una cena non collegata al lavoro, per 7 o 8 commensali. Il presidente Stanzione, dal 2023 al 2025, avrebbe acquistato carne per oltre 6.000 euro presso la celebre macelleria romana Angelo Feroci.

L’indagine riguarda anche la gestione di alcuni procedimenti sanzionatori. Tra questi, quello relativo a Meta per la commercializzazione dei cosiddetti smart glasses: secondo gli atti, la sanzione inizialmente ipotizzata sarebbe stata progressivamente ridotta e infine annullata in autotutela per vizi procedurali. Gli inquirenti intendono accertare se vi siano state irregolarità o indebite interferenze, anche alla luce di iniziative pubbliche riconducibili a uno dei componenti del Collegio.

Un ulteriore filone riguarda Ita Airways. I pm ipotizzano che alcuni membri del Collegio abbiano ricevuto tessere “Volare” di livello elevato come presunta utilità, mentre l’Autorità avrebbe irrogato solo una sanzione formale alla compagnia. Ita ha contestato la ricostruzione, chiarendo che l’attribuzione dello status sarebbe avvenuta secondo procedure interne, circostanza che resta oggetto di approfondimento investigativo.

L’impianto accusatorio si fonda anche sulle dichiarazioni di testimoni interni all’authority, tra cui l’ex segretario generale Angelo Fanizza, ascoltato dagli inquirenti nelle scorse settimane. In questa fase, la procura sottolinea la necessità di acquisire ulteriore documentazione per verificare se le condotte ipotizzate possano integrare fattispecie di reato. Il presidente Stanzione ha dichiarato di essere "tranquillo" e di confidare nel lavoro della magistratura. Analogamente, gli altri componenti del Collegio hanno respinto ogni addebito, affermando di non aver commesso illeciti e di essere a disposizione degli inquirenti per chiarire ogni aspetto. Per adesso l’indagine è nella fase preliminare e non è stato accertato alcun profilo di responsabilità penale, che potrà eventualmente essere valutato solo all’esito del procedimento giudiziario.

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Il Foglio

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