Miami, Medvedev spiega perché ha battuto Alcaraz e perso con Sinner e punge Fonseca: "A lui sta bene, a me no"

  • Postato il 19 marzo 2026
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Daniil Medvedev è tornato. Pian piano lo Zar sembra essere uscito dal tunnel in cui s’era infilato da un paio di stagioni. Sconfitte in serie, prestazioni disarmanti, vittorie di tornei e poi persino di partite che si sono fatte via via più saltuarie. Nel 2026 il russo ha già vinto due titoli (Brisbane e Dubai) e ne ha sfiorato un altro: Indian Wells. In California s’è tolto lo sfizio di battere Carlos Alcaraz e di spaventare Jannik Sinner. Perché lo spagnolo è riuscito a batterlo, mentre con l’italiano alla fine ha dovuto arrendersi? La spiegazione l’ha data lo stesso Medvedev in un’interessante intervista alla testata Bolshe.

Medvedev, piccola bordata a Joao Fonseca

Piccola premessa: più che contento di essere arrivato secondo a Indian Wells, Medvedev è dispiaciuto di non aver chiuso con la vittoria e col titolo. Un altro segnale, forse il più importante, della sua “rinascita”. “Quando perdi non importa come hai giocato, non può esserci un retrogusto di vittoria dopo una sconfitta. Sì, è vero che probabilmente ho giocato bene e questo potrebbe darmi una spinta in più in vista di Miami, ma alla mia età certi discorsi non funzionano“. Come metro di paragone Daniil prende Joao Fonseca, a cui riserva una piccola bordata: “Quando hai 20 anni e giochi bene contro Sinner, come ha fatto Joao Fonseca, è un’enorme spinta per il futuro. A lui può star bene, a me no. Dovevo vincere“.

La vittoria su Alcaraz e la sconfitta con Sinner

Sul cemento californiano Medvedev ha messo sotto Alcaraz in semifinale, poi ha sfiorato il successo in finale su Sinner: “Se parliamo delle ultime due sfide non mi manca molto per giocarmela con loro. Come ho fatto a battere Carlos? Forse ho fatto cose migliori di lui. Di Jannik no, ma ero vicino al suo livello. Ad esempio ho servito meglio di Carlos, mentre Jannik ha servito molto meglio di me e meglio di qualsiasi altro giocatore affrontato da me in questa stagione”. Insomma, nelle singole partite il campione russo può battere chiunque. Il problema è un altro: la continuità di rendimento.

La differenza tra Jannik, Carlos e Medvedev

“Contro Sinner reggevo benissimo gli scambi, ma il fatto che servisse così bene è logorante per chiunque”, ha aggiunto Medvedev. “Lui e Carlos sono migliori degli altri nella costanza, giocano così tutto l’anno. Io ho più cali di rendimento e ho sempre detto che per batterli c’è bisogno di giocare al meglio delle proprie possibilità e in più entrambi devono giocare un gradino sotto il loro miglior livello. Nella semifinale di Indian Wells Carlos non era al suo top, ma è normale che possa accadere. Il problema è che il loro top di condizione si vede molte più volte nel corso dell’anno rispetto al mio” .

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