Il comitato No Skymetro boccia la cabinovia in Valbisagno: “Pronti a ritirar fuori gli striscioni”
- Postato il 25 febbraio 2026
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- Di Genova24
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Genova. “Siamo frastornati, è incredibile che si riesca a partorire qualcosa del genere. Se fosse una proposta seria, allora ritiriamo fuori gli striscioni“. Il comitato Opposizione Skymetro – Valbisagno sostenibile boccia senza mezzi termini l’ipotesi di una cabinovia in Valbisagno come alternativa alla metropolitana sopraelevata messa in campo dal Politecnico di Milano. La notizia, trapelata ieri su Genova24, ha fatto sobbalzare chi per mesi ha combattuto il progetto portato avanti dalla giunta Bucci-Piciocchi propugnando invece il tram come mezzo di trasporto sostenibile e veloce per muoversi lungo la vallata da Brignole a Prato.
“Può darsi che sia un’alternativa negativa usata in contrapposizione a quella prescelta, come aveva fatto l’amministrazione precedente per dire che si poteva fare solo lo Skymetro – commenta Vincenzo Cenzuales, presidente dell’associazione MobilitaGenova e braccio operativo del comitato -. In caso contrario riprenderemo la nostra azione, questo è il sentimento diffuso tra i cittadini. Forse è per questo che finora è rimasto tutto segreto e non hanno coinvolto noi e nessun altro?”.
“La proposta sembra una boutade di cui non si capisce l’utilità“, si legge nel post pubblicato oggi su Facebook, in cui però si elenca una serie di motivi per dire no: “La soluzione presenta gli stessi problemi dello Skymetro: stazioni distanti, rialzate, impattanti. Entra in competizione con i bus che verrebbero ridotti. Passerà lontano dalle case. I sistemi a fune prevedono la sostituzione frequente dei cavi. Sarà impossibile fare una rete urbana e gli interscambi saranno inesistenti”.
E poi ancora dubbi: “In caso di vento continua a funzionare? I tempi delle fermate non possono essere lunghi e negli attuali impianti con meccanismo a frizione le cabine non stanno completamente ferme: sembra più a sembra più adatto ad un servizio turistico che urbano. Anche questo impianto passa davanti alle case. Non interferisce col traffico, cosa che pochi comprendono, per cui non contribuisce a ridurre la congestione”. Si ricorda che nel 2017 era stata avanzata una proposta con stazioni sui ponti, suddivisa però in due tronconi: “Ci sarà obbligo di trasbordo da una linea all’altra?“.
“Le funivie sono state adottate, anche felicemente, in città come Medellin, però per risolvere il problema della città, fatta in pratica di favelas dense e abbarbicate su monti piuttosto alti. Farla in orizzontale è una forzatura ed è una resa nei confronti del traffico privato che si rinuncia ad organizzare – sostiene il fronte No Skymetro -. E poi, hai dato ragione al quartiere del Lagaccio che combatteva una funivia che non poteva passare sulle case e poi la proponi in una valle di 130.000 persone? In estrema sintesi, viene da pensare che qui la montagna non ha partorito un topolino, ma un’altra pantegana, bella brutta!“.
Nel mirino anche la (finora) mancata partecipazione. Nell’offerta del Politecnico era inclusa “l’organizzazione di incontri con l’amministrazione e gli stakeholder locali per la condivisione delle soluzioni progettuali adottate e dei risultati delle valutazioni, nonché per il recepimento di istanze e la co-progettazione di soluzioni alternative”. Tutto rimandato, evidentemente, a una seconda fase del lavoro.
E adesso il comitato, dopo aver festeggiato la “vittoria” sullo Skymetro come regalo di Natale, è pronto a riattivarsi. Anche se il nome sugli striscioni dovrà cambiare. “Solo la prima parte però, la seconda resta invariata”, precisa Cenzuales. Rimane fuori discussione, infatti, il sì al tram in Valbisagno, come emerso già dal percorso partecipato del 2011 con la giunta Vincenzi: “Per trasportare 3.500 persone all’ora serve un Bus rapid transit con mezzi da 24 metri, possibile solo con percorso riservato al 100%, o altrimenti ci vuole il tram. I soldi comunque non ci sono, quindi liberi tutti: noi continuiamo la nostra battaglia culturale“.