Contro gli slogan ingannevoli del Sì, una guida di competenti scritta nel modo più semplice possibile

  • Postato il 10 marzo 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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Anche se i sondaggi segnalano una continua crescita del NO, sono ancora tanti gli elettori indecisi o disinteressati che possono alla fine essere influenzati dalla massiccia campagna filogovernativa. Anche perché nella comunicazione referendaria c’è una consistente sproporzione tra il fronte del Sì e il fronte del NO, e non solo per le risorse investite nella pubblicità o per gli spazi televisivi che, come denuncia l’esposto del Comitato della società civile per il NO nel referendum del 28 febbraio scorso, sono decisamente squilibrati quantitativamente e qualitativamente a favore della propaganda pro riforma.

Nella partita comunicativa il Sì sfrutta altri vantaggi.

Chi si oppone alla riforma deve misurarsi con la difficoltà di spiegare temi molto complessi, come il funzionamento della magistratura e le modalità dell’autogoverno dei magistrati, voluto dai costituenti proprio per garantirne l’indipendenza dagli altri poteri dello Stato. Ed è ancora più difficile far comprendere le conseguenze sugli stessi cittadini di una riforma che rende i magistrati più deboli e quindi più soggetti alle pressioni dei potenti di turno.

Invece i sostenitori della riforma non si fanno scrupolo a manipolare i contenuti e a usare slogan e concetti che non c’entrano assolutamente nulla, ma che possono facilmente essere compresi e quindi assimilati da chi – la maggioranza degli elettori – non ha nessuna voglia di avventurarsi nelle questioni tecniche, non ha strumenti per districarsi in concetti e terminologie giuridiche e trova respingente qualunque ragionamento articolato su un tema che sembra lontano dalla vita di tutti i giorni.

“La legge sarà uguale per tutti”, promette il manifesto che campeggia sugli autobus imbottigliati nel traffico della Capitale, uno dei tanti slogan ingannevoli usati dal Sì, come la definizione di una riforma “per la separazione delle carriere”o “per una giustizia più efficace e veloce”, con la promessa di “Accusa e difesa sullo stesso piano”. Dovrebbe essere facile spiegare che la separazione delle carriere di fatto esiste già da un pezzo, e che la riforma non porterà nessun miglioramento nel funzionamento degli uffici e nella velocizzazione dei processi, come del resto ha detto lo stesso ministro della giustizia Carlo Nordio. Purtroppo molti attribuiscono alla magistratura la responsabilità della lentezza della macchina giudiziaria, ignorando che la mancanza di personale – magistrati e personale delle cancellerie – gli strumenti tecnici obsoleti, la mancanza di spazi fisici per gli uffici e molti altri aspetti organizzativi inadeguati dipendono proprio dal Ministero della Giustizia. Quanto ad “Accusa e difesa sullo stesso piano” è un argomento di una certa presa su quelli che sono convinti che la nostra giustizia funzioni come quella dei film americani.

A tutto questo si aggiunge una campagna con risvolti spesso diffamatori nei confronti dei magistrati da parte di partiti e movimenti della maggioranza, ma anche delle più alte istituzioni, come il ricorrente “toghe rosse” riferito a giudici che hanno avuto il torto di applicare la legge in difformità dai desiderata del governo, o il “sistema paramafioso”, riferito al CSM, descritto come un sistema clientelare gestito dalle famigerate “correnti”, per non parlare dei casi di cronaca usati a sproposito per screditare l’intera categoria della magistratura.

Tutto questo e altro ancora abbiamo deciso di raccontarlo con un linguaggio il più semplice possibile in un libro che raccoglie le testimonianze registrate in una serie di video a più di 30 protagonisti della battaglia referendaria, per dare la possibilità a chiunque di scaricarlo gratuitamente dal nostro sito e trovare qualche risposta in più. Si intitola “Riforma della magistratura: risposte competenti a slogan ingannevoli” e oltre alle interviste raccoglie anche informazioni sulla legge, su come funziona la magistratura, dati e informazioni pratiche su come votare ecc.

Un libro “in progress” che potrà arricchirsi di ulteriori contributi, che speriamo possa essere d’aiuto a tante persone ancora in dubbio, o alle tante persone che si stanno impegnando per fugare i dubbi di parenti, amici e conoscenti.

Siamo convinti che questo referendum segnerà un capitolo importante della storia del nostro Paese, non solo per l’autonomia della magistratura e per la legge uguale per tutti i cittadini, ma per quello che succederà dopo. Se questa riforma dovesse trovare conferma nelle urne, si aprirebbe una crepa profonda nel nostro sistema costituzionale, che si aggiungerebbe a quella già aperta dall’approvazione della legge Calderoli sull’autonomia regionale differenziata, e che spalancherebbe la porta al premierato e ad altre devastanti riforme che trasformerebbero la nostra Repubblica in qualcosa di molto diverso da quella che ci hanno consegnato le madri e i padri costituenti.

Ma questa campagna è anche una testimonianza che nel nostro Paese esistono ancora tanti anticorpi, tante persone che sono disposte a dare il loro tempo, le loro energie e la loro passione per difendere la Costituzione e l’autonomia della magistratura che ne è uno dei fondamenti.

Il libro di Carteinregola Riforma della magistratura, “Risposte competenti a slogan ingannevoli – 30 interventi per il NO”, con testi – tra gli altri – di Silvia Albano, Gaetano Azzariti, Giovanni Bachelet, Benedetta Tobagi, è scaricabile dal sito di Carteinregola

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Il Fatto Quotidiano

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