Incidente mortale in Val Bisagno, la dinamica al vaglio: nessun urto con l’auto, la brusca frenata all’origine della tragedia
- Postato il 22 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Proseguono le indagini della sezione infortunistica della polizia locale per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente in cui ha perso la vita il 46enne Peter Louis Lopez Borja.
Dai primi accertamenti svolti dagli investigatori coordinati dal comandante Fabio Manzo emerge che l’autovettura era uscita da uno parcheggio privato in lungobisagno Istria e si era immessa regolarmente sulla carreggiata, svoltando poi a sinistra in direzione mare. Nello stesso momento l’autoarticolato stava transitando regolarmente sulla corsia esterna in direzione mare.
Lo scooter guidato dall’artigiano 46enne, anche lui proveniente da monte verso mare, sarebbe arrivato a velocità sostenuta al centro della semicarreggiata tra l’auto e il camion. Dai primi rilievi non sembra aver urtato l’auto ma ha frenato bruscamente: l’uomo è stato quindi sbalzato dal mezzo finendo sotto le ruote del semirimorchio. Non è chiaro perché Lopez abbia fatto quella frenata, forse voleva evitare la collisione con l’auto, ma questo è un aspetto da accertare
La pm Sabrina Monteverde, che coordina le indagini, ha fatto sequestrare i veicoli e i telefoni cellulari, questi ultimi per vedere se li stavano utilizzando al momento dell’impatto. La ricostruzione emersa dai rilievi e anche da alcune testimonianze, potrebbe essere avvalorata o smentita delle telecamere private sulla via che dovrebbero aver ripreso l’incidente e che oggi dovrebbero essere acquisite e visionate.
Per quanto riguarda gli esami effettuati sui conducenti del camion e dell’auto, entrambi sono risultati negativi all‘alcoltest, mentre il primo esame di screening tossicologico sul guidatore dell’auto ha fatto emergere tracce di cocaina, ma la conferma potrà arrivare solo dalle contronalisi.
Per quanto riguarda il camion, tutti i controlli, anche quelli di tipo amministrativo sono risultati regolari. Entrambi i guidatori sono stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio stradale. Un atto dovuto per garantire i diritti di difesa e poter partecipare a ulteriori accertamenti tecnici, ma la loro responsabilità effettiva nella tragedia dovrà essere accertata oppure esclusa dalle successive indagini.
L’uomo, artigiano e grande appassionato di calcio ma anche di corsa, viveva a Sampierdarena e lascia due bimbi di 2 e 8 anni.