Il prezzo di benzina, diesel e gpl in autostrada oggi

  • Postato il 9 marzo 2026
  • Notizie
  • Di Virgilio.it
  • 1 Visualizzazioni

Quanto costa fare rifornimento in autostrada oggi, 09 marzo 2026? In base all’ultimo aggiornamento ufficiale disponibile, riportiamo i prezzi medi di benzina, gasolio, gpl e metano lungo la rete autostradale, distinguendo tra le diverse modalità di erogazione dove previste. A seguire trovi una tabella riepilogativa dei valori comunicati e, più in basso, una guida chiara per capire come si forma il prezzo alla pompa: dalla quota industriale (che include materia prima e margine) alla componente fiscale composta da accise e Iva. Conoscere la struttura del prezzo aiuta a leggere le variazioni giornaliere e a capire quali fattori incidono maggiormente sul costo del pieno.

Il prezzo dei carburanti in autostrada

Ultimo aggiornamento dati: 08-03-2026

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.017 €
Benzina SELF 1.867 €
GPL SERVITO 0.835 €
Metano SERVITO 1.524 €

Come si compone il costo dei carburanti

Il prezzo della benzina al distributore è il risultato della somma tra componente industriale e componente fiscale. Per la benzina, il peso della fiscalità arriva al 58%, mentre il prezzo industriale vale il 42% del totale. All’interno di questa quota industriale si distinguono due voci: il costo della materia prima, pari al 30% del prezzo finale, e il margine lordo della filiera, pari al 12%. La materia prima riflette le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e risente direttamente dell’andamento del cambio euro/dollaro: quando l’euro si indebolisce, la stessa quotazione in dollari costa di più agli operatori europei, influenzando i listini. Il margine lordo comprende i costi logistici, lo stoccaggio, il trasporto, la gestione della rete e la remunerazione degli operatori; è su questa parte, pari al 12%, che il gestore e la compagnia possono intervenire per modulare il prezzo alla pompa in base a concorrenza, politiche commerciali e specificità del punto vendita (come posizione e orari). La componente fiscale include accise e Iva: le accise sono imposte specifiche per litro, mentre l’Iva si applica sul valore complessivo, generando il noto effetto di imposta sull’imposta. Questa struttura spiega perché, a parità di condizioni industriali, la fiscalità incida in misura preponderante sulla benzina e perché le variazioni di cambio o quotazioni internazionali si trasmettano con maggiore o minore intensità al prezzo finale.

Anche il prezzo del gasolio è la somma di una componente industriale e di una fiscale, ma con pesi differenti: la fiscalità incide per il 45%, mentre la componente industriale vale il 55% del prezzo alla pompa. Dentro la quota industriale, il costo della materia prima rappresenta il 45% del totale: su di esso pesano soprattutto le quotazioni internazionali dei distillati medi e l’effetto del cambio euro/dollaro, che può amplificare o attenuare i movimenti del mercato in dollari. Il margine lordo incide per il 10% e copre logistica, rete, costi operativi e remunerazione degli operatori: su questa parte l’operatore può intervenire per adeguare i listini alla domanda locale, alla concorrenza e alle specificità della distribuzione in autostrada, dove l’operatività 24/7 e i servizi accessori possono influire sui costi. La componente fiscale del gasolio include accise e Iva: le prime sono fisse per litro, la seconda proporzionale al valore e calcolata sull’intera base imponibile. Poiché nel gasolio la quota industriale è relativamente più elevata rispetto alla benzina, le variazioni delle quotazioni internazionali tendono a riflettersi con una certa prontezza sul prezzo finale, mentre il margine, pur più contenuto (10%), resta la leva commerciale su cui le compagnie possono agire per gestire promozioni e differenziazioni tra punti vendita.

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

Autore
Virgilio.it

Potrebbero anche piacerti