GP Cina, Ferrari: l’esame sulla SF-26 già decisivo per la stagione 2026
- Postato il 11 marzo 2026
- Formula 1
- Di Virgilio.it
- 2 Visualizzazioni
Ferrari si presenta in Cina con parecchia fiducia. C’è però una questione importante sulla quale la Rossa deve realizzare un esame verso il futuro a breve termine: capire perché l’energia recuperata dall’MGU-K e stoccata nelle batterie potrebbe consumarsi troppo velocemente. Oppure se si tratta di una questione legata solamente al software di gestione. Insomma… oltre alla pista ci sono tanti dati da raccogliere che poi saranno processati la settimana prossima.
Il discorso di Fred da non sottovalutare
Le recenti esternazioni di Vasseur offrono spunti di riflessione di notevole spessore, segnatamente per quanto riguarda il rendimento della scuderia di Maranello durante l’appuntamento iridato in Australia. In perfetta aderenza con alcune proiezioni scaturite dall’incrocio tra i feedback dei piloti, le evidenze sulla telemetria e le analisi onboard, possiamo fare un ragionamento.
Si evince come il divario effettivo tra la Ferrari e la Mercedes non fosse affatto rappresentato dagli otto decimi accusati dalla W17 in qualifica. Era piuttosto evidente che la situazione circoscriveva tale gap a una misura prossima alla metà: quattro decimi. Lo stesso Vasseur ha corroborato questa tesi, asserendo che il surplus prestazionale della Mercedes fosse quantificabile addirittura in tre decimi.
La SF-26 vanta indubbi pregi strutturali, sebbene palesi alcune criticità, per fortuna emendabili. Già durante la sessione classificatoria era emerso un potenziale ben più incoraggiante di quanto la graduatoria ufficiale lasciasse presagire. Tali deficienze sono state, peraltro, esacerbate dalle peculiarità morfologiche del layout australiano. Un fattore, anche questo, confermato dal medesimo team principal.
Melbourne non era amico delleF specifiche della Ferrari, a causa di quei prolungati settori privi di decelerazioni significative, dove una gestione oculata dell’energia risulta imprescindibile. Tale argomentazione, dotata di assoluta congruenza, conferma quanto ipotizzato: il fulcro della stagione agonistica risiederà nella capacità di amministrare con perizia l’energia derivante dal comparto ibrido.
Ferrari: deficit di autonomia energetica nel giro lanciato?
La SF-26 ha palesato una discrepanza più marcata in configurazione qualifica. Frangente in cui si impegna l’accumulatore alla massima capacità per concludere il giro con lo stoccaggio esaurito. Il tutto nel tentativo di massimizzare la performance velocistica. Tale condizione decade sulla lunga distanza, dove una simile condotta risulterebbe controproducente per la difesa della posizione.
È apparso evidente a tutti gli osservatori come, sulla distanza del GP, la Rossa abbia mostrato un’efficienza superiore, cogliendo di sorpresa l’intero paddock. Come rilevato, il gap tra la scuderia modenese e quella di Brackley tende a contrarsi nel passaggio dal sabato alla domenica. Il quesito imminente riguarda l’adattabilità del circuito di Shanghai alle doti della SF-26.
Vasseur mantiene un profilo prudente. In Cina lo scenario muterà radicalmente, perché si affolleranno temperature più rigide, anzitutto. Inoltre, pur in presenza di lunghi rettifili come in Bahrain, ci saranno numerose staccate per rigenerare il sistema. Dalle parole del manager si può capire come la Rossa possa incorrere in un prematuro esaurimento dell’energia elettrica durante il giro secco.
In Cina, la prevalenza di frenate violente fungerà da volano per la ricarica, agevolando la gestione energetica. Banco di prova cruciale per saggiare la reale efficienza del sistema ibrido della power unit. Non si deve ignorare che, oltre all’efficacia intrinseca dei componenti, la raffinatezza dello sviluppo software, e della relativa mappatura, riveste un ruolo decisivo per le vetture 2026.
GP Cina: l’incognita sulla gestione gomme
Sussiste inoltre un certo dubbio sulle gomme. Analizzando le riprese onboard durante il fine settimana, permangono perplessità sulla capacità della SF-26 nel gestire in maniera impeccabile la fase di attivazione dei compound. Vasseurstesso ha menzionato l’argomento, ribadendo che questo tipo di variabile continua a essere determinante per l’economia prestazionale del weekend.
Inoltre, nel primissimo scorcio del mondiale si è registrata una crescente attenzione al fenomeno del graining. Conferma via radio nelle comunicazioni tra piloti e ingegneri. D’altra parte, rispetto alle specifiche della Pirelli 2025, gli attuali pneumatici subiscono sollecitazioni laterali inferiori, rendendo più complesso il raggiungimento della finestra termica ideale per l’asse anteriore.
Anche per questo, a Shanghai, il tema gomme si preannuncia centrale all’interno del fine settimana. Va detto che la Rossa ha lavorato molto sugli schemi sospensivi per amministrare al meglio le coperture. Un lavoro specifico voluto espressamente da Loic Serra, che, dopo la scorsa stagione, ha voluto conferire alla SF-26 la capacità di sfruttare al massimo le coperture.