DeclinAzioni, la nuova stagione per i trent’anni del Teatro dell’Ortica

  • Postato il 8 gennaio 2026
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DeclinAzioni, Teatro dell'Ortica

Genova. Si chiama DeclinAzioni la nuova stagione del Teatro dell’Ortica che nel corso di questo 2026 compie i suoi primi trent’anni dalla sua fondazione. Un traguardo storico, costruito giorno per giorno, passo dopo passo, con l’impegno e l’obiettivo di dare vita ad un teatro che “tesse comunità e che con cura declina esigenze, aspirazioni e urgenze di individui e gruppi”.

DeclinAzioni è un nuovo capitolo di questo percorso: una stagione che si snoderà da gennaio a maggio 2026 attraverso sedici tappe e venti giornate in programmazione, con un cartellone che riflette la volontà di indagare le diverse forme della performance dal vivo, spaziando dalla nuova drammaturgia alla stand-up comedy, dal concerto alla conferenza-spettacolo, passando attraverso l’esperienza interattiva del laboratorio teatrale e le istanze del teatro sociale e civile che da sempre hanno caratterizzato la cifra dell’offerta culturale dell’Ortica.

“Sarà una stagione in cui si ricercano modi di declinare la complessità del reale attraverso le sue sfaccettature, per renderne evidenti gli strati più intimi e interni – commenta Giancarlo Mariottini, direttore artistico del Teatro dell’Ortica – Questo crediamo sia un grande compito del teatro, soprattutto in un’epoca di forti polarizzazioni come la nostra, in cui il rischio dell’estrema semplificazione è sempre dietro l’angolo. Declinare è un atto gentile e insieme necessario, che rispetta la diversità, consente la varietà, rende giustizia alla ricchezza del multiforme, dipanandolo e rendendolo accessibile”.

DeclinAzioni, Teatro dell'Ortica

“Il 30° anniversario del Teatro dell’Ortica è un traguardo importante per il tessuto culturale genovese – commenta l’assessore alla Cultura del Comune di Genova Giacomo Montanari – In questi anni l’Ortica ha saputo affermarsi come uno spazio vivo, capace di coniugare ricerca artistica, impegno civile e attenzione alle persone e alle comunità. La nuova stagione DeclinAzioni conferma questa vocazione, proponendo un cartellone ricco, plurale e attraversato da linguaggi diversi, che invita a leggere la complessità del presente senza semplificazioni. Sostenere realtà come il Teatro dell’Ortica significa investire in una cultura inclusiva, critica e partecipata, che contribuisce a rendere Genova una città più consapevole, aperta e solidale”.

“Uno dei meriti del Teatro dell’Ortica, ed è la cifra della sua proposta, è quella di continuare a fare teatro in una situazione non semplice, che è quella di lavorare non in centro, ma nel territorio della Val Bisagno, continuando a crescere e a proporre cultura alla comunità e al territorio. Un percorso avviato da anni che ha saputo creare spazi di condivisione e ascolto, dando forza al progetto di teatro sociale nel solco di quanto fatto da Anna Solaro e che oggi continua con Mirco Bonomi e Giancarlo Mariottini – aggiunge Donatella Alfonso presidente commissione consiliare IV Cultura, Sport e Promozione della Città – Sono tutte cose per le quali io credo che Genova debba ringraziare l’Ortica e la sua necessità di essere appunto qualcosa di scomodo come il suo nome: ma anche una realtà che poi una volta che la sai trattare è assolutamente positiva, l’Ortica è una pianta buona e benefica. Per quello che riguarda il Comune di Genova c’è grande attenzione al vostro lavoro: purtroppo, questo lo dobbiamo dire tutte le volte, i fondi non sono molti, però la scelta è quella di cercare di stare vicini a chiunque faccia attività culturali, specialmente sui territori, in un momento storico in cui il mondo sembra voler fare a meno della cultura”

