Catania, il Criptoportico di Villa Bellini riapre: un suggestivo labirinto scavato nella lava

  • Postato il 10 febbraio 2026
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  • Di SiViaggia.it
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Dopo quasi due secoli di oblio, le misteriose gallerie sotterranee volute dal principe Paternò Castello tornano accessibili al pubblico. È il Criptoportico di Villa Bellini, un dedalo di corridoi sotterranei che per generazioni è rimasto celato agli occhi dei catanesi, inghiottito dall’incuria e destinato a usi ben lontani dalla sua vocazione originaria.

Ora, finalmente, questo gioiello architettonico ritrova la luce e si offre ai visitatori come una capsula del tempo capace di riportare alla Catania aristocratica del Settecento.

Il restauro del Criptoportico di Villa Bellini

L’idea naque dalla mente visionaria del principe Ignazio Paternò Castello, figura centrale della nobiltà catanese illuminata. Il principe aveva in mente un percorso preciso: gallerie disposte ad anello, coperte da volte a botte, con nicchie e lucernari pensati per dosare la luce e creare contrasti. Non un semplice vezzo aristocratico, ma un progetto che rifletteva le idee del tempo. Sopra il giardino, sotto il buio: due piani che dialogavano, tra ciò che si mostra e ciò che resta nascosto.

Nell’Ottocento le gallerie si ampliarono. Poi il passaggio della villa al Comune. Da lì, lentamente, iniziò il declino. Il Criptoportico divenne deposito, fu invaso da impianti tecnici, perse la sua identità. Fino ad oggi, quando i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza hanno permesso un restauro completo: pulitura delle superfici, nuova pavimentazione, un sistema di illuminazione pensato per esaltare l’atmosfera suggestiva degli ambienti e i reperti emersi durante i lavori.

Come visitarlo

Dal 15 febbraio 2o26, il sito apre le porte ogni domenica mattina, dalle 9.30 alle 12.30, con ingresso gratuito. A rendere l’iniziativa diversa dal solito è chi accompagna i visitatori: non guide professioniste, ma gli studenti del Liceo Boggio Lera. Un progetto nato da una convenzione con il Comune che mette insieme didattica e città. Per i ragazzi è un percorso di formazione sul campo, per chi entra un modo più diretto di scoprire questo spazio sotterraneo.

Il rilancio del Criptoportico guarda già alle Giornate di Primavera del FAI di marzo. In vista dell’appuntamento, gli studenti dell’Istituto Angelo Musco hanno animato le gallerie con performance di musica e danza, immortalate in un video promozionale destinato alla diffusione nazionale. Un modo per raccontare che questa città della Sicilia non è solo mare, barocco ed Etna, ma anche questo: un labirinto di pietra lavica dove il passato riemerge, intatto, a pochi passi dalle aiuole fiorite.

L’obiettivo dell’Amministrazione è quello di aprire uno spazio finora rimasto ai margini, ma carico di suggestioni. Un luogo che racconta una pagina poco nota della storia urbana di Catania e che torna finalmente accessibile. Un recupero che restituisce memoria e identità, ricordando che la città non è fatta solo di mare, barocco ed Etna. Sotto la superficie, a pochi metri dalle aiuole e dal traffico quotidiano, c’è anche altro: un dedalo di pietra lavica dove il passato riemerge senza bisogno di effetti speciali.

Il sindaco Enrico Trantino e l’assessore al Verde Giovanni Petralia hanno dichiarato, come riportato da Ansa, che “il Criptoportico rappresenta un luogo di straordinario valore simbolico per Catania, per due secoli abbandonato e oggi finalmente restituito alla comunità. Il nostro impegno è quello di valorizzarlo ancora di più, promuovendo una organizzazione delle visite sempre più strutturata e stabile, capace di inserirlo in modo duraturo nei percorsi culturali e turistici, affinché questo spazio recuperato diventi un punto di riferimento per l’identità e la storia di Catania”.

Autore
SiViaggia.it

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