La Rai richiama Ranucci per le ‘ospitate’ su La7. Il conduttore di Report: “Avevo avvisato”

  • Postato il 2 febbraio 2026
  • Cronaca
  • Di Il Fatto Quotidiano
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La Rai prova ad imbrigliare le ospitate televisive di Sigfrido Ranucci, soprattutto sulle reti di Urbano Cairo, nel nome del rispetto dei vincoli per tutto il personale di viale Mazzini. Le regole aziendali imporrebbero a tutti i dipendenti di limitare le presenze in video e voce nonché la promozione di propri libri a ‘una singola partecipazione’ per ogni emittente o piattaforma: secondo l’interpretazione di una circolare dell’azienda che viene data nella comunicazione interna inviata allo stesso Ranucci dalla Direzione editoriale per l’offerta informativa.

Nessun richiamo né provvedimento disciplinare – si fa notare da ambienti Rai – ma un invito al rispetto della circolare varata a gennaio 2025, dopo che il conduttore di Report nell’ultima settimana è stato ospite di tre programmi su La7: a “Otto e Mezzo” di Lilli Gruber, “diMartedì” di Giovanni Floris e “In Altre Parole” di Massimo Gramellini, per promuovere il suo ultimo libro. Senza dimenticare – e a questo sembra fare riferimento la comunicazione interna a Ranucci – che nelle scorse settimane la Rai aveva sollecitato a limitare le presenze nelle altre emittenti fino al referendum sulla giustizia.

Resta tuttavia che il conduttore di Report era ospite in tutt’altra veste: autore di un libro. Per Ranucci quindi il richiamo è una sorpresa: “Avevo avvisato preventivamente la Rai delle trasmissioni dove sarei andato ospite per presentare il mio libro. Sono rimasto stupito, ma mi adeguo alle nuove direttive”, ha dichiarato il conduttore di Report, interpellato sulla comunicazione inviatagli dall’azienda, con l’invito al rispetto della circolare interna per limitare le ospitate. “Mi sarei aspettato piuttosto – aggiunge il giornalista – una mail di congratulazioni per il premio Purgatori che ha ricevuto ieri Report e per gli ascolti raggiunti, in un testa a testa con ‘Che tempo che fa’ di Fabio Fazio che conferma il nostro programma come prima trasmissione di informazione del prime time Rai”.

A difesa di Ranucci si è schierato il M5s: “Quello che sta accadendo ha poco a che vedere con il rispetto delle regole e molto con un accanimento che sta diventando mobbing e che puzza lontano un miglio di censura. Ancora una volta la Rai sceglie di colpire sempre lo stesso bersaglio, richiamando formalismi solo quando fa comodo mentre in altri casi si è di manica infinitamente più larga”, dicono gli esponenti pentastellati in Commissione Vigilanza Rai.

“Ranucci finisce nel mirino per aver parlato altrove – affermano gli esponenti M5s – mentre ad altri è consentito intervenire senza alcun limite né richiamo. È un doppio standard evidente che mina la credibilità di questa Rai e manda un messaggio inquietante: se dai fastidio al governo non ti cacciamo direttamente ma facciamo il possibile permetterti i bastoni tra le ruote, emarginarti fino ad accompagnarti gradualmente alla porta. Non è tutela dell’azienda, è un tentativo di ridurre la libertà e l’autonomia di una delle poche voci davvero indipendenti rimaste. Ne discuteremmo volentieri in commissione di Vigilanza se non fosse ancora vergognosamente bloccata da questa maggioranza”.

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Il Fatto Quotidiano

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