Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi
- Postato il 10 gennaio 2026
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- Di Virgilio.it
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Oggi, 10 gennaio 2026, lungo la rete autostradale italiana i prezzi medi rilevati indicano benzina self a 1.729 €, gasolio self a 1.765 €, GPL servito a 0.832 € e metano servito a 1.487 €. Il prezzo alla pompa nasce dall’equilibrio tra componente industriale (materia prima e margini della distribuzione) e componente fiscale, composta da accise e IVA. Nei paragrafi seguenti trovi il dettaglio aggiornato e una spiegazione chiara di come si compongono i costi di benzina e gasolio.
Il prezzo dei carburanti in autostrada
Aggiornamento 09-01-2026
| TIPOLOGIA | EROGAZIONE | PREZZO MEDIO |
| Gasolio | SELF | 1.765 € |
| Benzina | SELF | 1.729 € |
| GPL | SERVITO | 0.832 € |
| Metano | SERVITO | 1.487 € |
Come si compone il costo dei carburanti
Benzina. Nel prezzo finale della benzina la componente fiscale pesa per il 58%, una quota nettamente superiore alla parte industriale, che incide per il 42%. All’interno della componente industriale si distinguono due voci: il costo della materia prima e il margine lordo della filiera. Il costo della materia prima rappresenta il 30% del prezzo e riflette l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, oltre agli effetti del cambio euro/dollaro: un euro più debole rende più onerose le forniture denominate in dollari, mentre un euro più forte attenua la pressione sui listini. Il margine lordo, pari al 12% del prezzo, è lo spazio economico su cui gli operatori possono intervenire per modulare il prezzo alla pompa, tenendo conto di concorrenza locale, politiche commerciali, costi operativi e servizi offerti nelle aree di servizio. Questa struttura spiega perché le variazioni sui mercati non si trasferiscono in modo simultaneo o uniforme ai distributori: l’IVA, applicata in percentuale, amplifica o attenua i movimenti, mentre le accise, fissate in valore assoluto, agiscono sul prezzo solo tramite l’effetto dell’IVA. Sul fronte industriale, infine, tempistiche di approvvigionamento, scorte e dinamiche della domanda influenzano i tempi e l’intensità dell’aggiustamento. Anche fattori stagionali e logistici, come traffico, orari e costi di trasporto, possono incidere sul margine e quindi sul prezzo esposto.
Gasolio. Per il gasolio la ripartizione è diversa: la componente fiscale pesa il 45% del prezzo alla pompa, mentre la componente industriale arriva al 55%. All’interno di quest’ultima, il costo della materia prima, influenzato dalle quotazioni internazionali e dal cambio euro/dollaro, vale il 45% del prezzo, mentre il margine lordo incide per il 10%. Ne deriva che il gasolio risulta tendenzialmente più sensibile ai movimenti dei mercati energetici e del cambio rispetto alla benzina, perché la quota industriale è più ampia. Quando le quotazioni estere si muovono o il cambio varia, una parte dell’effetto si riflette sul prezzo attraverso la materia prima; il resto dipende dalle scelte di pricing degli operatori, che intervengono sul margine per tenere conto di concorrenza, costi operativi (logistica, stoccaggio, trasporto) e condizioni locali. Come per la benzina, l’IVA si applica in percentuale e quindi amplifica le variazioni della base imponibile, mentre le accise, essendo fisse in valore assoluto, incidono indirettamente tramite l’IVA. Questo meccanismo aiuta a comprendere perché, a parità di oscillazioni internazionali, i listini al distributore possano mostrare tempi di adeguamento differenti e differenze territoriali: l’elasticità del margine, la presenza di scorte acquistate in periodi diversi e l’intensità del traffico locale orientano l’aggiustamento finale visibile agli automobilisti.
Fonte: Osservatorio prezzi Mimit