“I Luoghi del Cuore” del Fai, tra i progetti finanziati anche il restauro e la riqualificazione anche il Santuario dell’Eremita di Mallare
- Postato il 22 gennaio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Mallare. C’è anche il Santuario dell’Eremita di Mallare tra “I Luoghi del Cuore” che riceveranno un contributo economico dal Fondo per l’Ambiente Italiano (in collaborazione con Intesa Sanpaolo) per progetti di restauro e valorizzazione.
In totale sono venti in undici regioni, da nord a sud, i progetti selezionati attraverso il bando legato alla 12^ edizione del censimento che riceveranno un contributo economico. A disposizione un totale di 700mila euro, la cifra più alta mai stanziata a sostegno del programma: i fondi andranno a beneficio di luoghi “poco noti o poco valorizzati, spesso a rischio, che incarnano e raccontano la nostra civiltà, l’identità italiana, la memoria collettiva e costituiscono un patrimonio di storia, arte e natura ricchissimo e vario”. Di questi, 520.000 euro sono destinati ai progetti selezionati attraverso il bando e per la prima volta i singoli beni candidati hanno potuto richiedere fino a un massimo di 50.000 euro. Una dotazione che consente “di rispondere in modo più significativo alle esigenze dei territori e di rafforzare l’impatto complessivo de ‘I Luoghi del Cuore’. I restanti 180.000 euro sono riservati ai primi tre classificati al censimento, per progetti da concordare con il Fai”.
Tra i “luoghi del cuore” sostenuti dal bando, 18 si trovano “in territori lontani dai grandi centri del nostro Paese: piccoli Comuni e frazioni, spesso situati in aree interne o in zone montuose e isolate, oppure luoghi periferici, anche in grandi città. Luoghi per i quali i cittadini, attraverso il censimento del Fai, danno voce alle loro richieste di tutela e valorizzazione, come testimoniano la passione e l’impegno civile delle centinaia di comitati che partecipano a ogni edizione. I 20 progetti riguardano, infatti, storie e tradizioni che rischiano di scomparire o angoli di paesaggio e ambiti naturali da proteggere e tutelare: per questi luoghi la partecipazione al programma del Fai e l’assegnazione del contributo sono una concreta, talvolta l’unica, opportunità di recupero o di rilancio. Un primo ‘soccorso’ che spesso è solo l’inizio di un processo di sviluppo locale che porta ad attirare ulteriori nuove risorse, a far crescere competenze, rafforzare lo spirito di comunità, e perfino far nascere nuove economie del territorio”.
I progetti selezionati, candidati da “luoghi del cuore” che al censimento hanno raggiunto la soglia minima di 2.500 voti, portano alla ribalta un patrimonio inedito, sconosciuto ai più: beni lontani dalle solite mete del turismo, spesso trascurati, chiusi e abbandonati, che meritano un altro destino, e anche una visita.
Il bando è rimasto aperto oltre tre mesi per permettere ai proponenti di sviluppare i progetti, e magari far crescere nuove competenze: per la prima volta nella storia de “I Luoghi del Cuore” i candidati hanno potuto frequentare due webinar di formazione, tenuti da architetti e storici dell’arte del Fai, dedicati alla messa a punto dei progetti di restauro e di valorizzazione culturale, a partire dall’esperienza della Fondazione nei suoi Beni. Un’iniziativa che si è rivelata utile, che nasce dallo spirito educativo del Fai e che mira a diffondere competenze ed esperienze accumulate nei suoi cinquant’anni di attività con altri operatori del settore e tecnici, magari di piccole realtà associative o istituzioni locali.
“A prescindere dal numero di voti ottenuti nel censimento – che pur rappresenta uno degli otto parametri di valutazione – i progetti selezionati si distinguono per la qualità dei contenuti, la capacità di attivare le comunità e le potenzialità di impatto a lungo termine sui rispettivi territori, in particolare nelle aree interne”.
