Trovati vivi marsupiali che credevamo estinti

  • Postato il 12 marzo 2026
  • Di Focus.it
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Avete presente quella storiella complottista che sostiene che Elvis Presley (o un'altra celebrità a vostra scelta) non sia davvero morto ma si sia ritirato a vita privata in qualche isola sperduta nell'oceano? Se fosse vero sarebbe un'impresa non da poco: far credere a tutto il mondo, per decenni, di essere defunto. Ebbene, c'è chi ha fatto di meglio: due piccoli marsupiali australiani che eravamo convinti si fossero estinti ormai da 6.000 anni, e che invece sono stati ritrovati vivi e vegeti in Nuova Guinea. Chi sono i "resuscitati": l'Opossum e il Petauro La riscoperta delle due specie è raccontata in due studi pubblicati nei Records of the Australian Museum: uno è qui, l'altro qui.. Cominciamo a dare i nomi ai due marsupiali "risorti", e che non a caso vengono indicati con l'appellativo di "specie Lazzaro", cioè tutte quelle specie che, per così dire, ritornano dai morti (in realtà, ovviamente, si stavano solo nascondendo molto bene). Il primo è un opossum, Dactylonax kambuayai, che finora conoscevamo solo grazie a diversi esemplari fossili risalenti al Pleistocene. Più o meno contemporaneo, e che pensavamo si fosse estinto nello stesso periodo, è Tous ayamaruensis, un parente del petauro, il marsupiale planatore spesso erroneamente chiamato "scoiattolo volante" (pur non essendo uno scoiattolo). La scoperta: tra fossili e collaborazione indigena L'opossum, caratterizzato da un anulare che è lungo il doppio delle altre dita e viene utilizzato per catturare le larve di insetti che si nascondono nel legno degli alberi, viveva nella Papua occidentale fino a 6.000 anni fa; il petauro, invece, era diffuso in Nuova Guinea. Entrambi i marsupiali, dunque, erano considerati estinti, finché una combinazione di fattori (fotografie scattate da ricercatori locali, frammenti di ossa, collaborazione con le tribù locali…) ha permesso di ritrovarli vivi nella penisola di Doberai, nella Nuova Guinea nord-occidentale.. Un aspetto interessante di questa riscoperta ha a che fare con il valore culturale di questi due marsupiali, in particolare il parente del petauro. Noto alle popolazioni locali come Tous, lo stesso nome scelto per battezzare il genere, il petauro maggiore è considerato un animale sacro dagli stessi clan, i cui anziani hanno collaborato direttamente allo studio (una di loro, Rika Korain del clan Maybrat, lo ha anche firmato). Un "passaggio" geologico dall'Australia La "resurrezione" di due diverse specie di marsupiali in Nuova Guinea è ovviamente una notizia eccezionale, e lo è ancora di più perché nessuna delle due specie ha parenti stretti che vivono sull'isola: ci si chiede quindi come abbiano fatto a finire lì. L'ipotesi più probabile è che abbiano, per così dire, chiesto un passaggio alla penisola dove vivono, che un tempo era un pezzo di Australia che si è staccato ed è andato alla deriva contro la Nuova Guinea. Se così fosse, la possibilità di scoprire altre specie Lazzaro nelle foreste dell'isola non sembra più così remota..
Autore
Focus.it

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