Open-ear, la scommessa degli auricolari: le mosse di Huawei e Sony
- Postato il 23 gennaio 2026
- Innovazione
- Di Agi.it
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Open-ear, la scommessa degli auricolari: le mosse di Huawei e Sony
AGI - Gli auricolari open-ear, che non sigillano il condotto uditivo e lasciano passare parte dei suoni esterni, stanno guadagnando spazio accanto ai classici in-ear con gommini. L’idea è rispondere a un’esigenza precisa: ascoltare musica o gestire chiamate senza “staccarsi” dall’ambiente, utile per chi si muove in città e lavora in uffici condivisi
Due marchi come Huawei e Sony hanno presentato nuove proposte a clip che puntano proprio su questo approccio.
Huawei FreeClip 2: clip open-ear e autonomia fino a 38 ore
Huawei ha annunciato i FreeClip 2, auricolari true wireless con struttura a clip basata sull’architettura “C-bridge”, pensata per stare agganciata all’orecchio senza entrare nel canale uditivo. Il peso dichiarato è di 5,1 grammi per auricolare e la certificazione è IP57 (resistenza a polvere e immersioni temporanee: utile per pioggia e sudore, con le cautele del caso).
Sul fronte delle funzioni, Huawei indica l’uso di un processore con NPU per feature come volume adattivo e miglioramento della voce, oltre a un sistema di cancellazione del rumore in chiamata basato su tre microfoni e algoritmi di elaborazione.
Gli auricolari sono inoltre intercambiabili (si possono indossare a destra o a sinistra, con canali audio autoadattativi) e l’autonomia dichiarata arriva a 9 ore con una carica e fino a 38 ore con la custodia.
Sony LinkBuds Clip: tre modalità e sensore a conduzione ossea per le chiamate
Sony ha presentato i LinkBuds Clip, anche in questo caso un modello open-ear “a clip” pensato per ascolto quotidiano senza isolarsi dall’esterno. L’azienda sottolinea la possibilità di sentire musica e suoni ambientali insieme e indica tre modalità (Standard, Voice Boost e una modalità per ridurre la dispersione sonora).
Per la personalizzazione, Sony cita la tecnologia di upscaling DSEE e un equalizzatore a 10 bande tramite app Sound Connect. Per le chiamate, il pacchetto include una combinazione di AI e sensore a conduzione ossea per migliorare la cattura della voce in ambienti rumorosi.
L’autonomia dichiarata arriva a 37 ore complessive (circa 9 ore dagli auricolari più il contributo della custodia) con ricarica rapida: pochi minuti per circa un’ora di utilizzo. La resistenza all’acqua indicata è IPX4.
Perché le aziende puntano sull’open-ear
Al di là dei singoli modelli, la direzione è chiara: gli open-ear cercano un equilibrio tra comfort (niente pressione nel condotto e maggiore ventilazione) e consapevolezza dell’ambiente, un aspetto importante quando si cammina, si pedala o si deve interagire spesso con altre persone.
Di contro, proprio perché non sigillano l’orecchio, in genere offrono meno isolamento dai rumori esterni e possono essere più esposti al tema della dispersione del suono, che i produttori provano a contenere con profili audio e modalità dedicate.
Per chi sta valutando questa categoria, la domanda pratica è: in quali momenti d’uso serve davvero sentire ciò che succede intorno? Se la risposta è “spesso”, i modelli open-ear diventano un’alternativa concreta ai classici auricolari in-ear, soprattutto nell’ascolto quotidiano e nelle chiamate in mobilità.
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