Dalla reggia di Hofburg, centro amministrativo e simbolo della supremazia imperiale, ai palazzi e alle residenze estive come Schönbrunn e Laxenburg, fino alla lontana villa neoclassica di Corfù. Secoli di storia politica, culturale e sociale d'Europa sono raccontati da questi luoghi, in cui potere, autorità e ricchezza si accompagnano alla vita intima e privata dell'imperatore e alla storia della sua dinastia. Un viaggio tra gli edifici più rappresentativi.. HOFBURG: l’anima dell’impero. Nella residenza asburgica per eccellenza, ed epicentro del suo potere, l'architettura si fonde indissolubilmente con la storia stessa di Vienna. Le origini del palazzo risalgono al XII secolo, quando l'imperatore Federico Barbarossa elevò la marca orientale a ducato (1156), ponendo le basi per l'ascesa politica e lo sviluppo della città. Intorno alla metà del XIII secolo fu quindi costruita una modesta fortezza di carattere puramente difensivo. Da questa prese poi forma, nel corso dei secoli, il grandioso complesso che possiamo ammirare ancora oggi: un edificio con 18 ali, 2.600 stanze e 19 cortili, che si estende su una superficie di 240mila metri quadri.
Il merito di questa trasformazione va proprio agli Asburgo, che, subentrati al comando del Sacro romano impero nel 1415, fecero di Vienna il centro amministrativo, culturale e militare dello Stato. Tra le principali innovazioni vi sono la Schweizertor (Porta degli svizzeri), progettata nel 1552 dall'italiano Pietro Ferrabosco, che rappresenta il monumento rinascimentale più significativo di Vienna; l'ala leopoldina, realizzata in stile barocco da Filiberto Lucchesi su commissione di Leopoldo I (1640-1705). Dall'architetto Ludwig Montoyer fu progettata invece la magnifica Sala delle cerimonie (detta "naso dell'Hofburg"), costruita ai tempi di Francesco II, nonno di Francesco Giuseppe. Quest'ultimo proprio qui riceveva ogni anno 12 bisognosi ai quali donava del denaro in segno di carità.. SCHÖNBRUNN: La “bella fonte”. Quando l'inverno lasciava spazio alla stagione mite, la corte si trasferiva nel castello di Schönbrunn (letteralmente "bella fonte"), situato nel quartiere Hietzing di Vienna. Il nucleo originario del palazzo fu realizzato nel XVI secolo, quando l'imperatore Massimiliano II (1527-1576) acquistò un'ampia area alluvionale, ricca di mulini e vigneti, per erigervi un padiglione di caccia. Ma fu soltanto dal 1744-1749, con Maria Teresa (1717-1780), che Schönbrunn raggiunse il suo massimo splendore, trasformandosi nel più alto esempio di rococò austriaco.
L'imperatrice ampliò la residenza con sale e stanze private, riorganizzò gli interni e ingrandì i giardini alla francese, con aiuole simmetriche, vialetti e sculture neoclassiche. Allo stesso periodo risale anche la celebre gloriette, un elegante padiglione a forma di tempietto (tipico di molte ville aristocratiche europee) usato come luogo di contemplazione. A Schönbrunn nacque e visse l'imperatore Francesco Giuseppe (1830-1916), che vi riceveva ministri e ospiti di Stato, insieme alla consorte Elisabetta di Baviera, l'imperatrice Sissi.. LAXENBURG: la casa di campagna. A pochi chilometri da Vienna, immerso in un vasto parco tra laghi e boschi, sorge il complesso di Laxenburg, la più amata residenza di campagna degli Asburgo, dove Francesco Giuseppe e Sissi trascorsero la loro luna di miele nel 1854. Il nucleo originario, un tempo riserva di caccia, entrò a far parte dei domini imperiali nel 1333 e fu ampliato nel Seicento dall'architetto italiano Lodovico Burnacini, che gli conferì l'aspetto di una dimora barocca.
