Golgota, una condanna annullata con rinvio e un’altra definitiva per i narcos della ‘ndrangheta di Isola
- Postato il 5 febbraio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Golgota, una condanna annullata con rinvio e un’altra definitiva per i narcos della ‘ndrangheta di Isola

Processo Golgota, la Cassazione annulla con rinvio la condanna per uno dei capi dei narcos della ‘ndrangheta di Isola Capo Rizzuto
ISOLA CAPO RIZZUTO – La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la condanna a 21 anni di reclusione per Antonio Astorino, 52enne, tra i principali imputati di narcotraffico nel processo scaturito dall’inchiesta che portò all’operazione Golgota nel febbraio 2021. Diventa definitiva la pena di 6 anni per Antonio Scerbo (49). Entrambi gli imputati sono di Isola Capo Rizzuto. La Corte d’Appello di Catanzaro aveva ritoccato il verdetto del Tribunale penale di Crotone, riducendo per Astorino la pena da 28 a 21 anni e per Scerbo da 10 a 6 anni. L’inchiesta della Dda di Catanzaro, già sfociata in pene per oltre quattro secoli nel troncone del rito abbreviato anche in Appello, avrebbe fatto luce su fiumi di droga. Fiumi di droga che scorrevano nel territorio della provincia di Crotone e lungo la fascia jonica catanzarese.
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LE ACCUSE
Due gruppi mafiosi, già colpiti con le operazioni “Tisifone” a Isola Capo Rizzuto e “Malapianta” a San Leonardo di Cutro, avevano dato vita, secondo l’accusa, a un traffico di stupefacenti «in forma organizzata». Il nome in codice “Golgota” per l’operazione della Squadra Mobile di Crotone e della Dda di Catanzaro si spiega perché dalla collinetta della frazione costiera di Cutro si affaccia un Cristo con le braccia protese verso un golfo incantevole. Sotto il suo sguardo si sarebbe materializzata una serie impressionante di traffici di stupefacenti e armi.
IL VERDETTO
Astorino, in particolare, sarebbe stato al vertice di una delle tre associazioni a delinquere finalizzate al narcotraffico sgominate con l’operazione. Secondo l’accusa, progettava traffici dal Sudamerica poiché aveva una persona di fiducia a bordo di una nave che avrebbe potuto abbandonare la droga in acque europee. La droga sarebbe poi recuperata e fatta arrivare a Barcellona. Accogliendo in parte il ricorso dell’avvocato Michele D’Agostino, la Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza d’appello con riferimento all’ipotesi associativa e ad uno dei reati fine. Per Astorino si dovrà celebrare un processo d’appello bis. Inammissibile, invece, il ricorso dell’avvocato Tiziano Saporito (per Scerbo).
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