Santiago Therapy: camminare fa bene al cervello

  • Postato il 29 gennaio 2026
  • Di Focus.it
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Il nuovo, celebratissimo film di Checco Zalone ("Buen camino") ha riacceso i riflettori sul pellegrinaggio più famoso del mondo. Ma al di là della comicità e della satira, cosa succede davvero a chi decide di mettersi lo zaino in spalla? Non è solo spiritualità: è un mix di biologia, storia e psicologia sociale. Ecco i 7 curiosità scientifiche e storiche sul Cammino che, per molte persone, è un vero "reset" per mente e corpo. Da quando "esiste" il Cammino di Santiago? Il Cammino ha origini antichissime — e oggi è un fenomeno globale. La tradizione di percorrere le vie jacobee verso la tomba di San Giacomo risale al IX secolo, quando fu scoperta la sua presunta sepoltura a Santiago de Compostela, dando vita a uno dei pellegrinaggi più importanti del Medioevo europeo e mantenendosi vivo fino a oggi grazie a percorsi, ospitalità e culture che si sono stratificate nei secoli. Nel mondo contemporaneo il Cammino è tornato ad essere estremamente popolare: solo nel 2025 più di 530.000 persone hanno completato il percorso fino a Santiago de Compostela richiedendo la Compostela (vedi sotto), con un trend di crescita costante negli ultimi anni. . L'effetto "Brain-Sync" e la neurobiologia del legame Camminare fianco a fianco attiva l'entrainment, un fenomeno studiato dalla neuroscienziata Kelly McGonigal. Muoversi allo stesso ritmo sincronizza le onde cerebrali dei viandanti, stimolando il rilascio di endorfine e ossitocina. Questo processo riduce la percezione del "sé" isolato a favore di un'identità collettiva: è il motivo per cui lungo il Cammino si abbattono i filtri sociali e nascono legami profondi in pochi giorni. La conchiglia "Viera", cioè il primo "pass" (multifunzione) della storia La celebre conchiglia che vediamo sugli zaini si chiama Pecten maximus, nota in Galizia come Viera. Come spiega lo storico Paolo Caucci von Saucken, nel Medioevo era un oggetto tecnologico e legale. Serviva come "bicchiere" standard per bere alle fonti e garantiva una tutela giuridica speciale: nel diritto medievale, chiunque molestasse un pellegrino protetto dal segno della Viera rischiava la scomunica immediata, una sorta di immunità diplomatica per le masse. Psicologia del Ritorno: Lo shock della "Communitas" L'antropologo Victor Turner ha descritto il Cammino come uno stato di "liminalità" o communitas. Una volta tornati, il cervello subisce uno spostamento cognitivo: il velocità della vita urbana viene (dopo) percepita come un'aggressione sensoriale. L'ansia da supermercato o la nausea davanti alla sovrabbondanza sono sintomi della ritrovata priorità verso l'essenziale, una lezione che il cervello fatica a "disimparare".. Il "campo della stella" che indica la direzione L'etimologia di Compostela è un bivio tra mito e scienza. Se la tradizione popolare evoca il Campus Stellae (Campo della Stella) per la leggenda del ritrovamento della tomba, la filologia moderna, sulla scia degli studi di Karl Michaëlsson propende per Compostum (cimitero), data la necropoli romana sotto la Cattedrale. Resta però il dato scientifico: seguendo la Via Lattea verso Ovest, i pellegrini allineano il passo alla meccanica celeste, stabilizzando il ritmo circadiano con benefici reali su sonno e umore. Il cammino aumenta la produzione creativa Uno studio dei ricercatori Marily Oppezzo e Daniel Schwartz alla Stanford University ha dimostrato che camminare aumenta la produzione creativa del 60%. Muoversi a un ritmo di 4-5 km/h disattiva l'attenzione focale e accende il Default Mode Network (DMN), l'area del cervello dedicata al "sogno a occhi aperti", facilitando la risoluzione di conflitti interiori e favorendo il pensiero divergente. Il saluto "buen camino!" predispone alla fiducia Applicando le teorie del sociologo canadese Erving Goffman sull'interazione rituale, il saluto "buen camino" funge da lubrificante sociale. Rompere sistematicamente la diffidenza verso l'estraneo tramite uno scambio verbale ripetitivo abbassa i livelli di cortisolo (l'ormone dello stress) e predispone il sistema nervoso alla fiducia. Si crea come una "micro-società "basata sull'altruismo invece che sulla competizione urbana. La Compostela come certificato di riabilitazione penale e sociale Documenti storici dell'Archivio della Cattedrale rivelano che nel XIV secolo la Compostela (il diploma finale) aveva una valenza penale. Era un certificato di espiazione: i condannati per reati civili potevano ottenere la riabilitazione sociale e la cancellazione della pena dimostrando al giudice di aver completato il pellegrinaggio. Era una forma di giustizia riparativa ante-litteram riconosciuta dai tribunali di tutta Europa..
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Focus.it

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