“Khamenei portato in un rifugio sotterraneo a Teheran”. Le manovre Usa per un potenziale attacco
- Postato il 24 gennaio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Per i pasdaran – che hanno avuto un ruolo chiave nella repressione dei manifestanti – le ultime proteste in Iran sono una “sedizione fallita degli Stati Uniti“, che hanno provocato migliaia di vittime. Ufficialmente, ha scritto il ministro degli esteri di Teheran Abbas Araghchi, “3.117 morti, inclusi 2.427 civili e forze di sicurezza e 690 terroristi”. Numeri completamenti diversi rispetto a quelli pubblicati da Iran International, legato al movimento monarchico, basato a Londra e finanziato dall’Arabia Saudita, che ha stimato 12mila uccisi, citando fonti interne e bollettini medici. Quel che è inconfutabile, è che la tensione rimane alta tra l’Iran e gli Stati Uniti sulla scia della sanguinosa repressione delle proteste iniziate il 28 dicembre, innescate dal crollo della valuta iraniana, il rial, e che hanno sconvolto il Paese per circa due settimane. Tanto che, secondo il sito di notizie “Iran International”, associato all’opposizione in Iran, la Guida Suprema Ali Khamenei “si è trasferita in uno speciale rifugio sotterraneo a Teheran. Una decisione, si legge, arrivata dopo che “funzionari militari e di sicurezza hanno affermato che c’è un rischio maggiore di un possibile attacco da parte degli Stati Uniti”. Sempre secondo le stesse fonti, uno dei suoi figli, Masoud Khamenei, “ha assunto la gestione quotidiana dell’ufficio della Guida e funge da principale canale di comunicazione con gli organi esecutivi del governo”.
La paura di un nuovo attacco da parte degli Stati Uniti è reale: diverse importanti compagnie aeree, tra cui Lufthansa, Air France, KLM Royal Dutch Airlines e Swiss, hanno cancellato i loro voli di sabato verso destinazioni in Medio Oriente, tra cui Israele, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, secondo le informazioni sui voli pubblicate sui siti web degli aeroporti, a causa dei timori di un conflitto che coinvolga l’Iran. Stessa scelta anche per United Airways e Air Canada, che hanno cancellato i loro voli per Israele, a causa delle forti speculazioni su un possibile attacco statunitense contro l’Iran.
Le manovre militari di avvicinamento a Teheran, ha dichiarato giovedì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sono già in atto: il capo della Casa Bianca ha parlato di una “armata” diretta verso l’Iran, aggiungendo di sperare di non doverla utilizzare, rinnovando gli avvertimenti a Teheran contro l’omicidio dei manifestanti o la ripresa del suo programma nucleare. Funzionari statunitensi, parlando a condizione di anonimato, affermano che la portaerei USS Abraham Lincoln e diversi cacciatorpediniere lanciamissili arriveranno in Medio Oriente nei prossimi giorni, mentre un funzionario ha aggiunto che si sta valutando anche l’impiego di ulteriori sistemi di difesa aerea per tutta l’area, che potrebbero rivelarsi fondamentali per proteggersi da eventuali attacchi iraniani alle basi statunitensi nella regione. Motivo per cui, scrive Haaretz, il comandante del Comando centrale degli Stati Uniti, Brad Cooper, è atterrato in Israele e incontrerà i vertici delle forze di sicurezza, in un’iniziativa apparentemente volta a coordinare le operazioni in caso di un possibile attacco all’Iran. La scorsa settimana, il capo del Mossad, Dadi Barnea, si è recato negli Stati Uniti, sempre sullo sfondo delle tensioni in Iran.
E mentre le navi Usa avanzano, il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica dell’Iran si dice “più pronto che mai, con il dito sul grilletto”. Il generale dei pasaran Mohammad Pakpour, ha avvertito gli Stati Uniti e Israele di “evitare qualsiasi errore di valutazione”. “La Guardia Rivoluzionaria Islamica e il caro Iran sono più pronti che mai, con il dito sul grilletto, a eseguire gli ordini e le direttive del Comandante in Capo”, ha affermato Pakpour secondo quanto riportato da Nournews. I pasdaran hanno avuto un ruolo chiave nella repressione delle recenti proteste in Iran.
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