Crans Montana, tra i sopravvissuti anche un ragazzo di Maida

  • Postato il 24 gennaio 2026
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Crans Montana, tra i sopravvissuti anche un ragazzo di Maida

Anche un ragazzo di Maida era tra i giovani coinvolti nella tragedia del locale Le Constellation a Crans Montana, ora è ricoverato all’ospedale di Niguarda


MAIDA – La tragedia di Capodanno a Crans Montana ha tra i suoi sopravvissuti anche un giovanissimo cittadino originario di Maida. Si tratta del giovane Antonio Lucia che con la famiglia vive in Lombardia, quella notte si è salvato dalle terribili fiamme che hanno bruciato il locale “Le Constellation” provocando 40 vittime e oltre 100 feriti. Antonio ora è ricoverato, insieme da altri giovani, all’ospedale Niguarda di Milano dopo essere stato traferito dall’ospedale svizzero di Losanna. Come spiegano alcuni familiari, il giovane è in ripresa e per fortuna è uscito in tempo dal locale.

A rendere nota la vicenda è l’amministrazione comunale di Maida che in un post su facebook ha voluto esprimere vicinanza al giovane ed alla sua famiglia, riprendendo un’intervista al padre Tommaso Lucia, pubblicata in questi giorni sul Corriere della Sera.

Un’intervista in cui come si legge sul post traspare tutto l’amore di un padre per suo figlio, «Un amore ancora più toccante per tutti noi che lo conosciamo perché si tratta di un papà che è cresciuto per le vie di Maida, un nostro concittadino, primo cugino del sindaco e cognato del vicesindaco. Un papà originario di Maida, apprezzato uomo, professionista e dirigente ministeriale, che vive da diversi anni in Lombardia e oggi si trova a lottare accanto al figlio Antonio, appena sedicenne, un giovanissimo ferito ma uscito per fortuna vivo da un vero e proprio inferno di fuoco e fumi tossici».

Il giovane Lucia è riuscito a salvarsi, grazie anche all’aiuto di un buttafuori che lo ha fatto uscire dal locale in fiamme, ed ha subito inviato un messaggio al papà dicendo che stava bruciando, come racconta il padre al Corriere della Sera, “Vieni papà che sto bruciando”, il racconto poi continua con l’intervista del Corriere: «Antonio stava scappando investito dalle fiamme ed era caduto ma per fortuna un buttafuori lo ha lanciato al piano di sopra. Aveva il viso annerito- racconta – le mani bruciate ed era senza una scarpa a un piede».

Un racconto tragico e toccante ma allo stesso tempo lucido e in cui traspare tutte la rabbia di un papà di una famiglia, di amici e parenti delle vittime che oggi chiedono anche l’intervento del governo italiano affinché ci sia giustizia e risarcimenti giusti alle vittime. Come afferma lo stesso Tommaso Lucia nell’intervista al Corriere «Risarcimenti ridicoli, l’Italia si attivi per noi».
L’amministrazione comunale di Maida esprime solidarietà e vicinanza al giovanissimo Antonio e alla sua famiglia.

«L’augurio – continua l’amministrazione nel post- è di vedere presto la loro famiglia di nuovo unita nella loro casa, Antonio sereno e felice con i suoi cari. Un saluto affettuoso da parte di tutta la comunità maidese alla famiglia Lucia, nostri concittadini, in particolare a nonno Antonio e nonna Lucrezia».

L’amministrazione comunale inoltre vuole dare voce, anzi unirsi all’appello di Tommaso Lucia e affermano: «Uniamo la nostra voce all’appello che Tommaso fa attraverso l’intervista al Corriere della Sera, affinché lo Stato Italiano continui a stare in tutti i modi accanto alle famiglie dei ragazzi feriti e dei ragazzi che non ci sono più. Non bisogna lasciarli soli fino a quando non verrà fatta giustizia e verranno individuati in maniera inequivocabile i colpevoli che dovranno ricevere la giusta e dura punizione».

Infine il pensiero fa al giovane Lucia, «un grande augurio di una completa guarigione e un grande incoraggiamento al giovane Antonio che speriamo di vedere presto anche a Maida, nel paese delle sue origini, dove suo papà’ e la sua famiglia sappiamo essere in questo momento nel cuore e nelle preghiere di molti nostri concittadini».
Giovanna Terranova

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