Corsie per bus e taxi, oltre 100.000 multe in un anno: succede a Torino

  • Postato il 19 gennaio 2026
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  • Di Virgilio.it
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Se sbagli corsia, Torino non perdona. I numeri presentati dal Consiglio comunale evidenziano l’approccio rigoroso adottato nel capoluogo piemontese a tutela del servizio pubblico: in poco più di un anno dall’accensione dei “varchi elettronici” a protezione delle corsie preferenziali per bus e taxi, le Forze dell’Ordine hanno staccato oltre 101.000 verbali. Non ci sono scuse che tengano: la telecamera ti scopre? Arriva puntuale il conto a casa e per i residenti locali (ma non solo) diventa difficile digerire i nuovi divieti, a maggior ragione in caso di violazione fortuita della normativa. Perché, sebbene ci sia qualche “furbetto” pronto a usare ogni sotterfugio pur di saltare la coda, talvolta può anche capitare di sfruttare inavvertitamente i passaggi inappropriati.

I numeri della discordia

Da gennaio 2025 a oggi il bilancio ufficiale ha registrato un totale di 101.185 sanzioni, ma a infiammare il dibattito in aula non è tanto il dato delle multe, bensì quello dei ricorsi, motivo delle feroci critiche indirizzate all’Amministrazione comunale dai rappresentanti dell’opposizione e da una parte degli abitanti. A tal riguardo, l’assessore alla Mobilità di Torino, Marco Porcedda, difende il sistema: le contestazioni sono state appena 669, una percentuale minima rispetto al totale.

Per Palazzo Civico si tratta di una conferma della trasparenza delle procedure, secondo una logica semplice: se meno dell’1% dei multati provano a fare ricorso, la contravvenzione non dava motivi fondati per rivolgersi all’organo giuridico competente. L’assessore ha infatti ribadito la linea della giunta:

“L’intenzione di regolarizzare il traffico delle corsie preferenziali per agevolare il trasporto pubblico sta dando i risultati sperati”

“Varchi trappola” o civiltà stradale? Il contenzioso

Non tutti però vedono in questi dati una conferma di buon funzionamento. Il consigliere di Torino Bellissima, Pierlucio Firrao, che ha sollevato il caso con un’interpellanza, ha dato una lettura diametralmente opposta: gli automobilisti non rinunciano al ricorso perché ammettono l’errore, ma perché il sistema scoraggia la difesa, tra il contributo da riconoscere al Giudice di Pace quasi pari alla multa e i lunghi tempi necessari al Prefetto.

Firrao sceglie termini forti nel contestare l’ottimismo dell’amministrazione, definendo molti di questi varchi come punitivi:

“Seiicentosessantanove ricorsi non sono affatto pochi, soprattutto se rapportati alle difficoltà di accesso alla tutela per i cittadini”

La strategia della mobilità

L’amministrazione, però, tira dritto. Per Porcedda, il progressivo diminuire delle multe segnala un cambio di abitudini da parte dei torinesi e tra i beneficiari della svolta c’è il trasporto pubblico, che guadagna velocità. Se i bus non restano imbottigliati nel traffico delle auto private, il servizio diventa puntuale e sembrano esserci pochi dubbi a riguardo.

Tuttavia resta accesissimo il confronto su un altro punto: le telecamere sono uno strumento di civiltà o un modo per le casse comunali di battere cassa? Una cosa è certa: Palazzo Civico non ha intenzione di spegnerle. Per la maggioranza, la correttezza è certificata dai giudici, per l’opposizione si sta solo tassando la distrazione dei cittadini al volante. In questo clima di costante tensione, la segnaletica gialla delle corsie preferenziali è diventata il confine più sorvegliato (e costoso) della città.

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Virgilio.it

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