I musei di Milano si uniscono nella grande mostra sui maestri della Metafisica (e i loro epigoni)

È in arrivo a Milano, in tre importanti musei cittadini, un grande progetto espositivo e multidisciplinare che esplora l’eredità della pittura metafisica, coinvolgendo maestri (come de Chirico) e i suoi “eredi” nel contemporaneo. Si chiama Metafisica/Metafisiche e, a partire dal 28 gennaio, si svolgerà a Palazzo Reale (con opere storiche e contemporanee), presso il Museo del Novecento (focus su Milano e la Metafisica), le Gallerie d’Italia (con un omaggio a Giorgio Morandi), la Grande Brera-Palazzo Citterio (con un inedito omaggio di William Kentridge sempre a Morandi).

Giorgio de Chirico, Enigma della partenza, 1914, Fondazione Magnani-Rocca, Mamiano di Traversetolo (Parma) © Giorgio de Chirico, by SIAE 2026
Giorgio de Chirico, Enigma della partenza, 1914, Fondazione Magnani-Rocca, Mamiano di Traversetolo (Parma) © Giorgio de Chirico, by SIAE 2026

Metafisica: un modo diverso di guardare il mondo

Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Filippo de Pisis, Giorgio Morandi sono i membri del gruppo storico, nato a Ferrara nel 1917, fautore di questa corrente d’avanguardia italiana che cerca di svelare il mistero dietro la realtà quotidiana. Chi lo fa utilizzando ambientazioni surreali, piazze silenziose, manichini, e chi dipingendo interni claustrofobici e oggetti decontestualizzati in atmosfere oniriche e statiche per evocare un senso di enigma e spaesamento. Sono loro i protagonisti del primo capitolo espositivo di questa grande mostra ospitato a Palazzo Reale che si avvale della collaborazione scientifica della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico e del Museo Morandi e della partecipazione dell’Archivio Alberto Savinio e dell’Archivio Carlo Carrà.

William Kentridge, MORE SWEETLY PLAY THE DANCE, Courtesy Galleria Lia Rumma MilanoNapoli
William Kentridge, MORE SWEETLY PLAY THE DANCE. Courtesy Galleria Lia Rumma Milano/Napoli

Metafisiche: degli epigoni e dei vari linguaggi artistici

La Metafisica ha, però, anche gettato le basi per movimenti come il Surrealismo, con André Breton che considerava de Chirico un precursore, e influenzato generazioni di artisti successivi, specialmente a partire dagli Anni ’60, fino agli echi contemporanei con lavori di diversi autori che si sono ispirati alla poetica Metafisica storica nel campo della fotografia, dell’architettura, del cinema, del teatro, del design, della moda, della letteratura, del graphic novel e della musica: da Mimmo Jodice a Gabriele Basilico, da Giorgio Armani a Fendi, da Paolo Sorrentino a Tim Burton e David Bowie. “Episodi lontani e diversi, che sembrano non avere niente in comune, nati dall’immaginazione di artisti distanti dal punto di vista generazionale, culturale e linguistico”, spiega il curatore della mostra Vincenzo Trione. “E, tuttavia, pur se per sentieri segreti, in maniera non sempre del tutto intenzionale, queste voci sono accomunate da una specifica postura”.

Lo studio di Giorgio Morandi, Gianni Berengo Gardin, 1993
Lo studio di Giorgio Morandi, Gianni Berengo Gardin, 1993

La passeggiata d’arte che unisce Palazzo Reale e Museo del Novecento a Gallerie d’Italia e Grande Brera

In tutto, saranno in mostra a Palazzo Reale circa 400 opere tra dipinti, sculture, fotografie, disegni, oggetti di design oltre a plastici e modelli architettonici, illustrazioni, fumetti, riviste, video, vinili. Al Museo del Novecento, invece, viene indagato il legame tra i protagonisti della Metafisica e la città, con opere che testimoniano l’attività di de Chirico, Savinio e Carrà nel capoluogo lombardo. In particolare, bozzetti di scenografie e costumi da loro realizzati tra gli Anni ‘40 e ‘50 per il Teatro alla Scala e fotografie d’epoca e disegni preparatori dei Bagni Misteriosi progettati per la Triennale di Milano.

Infine un doppio omaggio a Giorgio Morandi: alle Gallerie d’Italia, museo di Intesa Sanpaolo in Piazza Scala, arrivano le fotografie di Gianni Berengo Gardin dedicate all’atelier bolognese del pittore; alla Grande Brera- Palazzo Citterio (dal 6 febbraio fino al 5 aprile) un progetto inedito dell’artista sudafricano William Kentridge articolato in due momenti: una videoinstallazione sonora e una sequenza di sculture in cartone, che reinterpreta poeticamente gli oggetti d’uso quotidiano, protagonisti delle nature morte di Morandi. “Una mappa sentimentale nel cuore di Milano”, conclude l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, “che connette spazi fisici e opere d’arte e che rimanda a un’idea di città come museo diffuso, attraversabile anche a piedi, capace di mettere in relazione passato e presente, grandi maestri e sguardi contemporanei”.

Claudia Giraud

L’articolo "I musei di Milano si uniscono nella grande mostra sui maestri della Metafisica (e i loro epigoni)" è apparso per la prima volta su Artribune®.

Autore
Artribune

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