Il coordinamento “No inceneritore” alla Fit Cisl: “I numeri non mentono anche se qualcuno vuole ignorarli”
- Postato il 3 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Valbormida. “Le recenti aperture della CISL verso l’ipotesi di un inceneritore in Valle Bormida non sono solo un cambio di rotta inaspettato, ma rappresentano un vero e proprio “gioco di prestigio” che calpesta il buonsenso e la realtà dei dati. Come Coordinamento No Inceneritore, riteniamo doveroso porre tre domande pubbliche a chi dovrebbe tutelare il territorio e i lavoratori”.
Inizia così l’intervento delle associazioni che combattono contro l’insediamento di un termovalorizzatore. “Solo tre mesi fa, l’Amministratore Delegato Paolo Ascheri, in un’intervista a piena pagina su un quotidiano, dipingeva un futuro radioso per la cokeria, parlando di nuove e strategiche commesse con gli Stati Uniti. Era fumo negli occhi o una strategia per prendere tempo? Se quelle prospettive erano reali, perché oggi il sindacato corre in soccorso di un progetto (l’inceneritore) che segnerebbe la fine dell’identità produttiva attuale? L’incoerenza tra le promesse della proprietà e le “aperture” del sindacato è totale. Affermare oggi che la situazione ambientale migliorerebbe solo con un inceneritore è un’ammissione di colpa gravissima. Quale tutela della salute è stata garantita in questi anni se oggi si ammette implicitamente che lo stato attuale è insostenibile? La salute dei lavoratori e dei cittadini è un diritto costituzionale, non una merce di scambio per nuovi impianti di smaltimento”.
E proseguono: “I numeri non mentono, anche se la CISL sembra volerli ignorare. Un termovalorizzatore di ultima generazione occupa mediamente tra le 35 e le 40 persone. La cokeria attuale ne impiega circa 230. Come si può parlare di salvaguardia occupazionale quando i dati dicono chiaramente che l’occupazione di un inceneritore è inferiore di circa l’83% rispetto a quello della cokeria? Sostenere che questo progetto sia un’opportunità di sviluppo significa prendere in giro i lavoratori, ponendoli in una situazione di rischio non solo sanitario, ma di futura disoccupazione. Vogliamo inoltre smontare la falsa illusione dei benefici energetici per gli abitanti di Cairo Montenotte. Il teleriscaldamento in Valle Bormida è pura utopia logistica ed economica. Guardando a impianti simili come dimensionamento, la realtà ci dice che l’energia prodotta e messa in rete è molto inferiore rispetto ai numeri sbandierati ultimamente dai sostenitori dell’inceneritore in Valle Bormida, peraltro tutte valutazioni fatte in assenza di un progetto”.
“E’ inoltre doveroso fare un parallelo tornando indietro nel tempo di circa 40 anni quando sempre in Valle Bormida si lottava contro l’Acna di Cengio che per oltre 100 anni ha avvelenato la valle e il suo fiume sino alla confluenza con il Tanaro. Ebbene anche allora i sindacati, in particolare la Cisl e la Uil unite a fianco dell’azienda Acna su posizioni indifendibili. Anche allora hanno cercato di “rifilarci” un inceneritore, non ci sono riusciti – concludono – Ricordiamo inoltre alla Cisl che l’opposizione attuale all’inceneritore in Valle Bormida è sostenuta da 19 Sindaci dei Comuni della Valle Bormida Ligure (molti dei quali hanno già ratificato l’opposizione in consiglio comunale) e circa una cinquantina della Valle Bormida piemontese, sino ad Acqui Terme. La stessa Provincia di Cuneo si è espressa contro la Costruzione in Valle
Bormida di un inceneritore. L’attività del Coordinamento delle Associazioni NO inceneritore Valle Bormida, è quella di informare in modo obiettivo la popolazione su tutti gli aspetti negativi, anche economici che rappresenterebbe la collocazione in Valle di un impianto di questo tipo. All’inizio di febbraio 2026 il Coordinamento ha esposto in Commissione Regionale le motivazioni a supporto dell’opposizione a questa iniziativa e ne è stata data ampia divulgazione a mezzo stampa. Quindi le affermazioni del sindacato che cercano di sminuire e banalizzare chi si oppone all’inceneritore, sinceramente le rispediamo al mittente. La Valle Bormida merita un futuro basato sulla valorizzazione autentica di tutto il territorio e su una progettualità pulita, non su soluzioni obsolete con una visione miope e di sfruttamento che servono
solo a soddisfare “appetiti industriali”. La nostra battaglia per la dignità continua: non accetteremo che la valle diventi il terminale di rifiuti in cambio di una manciata di posti di lavoro e molte promesse al vento”.