Air France, 50 anni fa il Concorde inaugurava l’età d’oro dei viaggi supersonici
- Postato il 21 gennaio 2026
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- Di SiViaggia.it
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Il 21 gennaio 1976, alle 12:40, quando il Concorde di Air France decollò da Parigi diretto a Rio de Janeiro con scalo a Dakar, il mondo entrò ufficialmente nell’era del volo supersonico commerciale. Un tempo in cui volare non significava solo arrivare prima, ma sentirsi parte di un futuro esclusivo.
Cinquant’anni dopo, quell’aereo dalla silhouette affilata e inconfondibile continua a esercitare un fascino potentissimo: simbolo di lusso, innovazione e di un’idea di viaggio che oggi, nell’epoca dei low cost e dei gate affollati, sembra quasi irreale. Air France celebra questo anniversario non solo come una ricorrenza storica, ma come il ricordo di un’epoca che, sempre di più, vive ancora nell’immaginario collettivo generando sentimenti nostalgici anche in chi, quegli anni, non li ha vissuti.
Il Concorde e il glamour del volo
Il Concorde non rappresentava semplicemente un mezzo di trasporto, ma un’esperienza totale. Con una capacità di soli 100 passeggeri, volava a Mach 2.02 (oltre 2.180 km/h) a circa 18.288 metri di altitudine, il doppio rispetto ai normali aerei di linea. Il volo inaugurale verso Rio de Janeiro durò appena 7 ore e 26 minuti, un tempo impensabile per l’epoca.
A bordo, però, il vero spettacolo non era solo la velocità. Champagne, pasticcini al tartufo Périgord firmati Lenôtre, porcellane eleganti, luci soffuse: il Concorde rappresentava il culmine del lusso nell’aviazione. La cabina, stretta e futuristica, era il manifesto di un’idea precisa perché viaggiare significava distinguersi.
Anche il design contribuiva al mito perché Air France affidò gli interni a nomi leggendari come Raymond Loewy, Pierre Gautier-Delaye e Andrée Putman, che negli anni ridisegnarono cabine, materiali e colori per adattare il supersonico al gusto del tempo senza mai snaturarne l’identità. Le uniformi delle assistenti di volo, firmate da Jean Patou prima e Nina Ricci poi, trasformavano ogni membro dell’equipaggio in un’icona di stile. Non stupisce, quindi, che il Concorde sia diventato un protagonista ricorrente di film, come Airport ’79-The Concorde con Alain Delon, e di reportage firmati Life e Paris Match.
Una leggenda dell’aviazione diventata icona culturale
A distanza di mezzo secolo, il Concorde non appartiene solo alla storia dell’aviazione, ma a quella dell’immaginario collettivo. È il simbolo di un’epoca in cui il futuro sembrava lineare e rassicurante, fatto di divise sartoriali e rituali precisi. Negli anni è diventato quasi l’emblema di un retro-futurismo che affascina chi non l’ha mai vissuto e commuove chi lo ricorda, soprattutto sulla scia di una cultura pop che guarda sempre più spesso agli anni ’70 e ’80. Basti pensare all’utopia aziendale della serie tv Severance o Stranger Things, che rielabora gli anni ’80 come spazio mitico o, ancora, Fallout incentrata sull’estetica “Atomic Age” degli anni ’50.
L’era supersonica di Air France, durata dal 1976 al 2003, ha lasciato un segno che va oltre le prestazioni tecniche. Il Concorde incarnava una visione condivisa di progresso, frutto dell’expertise franco-britannica, in cui tecnologia e cultura viaggiavano alla stessa velocità. A bordo si condensava un’idea di lusso oggi quasi scomparsa, fatta di tempi lenti e un servizio pensato per essere ricordato.
In un momento storico in cui il viaggio è diventato più accessibile, ma anche più standardizzato, il Concorde viene riscoperto come un vero e proprio mito visivo tutto da sognare.