F1 | Arriva l’ala posteriore “Macarena” Ferrari: come funziona e perché darà un vantaggio alla SF-26

  • Postato il 11 marzo 2026
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  • Di F1ingenerale
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In Cina debutterà ufficialmente la rivoluzionaria ala posteriore “Macarena” sulla Ferrari: ecco come funziona e perché rappresenta un vantaggio importante per la SF-26.

La gara di Melbourne è stata estremamente positiva per la Ferrari SF-26, che ha dimostrato di avere basi estremamente solide, segno che a Maranello è stato svolto un ottimo lavoro in ottica 2026. La Ferrari è l’unico team che è riuscito a impensierire la Mercedes nella gara di apertura del campionato; tuttavia esiste un divario prestazionale che difficilmente potrà essere colmato completamente.

Il riferimento è al lato motoristico, dove la power unit Mercedes ha un netto vantaggio rispetto a tutta la concorrenza. Essendo impossibile lavorare sul motore durante la stagione, i team possono intervenire solo sulle monoposto dal punto di vista telaistico e aerodinamico per colmare le carenze delle power unit.

È il caso della Ferrari, che nei test in Bahrain ha portato una rivoluzionaria ala posteriore sviluppata per garantire una maggiore efficienza nei rettilinei grazie a un movimento inedito dei flap mobili: da qui il nome simbolico “Macarena”, termine ideato proprio da Fred Vasseur. Tuttavia Ferrari non ha portato questa ala posteriore a Melbourne, perché il team doveva ancora completare studi più approfonditi per garantirne maggiore efficienza e affidabilità. Il suo esordio ufficiale era infatti previsto molto più avanti nel campionato, ma il team sembra aver accelerato i tempi, riuscendo a portarla già alla seconda gara in Cina.

Come funziona l’ala posteriore “Macarena” e quali vantaggi può dare alla Ferrari SF-26?

Nei test in Bahrain la nuova ala posteriore della Ferrari ha sorpreso gli addetti ai lavori per la sua esclusività e innovazione tecnica. A differenza dell’apertura convenzionale dei flap vista negli ultimi anni, nella versione “Macarena” il secondo e il terzo flap compiono una rotazione di circa 270 gradi, praticamente ribaltandosi.

ferrari sf-26 ala posteriore macarena
Foto: F1inGenrale

Ingegnerizzare una soluzione del genere è un lavoro estremamente complesso. Per consentire la rotazione Ferrari ha rimosso l’attuatore centrale e lo ha posizionato lateralmente sull’endplate, nel rigonfiamento visibile. Il regolamento permette la presenza di un solo attuatore: nel rigonfiamento dell’altro endplate è presente infatti un meccanismo pronto a riportare l’ala nella configurazione a massimo carico in caso di guasto.

ferrari sf-26 ala posteriore macarena

Oltre a realizzare un sistema di rotazione con un solo attuatore, gli ingegneri hanno dovuto anche garantire che la rotazione si completasse entro i quattro decimi di secondo massimi previsti dal regolamento.

L’ala “Macarena” garantisce maggiore efficienza nei rettilinei

Questa soluzione permette di generare uno stallo aerodinamico che equivale a una riduzione della resistenza all’avanzamento, traducendosi in una maggiore velocità di punta e in una migliore efficienza aerodinamica.

Una migliore efficienza aerodinamica aiuta le power unit, che vengono quindi “frenate” meno dai profili alari delle monoposto. Il guadagno stimato arriva a sfiorare gli 8 km/h, un valore elevato che potrebbe colmare il gap con Mercedes nei rettilinei, che nella qualifica in Australia era di circa 9 km/h.

Un secondo vantaggio arriva anche in fase di frenata: tornando nella posizione chiusa, c’è un istante in cui le ali si trovano in posizione perfettamente verticale, generando un effetto paracadute che aiuterebbe la monoposto ad aumentare la forza frenante.

Ala posteriore ferrari test

In questo momento le forze a cui i flap sono sottoposti sono elevatissime, per cui è fondamentale che il team sia riuscito a garantire una rigidità strutturale sufficiente ad assicurare affidabilità, considerando che le zone di attivazione dell’aerodinamica attiva saranno ben quattro.

Ferrari crede e spinge sullo sviluppo della SF-26.

La versione che debutterà in Cina avrà alcune migliorie rispetto alla versione prototipale vista in Bahrain, novità che saranno principalmente strutturali. La soluzione ha attirato l’attenzione di tutti e i team stanno già testando in CFD le loro versioni, che molto probabilmente debutteranno nel corso della stagione.

Per il prossimo GP Ferrari ha spedito tre ali posteriori, che i piloti utilizzeranno e testeranno durante il weekend, anche se resta l’incertezza sul loro impiego in gara. Sorprende la scelta di Ferrari di introdurre il prima possibile questa novità, segno che il team crede fortemente nel progetto SF-26 e vuole colmare fin da subito il gap con Mercedes, che in gara non sembra essere troppo elevato.

La quasi certa cancellazione dei GP del Bahrain e di Jeddah ha inoltre spinto i tecnici ad accelerare i tempi per evitare un ritardo eccessivo nell’introduzione di questa nuova ala posteriore. Il GP della Cina potrebbe essere la prima occasione per Ferrari per tornare alla vittoria a Maranello, che manca dal 2024, e il layout del circuito, più favorevole alla ricarica delle batterie, potrebbe aiutare la SF-26.

F1 | Ferrari pensa già al motore del 2027: nessuno sviluppo possibile per quello del 2026

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