Florence Korea film fest, attesa per l’attore Gong Yoo
- Postato il 19 marzo 2026
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Il Quotidiano del Sud
Florence Korea film fest, attesa per l’attore Gong Yoo

Al Florence Korea film fest tra gli ospiti Gong Yoo, attesa per i fan tra retrospettive, incontri e una masterclass
FIRENZE – Per molti è il volto che ha cambiato per sempre il modo di guardare i K‑drama e l’horror coreano, Gong Yoo arriva a Firenze per un Florence Korea Film, in programma dal 19 al 28 marzo 2026, che sembra pensato su misura per i fan, tra retrospettive, incontri e una masterclass – andata sold out ancora prima di essere annunciata – che promette di trasformare il Cinema La Compagnia in un piccolo tempio della Hallyu. Gong Yoo per il grande pubblico internazionale è il reclutatore di Squid Game e l’eroe tragico di Train to Busan, ma la sua filmografia racconta molto di più, drammi sociali, spy thriller, melodrammi adulti e ritratti maschili sfumati, lontani dagli stereotipi. Per tante di noi è (e resterà forevah) il Goblin. E l’amico del “tristo mietitore” Lee Dong-wook.
Il festival gli dedica una retrospettiva che è quasi una guida sentimentale al maschile coreano contemporaneo, da Silenced a The Suspect, da A Man and a Woman e The Age of Shadows fino a Train to Busan e Kim Ji-young, Born 1982, dove Gong Yoo mette il proprio corpo al servizio di storie che parlano di violenza sistemica, memoria collettiva, crisi di identità. Il momento più atteso è la masterclass del 21 marzo, pensata come un incontro ravvicinato con l’attore: un’occasione unica per ascoltare come si costruisce un personaggio in un’industria che oggi detta il ritmo dello streaming mondiale.
OSPITE ANCHE IL REGISTA YEONG SANG-HO
Accanto a Gong Yoo, il Florence Korea Film Fest ospita anche Yeon Sang-ho, regista che ha trasformato l’apocalisse zombie in un dispositivo politico e sociale. A lui il festival dedica la prima retrospettiva completa in Italia, che attraversa tutta la sua traiettoria: dall’animazione adulta di The King of Pigs e The Fake alla trilogia “zombie” che passa da Seoul Station a Train to Busan e Peninsula, fino ai titoli più recenti come The Ugly.
Il cinema coreano non è una moda. E il Florence Korea Film Fest lo ha capito prima di tutti, di tanti almeno. Da 24 anni o giù di lì. È un sistema narrativo che funziona in modo diverso dagli altri, che lavora sui corpi, sui silenzi, sulle classi sociali con una precisione chirurgica che Hollywood non ha mai avuto il coraggio di adottare. E Firenze ha tenuto botta per ventiquattro anni su questa intuizione, costruendo l’unico festival italiano dedicato alla cinematografia sudcoreana.
IL TEMA DEL FLORENCE KOREA FILM FEST
“La natura cosmica del cinema coreano” è il tema scelto per questa edizione. Un’astronauta con un casco pieno di fiori al posto dell’ossigeno la locandina. Solo da questo è chiaro che la banalità è bandita da questo festival.
La 24ª edizione torna al Cinema La Compagnia dal 19 al 28 marzo, con oltre settanta titoli in cartellone e dodici ospiti internazionali.
Il programma: settanta film e nessun riempitivo
La sezione principale Orizzonti Coreani raccoglie i migliori film usciti in Corea nel 2025. Tra i titoli: il poliziesco Yadang: The Snitch di Hwang Byeong-gug, Project Y di Lee Hwan, la commedia romantica The People Upstairs di Ha Jung-woo e il dramma The Mutation di Shin Su-won, storia di due ragazzi considerati “mutanti”, uno di colore nato in Corea, l’altra parte della comunità LGBTQ+, che attraversano insieme il concetto di normalità. Chiude la sezione The Journey to Gyeong-ju di Kim Mi-Jo: una madre e tre figlie, un uomo appena uscito di prigione, un viaggio di vendetta che prende una piega diversa da quella attesa.
K-Cinema Today, la sezione dedicata al cinema indipendente, porta in programma Hallan, ambientato durante l’insurrezione del 3 aprile 1948 sull’isola di Jeju, e Sumbisori, che mette a confronto tre generazioni di haenyeo, le pescatrici tradizionali coreane. Storie che il mercato commerciale tende a lasciare da parte e che i festival come questo esistono esattamente per mostrare.
La sezione Corto, Corti! raccoglie quarantotto cortometraggi su identità, relazioni, tecnologia e ambiente, con collaborazioni con JIFF, BIFAN e alcune università coreane. Non è un riempitivo di programma: il corto in Corea è un formato preso sul serio, e si vede.
Si apre giovedì 19 con People and Meat di Yang Jong-hyun – commedia, titolo promettente – e si chiude sabato 28 con il dramma familiare Homeward Bound di Kim Dae-hwan. Nel mezzo, tra gli altri: Florence Knockin’ on You di Lee Chang-yeoul, storia di un uomo licenziato che parte per Firenze e ritrova se stesso tra arte e incontri del passato. C’è qualcosa di gentile nell’idea che un film coreano abbia scelto questa città come luogo di ripartenza.
IL FLORENCE KOREA FILM FEST SI CHIUDE CON IL CONCERTO DI CHO SUNG-WOO
Sabato 28 marzo alle 21, al Cinema La Compagnia, il compositore Cho Sung-woo sale sul palco con la Florence Pops Orchestra diretta da Carlo Chiarotti. Cho è l’autore delle colonne sonore di Christmas in August, April Snow, The Last Princess, The Duelist e dei drama Tomorrow, Maestra, Lost. Più di vent’anni di carriera, una scrittura orchestrale che non schiaccia le immagini ma le respira insieme. È il tipo di concerto in cui si piange senza capire esattamente perché, e questo, nel bene, è sempre un buon segno.
Il Quotidiano del Sud.
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