Assalti ai bancomat, la banda dei 5 fermati attiva dalla Puglia alla Calabria
- Postato il 5 febbraio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Assalti ai bancomat, la banda dei 5 fermati attiva dalla Puglia alla Calabria

Cinque persone fermate in Puglia accusate di far parte della banda dell’assalto ai bancomat. Colpi in Calabria, Campania e Basilicata. Bottino di quasi un milione di euro
COSENZA – Hanno disseminato il terrore per le province del Sud Italia, tra cui quelle calabresi. Hanno fatto saltare bancomat nel cuore della notte, spesso in pieno centro abitato, facendo svegliare di soprassalto gente impaurita da boati improvvisi. Si stima che hanno portando via quasi un milione di euro.
Ora, dopo mesi di indagini, cinque persone sono state fermate dai carabinieri di Taranto con l’accusa di essere i componenti della banda dell’assalto ai bancomat che negli ultimi mesi ha effettuato una lunga scia di furti. Una banda ben organizzata che in un mese, solo in Calabria, ha messo a segno otto colpi. L’ultimo il 17 gennaio a Santo Stefano di Rogliano. In quell’occasione i carabinieri della compagnia di Rogliano avevano fermato un uomo di origine pugliese, mentre cercava fuggire, accusato di essere uno dei responsabili o una delle “vedette” utile per i furti.
La banda ha continuato a effettuare colpi nelle varie regioni del sud e ieri è arrivata la notizia del fermo da parte della Procura di Taranto di cinque persone per la lunga serie di assalti ai danni di sportelli bancomat commessi mediante l’utilizzo di ordigni esplosivi artigianali e per reati in materia di armi ed esplosivi. In manette sono finiti Cataldo Bartolo, 46 anni, barese, la mente dell’organizzazione secondo gli inquirenti; Rocco Fronza, 20 anni, di Palagiano, Valentino Intini, 21 anni, di Massafra, Simone Vinella, 20 anni, e Alessandro Longo, 28 anni, di Grumo Appula.
MESI DI INDAGINI IN VARIE REGIONI
Il provvedimento, eseguito dai carabinieri di Taranto, arriva alla conclusione di indagini avviate nel mese di novembre, dopo un preoccupante incremento di attacchi agli Atm registrato in diversi comuni della provincia di Taranto e nelle aree limitrofe e oltre i confini. In un breve arco temporale, infatti, si sono susseguiti numerosi episodi caratterizzati dall’impiego del cosiddetto metodo della “marmotta”, una tecnica particolarmente pericolosa che prevede l’inserimento di un ordigno esplosivo artigianale all’interno dello sportello bancomat per provocarne la deflagrazione e impossessarsi del denaro contenuto.
Gli assalti hanno interessato inizialmente i centri di Montemesola, Monteiasi, Mottola, Palagiano e Ginosa, nel territorio Tarantino, nonché il comune di Scanzano Jonico, in provincia di Matera, causando ingenti danni alle strutture bancarie. Nell’ordinanza sono spiegate le modalità dei furti. I componenti della banda sarebbero stati in grado di pianificare sopralluoghi preventivi, utilizzare più veicoli di supporto, spesso rubati o riciclati con targhe di altri veicoli, e assicurarsi rapide vie di fuga, arrivando talvolta a incendiare, o a riempire del contenuto di estintori, gli abitacoli delle autovetture impiegate e abbandonate, per eludere le investigazioni. E poi fughe condotti a velocità elevatissime, superiori ai 200 km/h, con grave rischio per la sicurezza della circolazione e per l’incolumità degli utenti della strada.
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IN CALABRIA L’ULTIMO COLPO A SANTO STEFANO DI ROGLIANO
L’attenzione degli investigatori poi, grazie alla collaborazione con le compagnie locali dei carabinieri, si è estesa oltre i confini pugliesi, permettendo di individuare collegamenti con ulteriori episodi analoghi verificatisi in altre regioni tra cui Basilicata, Calabria, Campania e Lazio. Sono stati ricostruiti assalti consumati nelle province di Cosenza, Caserta, Benevento, Frosinone, Napoli e Salerno. Uno degli indagati, infatti, avrebbe un ruolo di riferimento anche negli episodi extra-regionali, in concorso con altri soggetti su cui si sta ancora indagando. Fonti investigative ipotizzano che la somma complessiva sottratta nel periodo considerato sia prossima al milione di euro. E le indagini comunque proseguono.
In Calabria gli assalti sono iniziati il 23 dicembre a Lauropoli; la notte tra il 26 e il 27 dicembre è toccato a Santa Maria del Cedro; il 29 a Laino Borgo; il 31 dicembre a San Marco Argentano; il 9 gennaio a Decollatura; il 10 gennaio a Vallefiorita; il 15 gennaio a Camigliatello Silano e il 17 gennaio a Santo Stefano di Rogliano.
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