Bari, in coma da due anni dopo il parto: indagati otto medici

  • Postato il 23 gennaio 2026
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Bari, in coma da due anni dopo il parto: indagati otto medici

In coma da due anni dopo il parto: otto medici indagati a Bari. La bimba sta bene. La Procura del capoluogo pugliese dispone una consulenza medico-legale per chiarire cause e responsabilità.


BARI – Avrebbe avuto appena il tempo di abbracciare sua figlia, nata sana. Poi, il buio. Quattordici ore dopo il parto e tre interventi chirurgici nel tentativo di arginare una grave emorragia, una donna di oggi 38 anni è finita in coma irreversibile. Sono trascorsi quasi due anni e, da allora, è in stato vegetativo. Per accertare se la drammatica condizione sia riconducibile a eventuali responsabilità mediche, la Procura di Bari ha aperto un fascicolo per lesioni personali colpose gravi. Gli indagati sono otto: cinque ginecologi, due ostetriche e un’anestesista in servizio all’ospedale Mater Dei, dove la donna era stata ricoverata per partorire.

Bari, in coma da due anni dopo il parto: indagati otto medici

Il pubblico ministero Giovanni Calamita ha disposto una consulenza medico-legale con l’obiettivo di “chiarire la dinamica e le circostanze che hanno portato all’evento”, individuare le cause che lo hanno determinato e accertare l’attuale stato di salute della paziente, al fine di valutare eventuali responsabilità del personale sanitario coinvolto. La vicenda risale al 2 febbraio 2024. La donna, allora 36enne, si era recata in ospedale alla 38ª settimana di gravidanza dopo la rottura delle acque. Il giorno successivo ha avuto un parto naturale: è nata una bambina che tra pochi giorni compirà due anni e che oggi sta bene.

La sera stessa del parto, però, la neo-mamma avrebbe iniziato ad accusare forti dolori. Ritenuti inizialmente compatibili con il normale decorso post-partum, sarebbero stati trattati con la somministrazione di antinfiammatori e farmaci antitrombotici. In seguito, è stata diagnosticata la presenza di un ematoma, con un primo drenaggio eseguito in sala parto. I dolori, tuttavia, non sarebbero diminuiti. Le analisi del sangue — come emerge dalla cartella clinica — hanno iniziato a mostrare parametri fortemente alterati: pressione, saturazione ed emoglobina in rapido calo, segnali compatibili con un’emorragia in corso.

Intervento chirurgico e arresto cardiaco

All’alba del 4 febbraio la donna è stata sottoposta a un secondo intervento chirurgico. Durante l’operazione avrebbe avuto un arresto cardiaco durato circa 12 minuti. Dopo alcune ore i medici hanno eseguito un terzo drenaggio. Da quel momento la paziente non si è più risvegliata.

In questi due anni, è stata trasferita e ricoverata in tre diverse strutture sanitarie, dove si trova tuttora in stato di coma irreversibile. La famiglia, alcuni mesi dopo i fatti, ha avviato due procedimenti paralleli: uno civile, per il risarcimento dei danni, iniziato ad agosto scorso, e uno penale, nell’ambito del quale la Procura ha ora disposto l’accertamento tecnico.

L’incarico per la consulenza sarà conferito il 18 febbraio a un collegio composto da un medico legale, un ginecologo e un anestesista. Un passaggio cruciale per fare luce su una vicenda che, a distanza di due anni, resta segnata da interrogativi pesanti e da una vita sospesa.

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