Nel 1745, durante il regno di Maria Teresa, il complesso venne arricchito dal palazzo detto Blauer Hof ("corte blu"), con interni rococò e destinato a ospitare la corte durante la bella stagione. A fine Settecento, sotto Giuseppe II, il parco fu riprogettato su 250 ettari in stile inglese, con sentieri sinuosi, padiglioni e specchi d'acqua. Su un'isola artificiale sorse inoltre il Franzensburg, un castello "folly" (stravagante) neogotico, che evoca l'atmosfera delle fortezze medievali.. GRASSALKOVICH: gioiello barocco. Nel cuore dell'Ungheria, a Gödöllő, si trova il castello barocco di Grassalkovich, che Francesco Giuseppe ricevette in dono dopo l'Ausgleich, il compromesso che nel 1867 sancì la nascita dell'Impero austro-ungarico. La residenza di 1.700 metri quadri, progettata nel XVIII secolo per il conte Antal Grassalkovich I, confidente dell'imperatrice Maria Teresa, conta 8 ali, una chiesa, un teatro, una serra e un aranceto. Negli oltre 20 ettari di parco, in cui si trovano giardini, sentieri, boschi e fontane, Sissi amava cavalcare, lontana dall'etichetta di corte. Dopo la tragica fine dell'imperatrice (nel 1898), Francesco Giuseppe visitò sempre più raramente la residenza: l'ultima volta nel 1911.. HERMESVILLA: il castello dei sogni.
Nel Lainzer Tiergarten, l'antica riserva di caccia imperiale appena fuori Vienna, si trova la Hermesvilla. Costruita tra il 1882 e il 1886, Francesco Giuseppe la volle per la sua sposa irrequieta, con l'intento di persuaderla a restare più a lungo in città. Progettata dall'architetto Karl von Hasenauer, è un raffinato esempio di Neobarocco viennese, arricchito da chiare influenze neorinascimentali che le conferiscono un'apparenza quasi fiabesca: non a caso la residenza era conosciuta come il "castello dei sogni". La statua di Ermes (messaggero degli dèi) al centro del giardino rimanda a un mondo idilliaco e lontano, sospeso tra mito e realtà.
Gli ambienti interni sono decorati con stucchi e boiserie (rivestimento in legno delle pareti) in stile francese. Il dettaglio più suggestivo si trova nella camera da letto dell'imperatrice, che ospita un grande affresco, del pittore austriaco Hans Makart, ispirato al Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare. Non poteva mancare un vasto parco con un laghetto, per le passeggiate a cavallo dell'imperatrice.
. KAISERVILLA: da luogo di pace a simbolo di guerra. Nel 1854 l'arciduchessa Sofia regalò al figlio e alla nuora, per le nozze, una villa nella località di Bad Ischl, tra le montagne e i laghi dell'Oberösterreich (Alta Austria). Kaiservilla, in stile neoclassico con porticato, ambienti luminosi e giardini curati che si aprono verso le vette del Salzkammergut, è molto elegante ma più sobria rispetto ad altre dimore asburgiche. Qui, l'imperatore trascorreva le estati dedicandosi alla caccia, alle udienze mattutine e all'amministrazione dell'impero, mentre la moglie ritrovava i suoi tanto agognati momenti di isolamento, passeggiando e leggendo. Per la sua pace, infatti, Kaiservilla era uno dei luoghi più amati dalla coppia imperiale. Tuttavia, in questo scenario di quiete alpina si consumò uno degli atti più drammatici della storia europea: qui il 28 luglio del 1914 Francesco Giuseppe firmò la dichiarazione di guerra alla Serbia, dando il via alla Prima guerra mondiale.. ACHILLEION: classicismo e tormento.
Il desiderio di evasione di Elisabetta trovò pieno compimento sull'isola greca di Corfù, da lei particolarmente amata. Qui, tra il 1889 e il 1891, fece costruire l'Achilleion, una villa neoclassica ispirata al suo eroe prediletto, Achille, simbolo di forza e bellezza. L'edificio, progettato dall'architetto Raffaele Carito, sorge su un'altura da cui si domina il mare ed è circondato da giardini terrazzati e cipressi secolari. La facciata e le colonne ioniche evocano i templi greci e il colonnato del portico ospita statue di divinità e filosofi. Nel parco si erge la celebre statua di Achille, emblema del destino umano e del tormento interiore.
L'imperatrice trovava in questo paesaggio classico l'eco della propria inquietudine e al tempo stesso un modo per rigenerare la mente. Ogni dettaglio dell'Achilleion, dalle decorazioni classiche agli affreschi che narrano episodi omerici, riflette la nostalgia dell'imperatrice per un mondo ideale, fatto di armonia e libertà. Dopo il Trattato di pace di Versailles (28 giugno 1919), la villa fu ceduta alla Grecia come riparazione di guerra.
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