È morto il magistrato calabrese Cesare Ruperto, presidente emerito della Corte Costituzionale

  • Postato il 6 febbraio 2026
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È morto il magistrato calabrese Cesare Ruperto, presidente emerito della Corte Costituzionale

È morto a Roma all’età di 100 anni il presidente emerito della Corte Costituzionale Cesare Ruperto ero calabrese originario di Filadelfia


ROMA – L’ex magistrato e giurista calabrese Cesare Ruperto, presidente emerito della Corte costituzionale, è morto a Roma all’età di 100 anni. Nato a Filadelfia, in provincia di Vibo Valentia, il 28 maggio 1925, Ruperto ha concluso la carriera di magistrato come presidente di sezione della Corte di Cassazione. Fu eletto giudice della Corte costituzionale dalla Suprema Corte il 16 novembre 1993 e giurò il 3 dicembre successivo. È stato presidente della Consulta dal 5 gennaio 2001 al 2 dicembre 2002, termine del suo mandato.

Il 28 maggio 2025, il presidente Sergio Mattarella ha partecipato alla cerimonia alla Consulta in occasione dei 100 anni del presidente emerito della Corte Costituzionale. In quell’occasione presero la parola il Presidente della Corte Giovanni Amoroso e la giudice Maria Rosaria San Giorgio, seguiti dal professore Achille De Nitto, già assistente di studio di Ruperto, che ne ha tratteggiato un ritratto. I funerali si terranno lunedì 9 febbraio, alle ore 12, nella chiesa di San Lorenzo in Lucina, nell’omonima piazza di Roma.

Considerato uno dei più autorevoli giuristi e magistrati del secondo Novecento, protagonista di oltre mezzo secolo di vita giudiziaria, accademica e istituzionale del Paese, Ruperto ha attraversato con discrezione, rigore e indipendenza alcune delle stagioni più complesse della giustizia italiana rivelandosi una figura di straordinaria competenza, equilibrio e profondità culturale, che ha servito le istituzioni con indipendenza e senso dello Stato.

Laureatosi con lode in Giurisprudenza all’Università “La Sapienza” di Roma il 22 luglio 1948, con una tesi in diritto privato poi pubblicata sulla “Rivista di diritto commerciale”, Cesare Ruperto intraprese fin da giovanissimo un’intensa attività accademica come assistente alle cattedre di Istituzioni di diritto privato e Diritto agrario. Collaborò alla redazione del “Dizionario pratico di diritto privato” e curò importanti edizioni di manuali fondamentali, dimostrando già allora una straordinaria attenzione al dialogo tra norma, dottrina e prassi.

Entrato in magistratura nel 1950, svolse le prime funzioni giurisdizionali tra Genova e Roma, alternando attività civile e penale e distinguendosi come giudice tutelare. Nel 1954 vinse il Premio ‘Attilio Oderò per una monografia sulla riforma del diritto minorile. Dopo aver diretto la Pretura di Sezze (Latina) ed essere stato chiamato al Ministero di Grazia e Giustizia, proseguì la carriera tra il Tribunale di Roma, la Corte d’appello e, dal 1976, la Corte di cassazione, di cui divenne presidente di sezione.

Il 16 novembre 1993 fu eletto giudice della Corte costituzionale dalla Corte di cassazione, a larghissima maggioranza, prestando giuramento al Quirinale il 2 dicembre. Il 5 gennaio 2001 venne eletto presidente della Consulta, incarico che ricoprì fino al 2 dicembre 2002.

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