Acqua, record di disservizi e rincari in Calabria
- Postato il 21 marzo 2026
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Il Quotidiano del Sud
Acqua, record di disservizi e rincari in Calabria

Tra sospensioni, reti fragili, disservizi, i report di Istat e Cittadinanzattiva fotografano una Calabria alle prese ormai con un’emergenza, quella dell’acqua, e aumentano i rincari
LA CALABRIA è la regione italiana che soffre di più l’emergenza idrica. È quanto si ricava dal focus Istat 2023-2025, diffuso in occasione della Giornata mondiale dell’acqua che cade il 22 marzo. Il report Istat restituisce un quadro critico, fatto di razionamenti diffusi, reti fragili e cittadini sempre più insoddisfatti. Nel 2024 le misure di razionamento dell’acqua hanno interessato praticamente tutta la regione. Coinvolti i capoluoghi di provincia – Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia – con la sola eccezione di Crotone.
Le situazioni più critiche si registrano a Vibo Valentia e Cosenza. Nel primo caso, l’erogazione viene sospesa ogni notte per tutto l’anno, per consentire il ripristino dei livelli nei serbatoi, con disagi per tutti i residenti. A Cosenza, invece, i disservizi colpiscono oltre l’80% della popolazione, con interruzioni quotidiane programmate tra il pomeriggio e le prime ore del mattino, per riempire, come accade a Vibo, i serbatoi. A Reggio Calabria e Catanzaro l’impatto è più contenuto – riguarda, rispettivamente, il 14,8% e l’11,9% – ma comunque significativo. Il dato più allarmante riguarda le famiglie: nel 2025 il 37,3% dei nuclei calabresi (con un aumento di 7,4 punti percentuali rispetto al 2024) denuncia irregolarità nel servizio idrico. È la percentuale più alta in Italia, ben oltre la media nazionale che si attesta al 10,2%.
La Calabria è anche la regione con il livello di insoddisfazione per il servizio idrico tra i più alti d’Italia: solo il 64,1% delle famiglie si dichiara soddisfatto. Il malcontento riguarda diversi aspetti, dalla qualità dell’acqua alla gestione del servizio. Il 38,6% delle famiglie giudica negativamente odore, sapore e limpidezza, mentre quasi il 45% non si fida a bere l’acqua del rubinetto. A pesare è anche la percezione dei costi e della trasparenza, con una parte consistente degli utenti che considera elevata la spesa e poco chiara la bolletta (quasi il 50%).
Le difficoltà non riguardano solo le città. Anche il settore agricolo soffre una forte pressione legata alla scarsità idrica. La Calabria rientra tra le regioni del Mezzogiorno più esposte, con il 96,2% delle aziende agricole che hanno lamentato difficoltà legate all’irrigazione. Alla base della crisi ci sono infrastrutture obsolete, dispersioni nella rete e carenza di investimenti. A questi si aggiungono cambiamenti nella gestione del servizio idrico che non hanno ancora migliorato la qualità del servizio.
Il quadro che emerge è quello di un’emergenza ormai strutturale. Tra razionamenti diffusi sul territorio, disservizi quotidiani e sfiducia crescente dei cittadini, la gestione dell’acqua in Calabria è una sfida ancora aperta.
m. f. f.
Il Quotidiano del Sud.
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