A Londra il Serpentine Pavilion dell’estate 2026 sarà una serpentina di mattoni in argilla
- Postato il 20 gennaio 2026
- Architettura
- Di Artribune
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Sono entrambi messicani e, per l’incarico che sulla carta potrebbe decretare la loro ascesa globale, hanno scelto di attingere a un metodo costruttivo originariamente sperimentato nell’antico Egitto e poi penetrato su suolo inglese attraverso gli ingegneri olandesi. Stiamo parlando di Isabel Abascal e Alessandro Arienzo, i due architetti selezionati per la realizzazione dell’annuale e ambitissimo Serpentine Pavilion, il padiglione temporaneo che dal 2000 ogni estate ospita la semestrale programmazione “all’aperto” dell’omonima istituzione culturale londinese.
Lo studio messicano LANZA Atelier progetta il Serpentine Pavilion 2026
Fondatori nel 2015 dello studio LANZA atelier, di base a Città del Messico, i due progettisti hanno individuato nei caratteristici muri inglesi “crinkle-crankle”, realizzati in mattoni e dal riconoscibile andamento ondulato, il riferimento formale per questa opera. Un indirizzo compositivo con il quale sembrano voler prendere le distanze da quella parte di colleghi che, negli anni scorsi, ha individuato in questa prestigiosa commessa l’occasione per raccontarsi, facendo leva su luoghi poco battuti o su pratiche in uso presso comunità meno conosciute. Il pensiero va al Pritzker Architecture Prize 2022 Diébédo Francis Kéré, che nel 2017 volle evocare la struttura degli alberi in cui ci si incontra nel suo Burkina Faso, ma anche al più recente caso di Lina Ghotmeh, che nel 2023 con il suo À Table invitava all’incontro e alla condivisione attingendo alle radici della cultura araba dell’ospitalità. Più che guardare alla loro terra d’origine, Isabel Abascal e Alessandro Arienzo adottano una pratica costruttiva che ha attraversato mezzo mondo per trovare terreno fertile nel contesto anglosassone, tirando in ballo la “capacità elementare dell’architettura di unire le persone”. Un concetto che, in una fase storica dominata da livelli di tensione globale che credevano non più raggiungibili, alimenta piccole speranze.
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A Londra un’edizione del Serpentine Pavilion nel segno di Zaha Hadid
La struttura che dal 6 giugno al 25 ottobre prossimo offrirà ombra, riparo ed esperienze al pubblico della Serpentine attinge, inoltre, alla figura del serpente. Un animale del quale i progettisti evidenziano la “forza generativa e protettiva.” Il risultato sarà dunque un progetto “immerso nel giardino, evocazione del mondo naturale, che assume la forma di un muro serpentino, concepito come un dispositivo che rivela e trattiene allo stesso tempo: plasma il movimento, modula il ritmo e definisce le soglie di prossimità, orientamento e pausa” promette il duo. Si comporrà di un nucleo principale coperto, definito lateralmente da partizioni con diversi raggi di curvatura e in mattoni di argilla, sovrastato da un tetto translucido a sua volte sorretto da una “foresta” di pilastri (del medesimo materiali dei muri). Una delle due pareti, con il suo andamento sinusoidale, si estenderà oltre questo effimero volume, nel verde. Secondo Hans Ulrich Obrist, direttore artistico della Serpentine, “l’architettura di LANZA atelier implica sempre un profondo coinvolgimento con il contesto locale, i materiali e l’esperienza vissuta. Per usare le loro parole, creano spazi contemporanei la cui energia può durare nel tempo. I loro spazi invitano le persone a immaginare un futuro più connesso, compassionevole e creativo”. A dieci anni dalla prematura scomparsa di Zaha Hadid, prima progettista nella storia del Serpentine Pavilion, Obrist ha inoltre annunciato un’iniziativa in un suo ricordo realizzata assieme alla fondazione intitolata all’architetta.
Chi sono gli architetti Isabel Abascal e Alessandro Arienzo
Secondi progettisti di nazionalità messicana a misurarsi con il Serpentine Pavilion – prima di loro era toccato a Frida Escobedo, nel 2018 – in dieci anni di pratica professionale congiunta Abascal e Arienzo hanno lavorato su diverse scale di intervento, dallo spazio pubblico a quello domestico. Il padiglione, che come da tradizione deve rappresentare il primo edificio a Londra del team scelto, arriva dopo numerosi riconoscimenti, tra cui i successi ottenuti allo Young Architects Prize (2017) e all’Emerging Voices Award 2023 dell’Architectural League di New York, che ha definito la loro pratica in grado di esprimere “inventiva, sensibilità al contesto e una raffinatezza compositiva che abbraccia scale e forme“. Quest’anno la presenza di LANZA atelier in Europa sarà doppia: oltre al progetto londinese, a Venezia si occuperanno infatti della progettazione del Padiglione della Repubblica del Kosovo, curato da José Esparza Chong-Cuy, alla 61. Biennale d’Arte. Un’occasione, dunque, per vederli presto in azione anche in Italia.
Valentina Silvestrini
L’articolo "A Londra il Serpentine Pavilion dell’estate 2026 sarà una serpentina di mattoni in argilla" è apparso per la prima volta su Artribune®.