Dopo l’anteprima di dicembre con lo spettacolo Madre nostra, la stagione entra nel vivo sabato 10 gennaio con il debutto di Fisiologia della libertà. Questa nuova produzione del Teatro dell’Ortica, curata da Giancarlo Mariottini, si configura come una performance con lettura ad alta voce pensata per intercettare l’energia, lo slancio e l’impulso della libertà, esplorandone i gesti di attivazione, grandi o piccoli che siano. Il percorso prosegue con la denuncia storica di Malacarne,  (17 gennaio), un racconto sulla condizione delle donne negli istituti manicomiali fino al periodo fascista. La programmazione prevede anche un viaggio nella poesia dialettale “in musica” con il concerto di Marco Cambri (31 gennaio), mentre anche quest’anno si rinnova il progetto “Spirali”, che mette in rete compagnie teatrali liguri con la condivisione di palchi e energie: due gli spettacoli all’interno di questa consolidata rassegna regionale: Cocaina (24 gennaio), un’opera che mette a nudo i segreti degli “insospettabili” nella nostra società portata in scena da “Il sipario strappato” e Joyy. Ian Curtis l’esibizione della mente (7 febbraio), spettacolo dedicato ai tormenti interiori del leader dei Joy Division, prodotto dal Collettivo ligure arti performative.

DeclinAzioni, Teatro dell'Ortica

Grande attesa per lo spettacolo “Con(-)tenuta. Appunti di donne sacrificabili” (21 febbraio), in cui Chiara Migliorini analizza con tono grottesco e poetico la cultura maschilista e i pregiudizi che ancora ostacolano l’indipendenza femminile. Temi di identità e confronto generazionale emergono anche in Mi vuoi sposare? (14 febbraio) e nell’indagine sui luoghi comuni della prostituzione proposta da Auguri e figli maschi (21 marzo), al debutto sul palco del Teatro dell’Ortica. Seguirà il 14 marzo da Reincarnazione, un viaggio onirico che esplora il ciclo di vita e morte attraverso il concetto di “Thanosdelia”, che racchiude i significati del “viaggio oltre la vita”. Uno dei momenti centrali sarà la conversazione con Moni Ovadia e Mirco Bonomi in C’era una volta la questione ebraica (11 aprile), per riflettere sul rapporto tra religione e stato di Israele

La stagione ancora una volta si aggancia profondamente all’esperienza dei laboratori e del teatro sociale. Il 7 marzo tornerà in scena Madre nostra con le attrici del Centro Per Non Subire Violenza e del Teatro dell’Ortica per la regia di Ilaria Piaggesi e Romina Soldati: uno spettacolo che si propone di raccontare – in modo poetico e irriverente – le contraddizioni sul tema della maternità e sul ruolo sociale della madre. Il nostro cartellone include ancora una volta il risultato del lavoro del laboratorio Versi di Cura, che quest’anno porterà in scena il nuovo Tempo di pesi e sospesi (16 maggio), prima nazionale: il nuovo lavoro ruota attorno al rapporto con la diagnosi, cercando di accogliere diversi punti di vista: quello del paziente che la riceve, del familiare che lo affianca, ma anche del curante che la formula e la comunica.

Ci sarà spazio anche per la “maratona teatrale” dedicata ai personaggi di Franca e Ugo (nella serata del 28 marzo i due capitoli della loro storia Dentro di me non abita nessuno e Se mi odi è perchè esisto), mentre sabato 9 maggio grande attesa anche per la prima di Sylvia Plath & Anne Sexton, il racconto dell’amicizia e della “poesia confessionale” di due grandi talenti letterari del Novecento con Anna Giarrocco e Nicoletta Tangheri.<

La rassegna si concluderà a maggio con Orticalab in scena (19-24 maggio), la vetrina dedicata agli allievi dei laboratori permanenti.

Il cartellone di “DeclinAzioni” si arricchisce anche di un’importante occasione formativa con il workshop fuori abbonamento intitolato Geografie del gesto, previsto per le giornate di sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo. Curato da Andrea Foà, Silvia Kinkela e Lucia Razeto, l’incontro si propone come un’indagine sul linguaggio non verbale e sulla micro-gestualità quotidiana: una ricerca volta a rintracciare nei piccoli gesti individuali i semi delle dinamiche che muovono le intere collettività.

Autore
Genova24

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