Cosenza Calcio, la città chiede conto
- Postato il 12 marzo 2026
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Il Quotidiano del Sud
Cosenza Calcio, la città chiede conto

Cosenza Calcio, la città chiede conto: Istituzioni e tifoseria vogliono “scardinare” i silenzi della società: ma come? Domani incontro a Palazzo dei Bruzi, mentre è arrivato il tempo della verità.
COSENZA – L’appuntamento è per domani pomeriggio, venerdì 13 alle ore 16 a Palazzo dei Bruzi: l’incontro previsto qualche settimana fa, e rinviato a causa dell’emergenza maltempo, finalmente è arrivato e vedrà protagonisti il sindaco, la tifoseria e la classe giornalistica cosentina. Con un solo obiettivo: capire come muoversi per “scucire” alla proprietà del Cosenza Calcio qualche notizia riguardo alle intenzioni future, ma soprattutto per chiedere conto di ciò che si disse, ormai sei mesi fa, al Cinema San Nicola e che finora è rimasto lettera morta. Nessun segnale, nessuna comunicazione, neanche mezza indiscrezione su quello che dichiarò il presidente Guarascio in quella sua ultima uscita pubblica, ovvero l’esistenza di trattative di cui non poteva parlare per rispetto di un patto di riservatezza esistente. Trattative così importanti da far rifiutare, allo stesso Guarascio, approcci come quello dell’imprenditore Alfredo Citrigno e di altri imprenditori.
COSENZA CALCIO DISERZIONE DELLA CITTÀ ALLO STADIO E CRISI DEL SENTIMENTO TIFOSO
A Cosenza si vive ormai una situazione insostenibile, con una tifoseria perennemente su piede di guerra. E al proposito c’è da dire che non sono soltanto gli ultrà o, più in genere, la tifoseria organizzare, a mancare dai gradoni del “Marulla”, ma anche tanti semplici tifosi e tanta, ma tanta provincia. Al punto che le presenze “vantate” all’interno dello stadio in occasione delle gare casalinghe spesso e volentieri sono per la maggior parte garantite da un cospicuo numero di accreditamenti volti a “far numero”.
Tornando al discorso di fondo, c’è da risolvere la questione socialmente, e si sottolinea il termine “socialmente”. Fin quando potrà durare questo stato di cose? Chi avrà mai il buonsenso di trovare le soluzioni giuste affinché la città possa riappropriarsi non del club, ma di un sentimento che è stato ed è continuamente mortificato dal ricorso ai tristi stratagemmi dell’apparenza e della mistificazione?
L’ENIGMA SOCIETARIO E IL SILENZIO SULLE TRATTATIVE
E dunque senza notizie su intenzioni e programmi futuri, per la verità mai forniti da questa società in 15 anni, e senza chiarimenti su eventuali trattative per la cessione così come enunciate al San Nicola, come dovrebbero comportarsi i tifosi, e in genere la città, nei confronti della passività del presidente Guarascio e, in particolar modo, dell’iperattivismo dell’amministratore unico, la dottoressa Scalise, che ha ormai preso in mano le redini di tutto, decidendo quando e come vivere e quando e come morire?
Ci fosse stata chiarezza non si sarebbe arrivati a questo punto. Ma se si chiede chiarezza e si riceve sempre e costantemente indifferenza, è difficile immaginare scenari diversi da quelli della dissidenza e della contestazione. Riguardo specificamente alle trattative, poi, la percezione che si ha è che non di vere trattative si sia trattato, ma solo di un sistematico e arbitrario “resistere” a qualsiasi cessione. Perché?
“MERITI TECNICI CONTRO APPARENZA E MISTIFICAZIONE
Tra l’altro con questi comportamento la società sta facendo profondamente male non solo alla tifoseria e alla città (alla dignità di un’intera città), ma anche a se stessa. Qual è quella società, qual è quel club che invece di sfruttare nel miglior modo possibile la passione della gente, né mortifica spesso e anche molto ben volentieri ogni speranza? Non bastano i post entusiasti, non bastano i commenti riaperti sui social. Non bastano gli allenamenti a porte aperte (disertati). Questa è solo smania dell’apparire e del mistificare.
E’ la smania di dare all’esterno un’immagine pulita, che però pulita non è. Nel senso di ambiente avvelenato, chiaramente… Oggi serve molto di più. E serve anche dare dignità al lavoro portato avanti con sacrificio, coraggio, forza e passione dal tecnico Buscè, dalla squadra e dallo staff. Il terzo posto è opera loro, non certo merito dell’apparire e del mistificare. E meriterebbero un sostegno di cui sono costantemente e deliberatamente privati. Meriterebbero 10 mila persone allo stadio, meriterebbero colori, inni, bandiere e sfilate… Devono invece accontentarsi del nulla e fare però il massimo possibile perché poi serve il massimo profitto possibile. Fin quando durerà questa pena?
PALAZZO DEI BRUZI DELLA CITTÀ DI COSENZA: UN’OCCASIONE PER LA CHIAREZZA DEL CALCIO LOCALE
Ecco perché l’incontro a Palazzo dei Bruzi potrebbe essere un’occasione utile per scoperchiare qualche pentola. Difficile che lo sia fino in fondo, bisogna ammetterlo: in passato mai nulla è accaduto di concreto dopo incontri simili. Ci sono state promesse, ci sono state alzate di scudi, ma poi non si è fatto nulla. Può essere un inizio, ma poi bisognerà trovare la chiave giusta per aprire le porte della chiarezza e della trasparenza.
E’ un obbligo morale e sociale nei confronti della città, che sta “avvisando” a più riprese su questi argomenti. All’insoddisfazione, alle rimostranze, alle preghiere di chiarimenti non è mai seguita la cosa fondamentale che contraddistingue il vivere civile, ovvero l’ascolto. E con esso la capacità di confronto e, successivamente, anche la voglia di agire affinché la convivenza sia la più proficua possibile. Per tutti.
CAMPO E SPOGLIATOIO: NOTIZIE POSITIVE DAL RIENTRO DI MAZZOCCHI
In tutto questo la squadra si allena e pensa alle questioni di campo come è giusto che sia. Ieri ha fatto piacere rivedere Mazzocchi urlare sui social la frase “jamu lupi”. L’attaccante è vicino al rientro e sta lavorando sul campo (era proprio all’interno del “Marulla”) ormai da un po’ di tempo. E anche Kourfalidis sta bene. La primavera è alle porte e sarebbe il caso di spalancarle per farla entrare. Non solo quella meteorologica, però…
Il Quotidiano del Sud.
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