La scienza (e la lealtà) del curling

  • Postato il 5 febbraio 2026
  • Di Focus.it
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Il curling non è solo un gioco di precisione: in vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, questo sport si rivela un vero laboratorio di fisica a cielo aperto. Ogni partita è una sfida estrema tra materiali d'avanguardia e gestione dell'attrito. Dalla chimica del granito scozzese alla fisiologia degli atleti, scopriamo i segreti di una disciplina dove la scienza decide il podio. Il segreto del granito di Ailsa Craig Le pietre olimpiche che vedremo in pista nel 2026 hanno un'origine leggendaria: provengono quasi tutte da Ailsa Craig, un'isola disabitata al largo della Scozia. Il motivo della scelta non è legato all'estetica, ma risiede nell'incredibile resistenza del granito locale all'usura e ai continui cicli di gelo e disgelo. I produttori utilizzano spesso il granito Blue Hone per l'anello di scorrimento a causa della sua durezza e della sua bassissima assorbenza d'acqua. Questa caratteristica è vitale per l'affidabilità dello strumento, poiché l'acqua che penetra nel materiale potrebbe espandersi del 9% durante il congelamento, causando microfessure distruttive nel tempo.. Il mistero del "curl": la fisica che divide gli esperti Perché la pietra curva? È uno dei grandi enigmi della fisica sportiva. Su un ghiaccio ricoperto di microgocce congelate (il pebble), una pietra con rotazione oraria curva verso destra, mentre una con rotazione antioraria si sposta verso sinistra. Questo fenomeno di "frizione asimmetrica" è ancora oggi oggetto di studi avanzati: i modelli matematici vengono costantemente raffinati per prevedere la traiettoria perfetta verso la house. La scienza dello sweeping: scaldare il ghiaccio per vincere Contrariamente a quanto si pensa, gli atleti non "puliscono" la pista: lo sweeping serve a generare calore. Proprio così: con una pressione costante e un'alta frequenza di passate, le spazzole scaldano la superficie favorendo la riduzione della resistenza al moto. Questo permette di mandare la pietra più lontano e di influenzare la traiettoria, curvandola se necessario. L'effetto dipende da variabili precise come la forza applicata dall'atleta e le condizioni ambientali, ma la ricerca conferma che l'azione delle spazzole abbassa drasticamente l'attrito superficiale.. Atleti da Olimpiade: la spinta viene da... due motori Dal punto di vista fisiologico questo sport richiede sforzi brevi e intensi paragonabili a sprint ripetuti, con picchi di frequenza cardiaca molto elevati durante le fasi di spazzolamento. In quei momenti il corpo deve produrre energia in modo rapidissimo, utilizzando due "motori" diversi: da un lato il sistema anaerobico, che fornisce potenza immediata per pochi secondi senza bisogno di ossigeno, dall'altro il sistema aerobico, che entra in gioco per sostenere lo sforzo più a lungo e permettere un recupero veloce tra un'azione e la successiva. Questa alternanza è fondamentale perché, dopo un'intensa fase di sweeping, l'atleta deve tornare subito a un controllo motorio finissimo per eseguire con precisione il lancio successivo. Lo "Spirit of Curling": un codice d'onore unico Oltre alla fisica, il curling si distingue per una cultura dell'autoregolazione definita "Spirit of Curling". Questo codice enfatizza la sportività e la condotta onorevole, stabilendo che un giocatore non debba mai infrangere consapevolmente una regola. Il principio è così radicato che, in caso di violazione involontaria, spetta al curler, il giocatore stesso, il compito di dichiarare il proprio errore, mettendo lealtà e la reputazione al di sopra di ogni possibile vantaggio nel risultato agonistico. .
Autore
Focus.it

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