F1 | Ferrari cerca il limite: diverse soluzioni estreme sulla SF26 – Analisi Tecnica
- Postato il 23 gennaio 2026
- A Tc
- Di F1ingenerale
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La rossa spinge al limite il design della vettura 2026. Scopriamo nel dettaglio le soluzioni aggressive con l’analisi tecnica della Ferrari 2026.
In data odierna, 23 gennaio 2026, alle ore 11 la Ferrari ha presentato e contemporaneamente è scesa in pista a Fiorano con la sua nuova monoposto, la SF26. L’attesa era alta, vista l’entità dei cambi regolamentari che entrano in vigore quest’anno, tra i più radicali della storia recente della Formula 1. Infatti, le monoposto appaiono profondamente diverse rispetto alle precedenti, con interventi significativi su ogni area, dalla power unit al telaio, fino all’aerodinamica. Dalle prime immagini emergono dettagli molto interessanti, che permettono di abbozzare alcune considerazioni sulle scelte tecniche di Maranello, in diversi punti decisamente poco conservative. Scopriamole nel dettaglio con l’analisi tecnica della Ferrari SF26.

Alettone anteriore e posteriore
L’ala anteriore mostra un main plane di corda significativa, affiancato da due flap distinti. Con il nuovo regolamento e l’introduzione dell’aerodinamica attiva, saranno proprio questi flap a essere modulati dall’attuatore, passando dalla cosiddetta Z mode alla X mode. Il design dell’ala è quindi il risultato di un compromesso tra due obiettivi distinti: massimizzare il carico nella configurazione da massimo grip e ridurre la resistenza all’avanzamento nella modalità destinata ai rettilinei.
Particolarmente interessante è l’outboard flap esterno, dalla geometria complessa, che sembra studiato per gestire con precisione l’effetto outwash e limitare le turbolenze generate dai pneumatici, ottimizzando così l’efficienza complessiva del pacchetto.
L’attacco nel muso è inoltre studiato per creare una fessura con il main plane, soluzione che favorisce l’alimentazione del fondo con flussi ad alta energia e riduce il rischio di separazione del flusso sul main plane, incrementando la stabilità aerodinamica del fronte vettura, un punto debole evidente della monoposto precedente.
L’ala posteriore, coerentemente con il principio dell’aerodinamica attiva, adotta anch’essa due flap. È stato scelto un doppio attacco centrale sul telaio. È tuttavia possibile che gli alettoni che vedremo realmente debuttare ai test o al primo Gran Premio siano differenti, magari con geometrie diverse o con ancora più features.

Corpo vettura
La zona posteriore della vettura evidenzia un lavoro aerodinamico molto sofisticato. Il disegno delle pance è estremamente sofisticato e prevede ampio undercut verso il diffusore finalizzato a massimizzarne il lavoro. Il sidepod ha difatti una doppia funzione: garantire un efficace raffreddamento dei componenti interni della monoposto, particolarmente critico in seguito alla rimozione del MGU-K, che comporta un regime medio più elevato dell’ICE, e al contempo preservare l’efficienza aerodinamica, generando carico con la minima resistenza all’avanzamento.
Dalla vista frontale e posteriore emerge una zona “cocacola” estremamente snella, coerente con le tendenze delle monoposto di nuova generazione. Questa configurazione aiuta a indirizzare il flusso verso il beam wing e il diffusore, ottimizzandone l’efficienza. Particolare attenzione è stata data anche ai floor inlets, che sulla SF26 presentano tre flap orizzontali, a dimostrazione dello sforzo ingegneristico volto a massimizzare il carico generato dal fondo, elemento chiave dell’aerodinamica delle monoposto di F1.
Non mancano dettagli più sottili ma potenzialmente determinanti per perfezionare la qualità e la stabilità del flusso verso il retrotreno: la shark fin seghettata, progettata per controllare i vortici generati dal cofano motore, e i flap laterali sull’air scoop.

Le sospensioni
Sul fronte sospensioni, la Ferrari conferma una soluzione tradizionale con pushrod anteriore, abbandonando l’esperimento dell’anno scorso con il pullrod rivelatosi fallimentare. Entrambi i triangoli superiori, anteriori e posteriori, mostrano punti di attacco lato telaio sfalsati in altezza, una scelta che incrementa le geometrie di antisquat e antidive. Questo intervento riduce il beccheggio nei transitori longitudinali di frenata e accelerazione, stabilizzando la piattaforma.
Nel complesso, la SF26 evidenzia il chiaro impegno di Ferrari nell’ottimizzare ogni elemento aerodinamico per massimizzare le prestazioni. Sarà particolarmente interessante valutare come queste soluzioni si tradurranno in pista in termini di tempi sul giro, tenendo conto anche delle incognite legate alla nuova power unit.
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Crediti immagine di copertina: ©Scuderia Ferrari F1 HP
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