Genova ricorda Guido Rossa 47 anni dopo: “Un martire, grazie a lui sconfitto il terrorismo”
- Postato il 23 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. È ancora vivo l’insegnamento di Guido Rossa, operaio, sindacalista e militante comunista ucciso dalle Brigate Rosse a Genova il 24 gennaio 1979. Oggi, con un giorno di anticipo, la tradizionale cerimonia di commemorazione organizzata dalla Fiom nello stabilimento ex Ilva, preceduta da quella istituzionale in via Fracchia, dove fu assassinato. Quindi l’appuntamento alla Camera del Lavoro e, nel primo pomeriggio, in largo XII Ottobre con Cgil, Cisl e Uil.
“La sua coraggiosa testimonianza e il suo esempio segnarono la svolta che portò alla sconfitta del terrorismo: un esempio che deve valere ancora oggi, per affrontare con determinazione e rispetto delle istituzioni le sfide del presente e del futuro, anche nei luoghi di lavoro – ha detto il presidente della Regione Marco Bucci -. Chi reclutava terroristi nei luoghi di lavoro non rispettava l’ambiente di lavoro stesso. La testimonianza di Guido Rossa ci ricorda quanto siano fondamentali il coraggio civile, il rispetto delle regole e delle persone”.
“Un martire del lavoro, della democrazia e della libertà”, lo ha definito la sindaca di Genova Silvia Salis nel suo discorso. “L’uccisione di Guido Rossa ha segnato un passaggio storico fondamentale e una risposta a tutti quelli che volevano infangare i movimenti di resistenza operaia associandoli al terrorismo – ha commentato a margine -. È la storia di chi non si gira dall’altra parte in un momento in cui si prende sempre meno posizione su tutto”.
“Il Paese non deve perdere la memoria sul fatto che la democrazia nel nostro paese esiste e si è rafforzata grazie al mondo del lavoro e al ruolo decisivo che la classe operaia ha dato – ha rimarcato Maurizio Landini, segretario generale della Cgil -. Ed è evidente che non è un caso che la crisi della democrazia che stiamo vivendo coincide con un aumento della precarietà dello sfruttamento e della svalorizzazione del lavoro. Oggi non è solo ricordare Guido Rossa, il suo sacrificio, ma soprattutto avere presente che per poter rafforzare davvero la democrazia c’è bisogno di rimettere al centro il lavoro, i diritti nel lavoro e la centralità della persona“.
“Ho conosciuto personalmente Guido Rossa, lo stimavo e penso che lui mi stimasse. Di Guido Rossa ho stimato sempre l’onestà intellettuale. Onesta intellettuale che chiediamo a nome di tutti per questo stabilimento, da dove è nata la siderurgia italiana”, le parole di monsignor Luigi Molinari, storico cappellano del lavoro, prima di benedire la targa fatta apporre nel 2019 dalla Fiom con la scritta Contro ogni terrorismo: unità, fratellanza e accoglienza fra tutti i lavoratori, senza distinzione di provenienza, di religione e nazionalità.
“Il sacrificio di Guido Rossa ha rappresentato uno spartiacque nella storia della sinistra italiana, segnando una condanna netta e definitiva del terrorismo – aggiunge il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari -. La sua testimonianza deve continuare a essere un monito per tutti: mai permettere che principi ideologici, strumentalizzazioni o finalità di parte possano anche solo avvicinare, persino inconsapevolmente, la politica al terrorismo o a qualsiasi forma di violenza”.