“La ricerca svolta nel 2024 da Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura, intitolata Valutazione sugli impatti de ‘I Luoghi del Cuore’, ha infatti evidenziato come il programma riesca a innescare processi virtuosi su scala locale, capaci di generare impatti culturali, sociali, ambientali ed economici, contribuendo non solo alla tutela e alla valorizzazione dei luoghi, ma anche al consolidamento dell’identità e della resilienza delle comunità e alla nascita di piccoli circuiti turistici rigenerativi. Tali effetti risultano tanto più pronunciati ed efficaci nelle aree interne e nei piccoli centri, dove la partecipazione ‘dal basso’ di comitati e associazioni, insieme a Comuni e Parrocchie, ‘trasforma l’azione de ‘I Luoghi del Cuore’ in un’infrastruttura intangibile, che favorisce la costruzione di reti, la mobilitazione di competenze diverse e di pratiche di empowerment sociale’”.
Accanto all’impatto culturale, largamente condiviso dai progetti sostenuti, emerge con forza anche quello sociale, attestato dalla nascita e dal consolidamento di reti di collaborazioni e dalla capacità di mobilitazione delle comunità. I venti progetti sostenuti coinvolgono oltre cento stakeholder, tra associazioni, scuole, parrocchie, enti scientifici, istituzioni universitarie, Soprintendenze e Comuni. Di notevole rilievo è anche l’impatto economico complessivo: i contributi stanziati dal FAI e da Intesa Sanpaolo per questi progetti attiveranno ulteriori risorse per oltre 820.000 euro – più del 150% della dotazione stessa del bando – messi a disposizione dai territori e dagli stakeholder. Un ruolo importante spetta ai Comuni, responsabili delle candidature dei progetti in 13 casi su 20, seguiti da associazioni ed enti ecclesiastici, e anche da una scuola: è il caso dell’Istituto Comprensivo Francesco Cappelli, con sede nell’ex Casa del Sole, all’interno del Parco Trotter di Milano, che ha presentato il progetto di recupero della Minitalia per renderla accessibile non solo agli alunni a scopi didattici, ma anche a tutti i visitatori del parco.
Questi 20 nuovi progetti fanno salire a 180 gli interventi sostenuti dal 2003 grazie a “I Luoghi del Cuore”. Il prossimo censimento sarà lanciato a maggio 2026.
I nuovi progetti sostenuti dal programma “I Luoghi Del Cuore” in Liguria
Il Santuario dell’Eremita, detto anche “della Rotonda” – 210° classificato con 2.637 voti al 12° censimento – si trova a Mallare, nell’Alta Val Bormida, tra Piemonte e Liguria, a pochi chilometri dalla Colla di San Giacomo, spartiacque appenninico dal quale si scende a Finale Ligure. Secondo fonti storiche, il nucleo centrale del Santuario sarebbe stato in origine un tempio pagano; la struttura si presentava in forma rotonda all’interno, bassa, piccola, poligonale all’esterno e con contrafforti semicircolari ed equidistanti. Era il 1097 quando il marchese di Savona Bonifacio del Vasto donò alla Canonica di Ferrania la chiesa di Mallare, insieme a molti altri possedimenti e luoghi sacri. Nel XIV secolo, anche per l’incremento demografico locale, il Santuario divenne la prima parrocchiale di Mallare, dedicata a Santa Maria e San Nicola e venne ricostruito nella volta in stile gotico, con arco acuto compresso e con costoloni diagonali e rosone centrale. La vocazione mariana del santuario si consolidò nel 1601 con l’arrivo della statua marmorea della Madonna della Misericordia, di autore sconosciuto, e si rafforzò dopo lo scampato pericolo della peste del 1631, attribuito all’intercessione della Vergine, evento che spinse la comunità locale ad ampliare la chiesa con nuovi corpi barocchi.
