Sampdoria, crisi in sei scene: soltanto un passaggio tra Coda e Brunori

  • Postato il 19 gennaio 2026
  • Calcio
  • Di Genova24
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Sampdoria Vs Virtus Entella

Oggi è il Blue Monday. Tra i vari fattori che hanno portato a identificare il terzo lunedì di gennaio come giorno più triste dell’anno, c’è la distanza dalle festività e dalle aspettative di cui carichiamo i nuovi dodici mesi. Tre lunedì sono infatti sufficienti per renderci conto, spesso, che nulla è cambiato. Alla Sampdoria sono bastate due partite nel 2026 per tornare con l’umore sotto i tacchi. Le tre vittorie casalinghe pre capodanno e il buon mercato sono stati cancellati da due prestazioni prive di gioco.

Sei momenti o dettagli che raccontano bene la crisi della squadra che scende in campo ma non gioca, che chiede scusa sotto alla curva ma non con i comportamenti, che non ha senatori che ci mettano la faccia.

1^ scena: prepartita

Mister Angelo Gregucci parla di una partita dignitosa contro l’Avellino. Per quanto il calcio sia opinabile, una disamina che cozza terribilmente con il racconto della partita. Raramente si sono visti pareri così unanimi sulle varie testate locali e nazionali su una squadra blucerchiata assente al Partenio. Dichiarazioni che, tra l’altro, sono in contrasto con quanto lo stesso allenatore aveva dichiarato “a caldo” parlando di una partita negativa e di una squadra presuntuosa.

2^ scena: l’unico passaggio

Si dice che i numeri non contino più nel calcio. Ma la Sampdoria parte con il 3-5-2 e come nel calcio balilla non si vedono scambi di posizione o sovrapposizioni. Una squadra ingessata che non sa far gioco. Tanto da far venire nostalgia delle partenze dal basso spericolate di Pirlo, sintomo comunque di un’idea di gioco chiara. Due ds e quattro allenatori, ma non uno straccio di gioco. Rende bene l’idea il fatto che tra Coda e Brunori vi sia stato un solo passaggio riuscito: uno scarico di Brunori al 41′ per Coda a centrocampo a cui è seguito un fallo dell’Entella.

3^ scena: Parodi giganteggia su Depaoli

Potrebbe essere un dipinto, di quelli che a scuola sono corredati da fiumi di significati. La forza di Parodi, alto 1,69, che spicca il volo e scaglia di testa il pallone in rete con Depaoli travolto e inerme. E’ la rappresentazione plastica di una Sampdoria senza spirito battagliero.

4^ i calci d’angolo di Pafundi

Ogni pallone può decidere il campionato non la singola partita. Questo il mantra di Gregucci in ogni conferenza stampa. Non sembra però entrare nella testa dei giocatori. Pafundi, entrato per dare qualità, avrebbe dovuto calciare con grande attenzione i corner. E invece, ne ha gettati due alle ortiche: uno lunghissimo e l’altro fuori dall’area.

5^ scena: parla solo Gregucci

Alla Sampdoria ci sono leader carismatici. Evidente anche dal fatto che nessun giocatore si è mai presentato in conferenza stampa per metterci la faccia. Tutti si trincerano dietro a video societari come Cherubini, giusto per celebrare un pochino il bel goal. L’ultima volta che è stato possibile chiedere qualcosa a un giocatore blucerchiato è stato a margine della partita di Coppa Italia contro Lo Spezia, quando aveva parlato Depaoli. All’allenatore è stato chiesto qualcosa sulla reazione del gruppo, se di rabbia o di chiusura silenziosa, ma non ha logicamente fatto trapelare molto. Ha parlato di dispiacere. Insomma, nessuno che sbatte i pugni.

6^ scena: lo stucchevole rito delle scuse alla Gradinata

Possibile che nessuno nella rosa della Sampdoria ponga fine alla stucchevole passerella finale con sguardo basso e braccia alzate sotto alla Gradinata? Dovrebbe essere un gesto spontanea in momenti particolari, non un rito espiatorio nei confronti di una piazza che le risposte le vuole sul campo, che tifa la maglia ma non calciatori che nemmeno vengono acclamati quando lo speaker li annuncia.

 

Autore
Genova24

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