Il luogo, già votato negli ultimi quattro censimenti con oltre 2.500 voti, ha partecipato a tre edizioni del bando presentando progetti di restauro che, nonostante il mancato contributo del FAI, sono stati realizzati grazie ad attività di raccolta fondi organizzate dalla comunità. Il progetto candidato al bando 2025, riguardante gli ultimi due lotti necessari per completare il restauro della chiesa, del costo di 52.000 euro, ottiene da FAI e Intesa Sanpaolo il contributo economico richiesto dalla Parrocchia, di 6.000 euro; un valore simbolico, anche a suggello dell’impegno profuso per anni dall’Associazione per il restauro, la valorizzazione e la promozione di Mallare. Nello specifico, saranno restaurati gli apparati decorativi della volta e delle pareti laterali. Nonostante Mallare sia un piccolo comune con circa mille abitanti, il santuario rappresenta un punto di aggregazione importante e lo dimostrano le numerose collaborazioni – ben 23 piccole realtà commerciali, dal tabaccaio del paese alla carrozzeria, dal ristorante alla tipografia – attive nella promozione del luogo e nell’organizzazione di eventi di raccolta fondi.
Impatti del progetto sostenuto: sociale, culturale.
Cinquantaduesimo classificato con 8.117 voti al 12° censimento, il Cimitero di Staglieno a Genova è uno dei più importanti esempi di cimitero monumentale in Europa, celebre per l’integrazione tra architettura neoclassica e paesaggio naturale. Inaugurato nel 1851 e progettato da Carlo Barabino – l’architetto a cui si deve gran parte del volto neoclassico di Genova e la realizzazione di edifici rappresentativi come il Teatro Carlo Felice e il Palazzo dell’Accademia – e poi dal suo allievo Giovanni Battista Resasco, con le sue sculture, porticati e mausolei immersi nel verde, è un vero museo a cielo aperto, tra i simboli dell’identità storica e artistica della città. Sono molti a Staglieno i monumenti che ricordano personaggi rappresentativi della storia, della cultura e delle arti, sia nazionali che locali. Qui riposano Constance Mary Lloyd Wilde, moglie del grande scrittore inglese, Nino Bixio, Giuseppe Mazzini, Fernanda Pivano, Fabrizio De André e moltissimi altri. Fin dall’Ottocento è meta di scrittori, filosofi e viaggiatori: Mark Twain scrive che “l’ultima visita fu quella al cimitero, di cui continuerò a ricordarmi quando mi sarò dimenticato dei palazzi”; Ernest Hemingway lo descrive come “una delle meraviglie del mondo” e il bassista dei Joy Division, Peter Hook, sceglie di usare la foto della tomba Appiani come copertina dell’album “Closer” nel 1980.
Il progetto sostenuto dal programma “I Luoghi del Cuore”, candidato dal Comune di Genova, ha l’obiettivo di valorizzare l’esperienza di visita rendendola inoltre inclusiva e accessibile. Verrà realizzato un sistema di audioguide, che sarà reso disponibile sull’app Musei di Genova, in italiano e inglese, arricchito da contenuti multimediali accessibili. Si prevede, infatti, l’implementazione di video in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e schede di Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) per garantire un accesso facilitato a tutti e migliorare la fruizione delle opere e dell’architettura del cimitero. Nella produzione dei contenuti sono coinvolte importanti realtà, come il Dipartimento di Architettura e Design dell’Università di Genova; la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Liguria; la Direzione Politiche Culturali del Comune di Genova; gli istituti di Istruzione Superiore Statale “E. Montale” e “Firpo-Buonarroti”; comunità straniere e associazioni dedicate alla disabilità. Inoltre, l’inserimento del Cimitero nel circuito museale genovese favorisce la valorizzazione come meta culturale di rilievo di un luogo situato in un quartiere periferico del Municipio IV, Media Val Bisagno, lontano dai flussi turistici. Il progetto, del costo totale di 31.100 euro, ottiene un contributo di 21.000 euro da FAI e Intesa Sanpaolo.
Impatto del progetto sostenuto: culturale.