La reunion dei C.S.I. pesa più di tante altre. Con loro torna un’idea
- Postato il 23 gennaio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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È ufficiale: i C.S.I. tornano insieme. E la cosa interessante non è nemmeno la reunion in sé, né il solito carico di polemiche preventive che l’accompagna. Quelle arrivano sempre puntuali: nostalgia, soldi, incoerenze politiche, passato che non passa. Tutto già sentito. Tutto prevedibile. E in fondo anche irrilevante. Perché il ritorno dei C.S.I. non riguarda il passato da rimettere in scena, ma il tempo che siamo diventati. Riguarda una generazione che oggi si ritrova adulta, spesso stanca, con addosso il proprio carico di disillusione, e che all’improvviso viene rimandata a un momento in cui la musica non era solo intrattenimento, ma un linguaggio condiviso. Un’idea. Qualcosa che includeva prese di posizione nette.
Vallo a spiegare oggi cosa sono stati i C.S.I. Se incappi nella loro musica, scoprirai quanto certi testi, certe svisate, restino tragicamente attuali:
“Ci fotte la guerra che armi non ha
Ci fotte la pace che ammazza qua e là
Ci fottono i preti, i pope, i mullah
L’ONU, la NATO, la civiltà” (daCupe vampe).
Testi che chiedono attenzione, per potersi rivelare. I C.S.I. non tornano per spiegarci nulla. Tornano, punto. E questo basta a rimettere al centro del discorso alcune questioni inspiegabilmente diluite nel tempo di questo presente. Non domande ma riflessioni, su cosa significhi appartenere a qualcosa. Su quanto costi, nel tempo, tenere la barra dritta quando l’entusiasmo giovanile lascia il posto alla consapevolezza.
Nove frasi semplici, stanno lì come chiodi piantati nel muro:
1. Siamo stati più radicali di quanto ricordiamo.
2. Abbiamo confuso il compromesso con la maturità.
3. La musica è diventata sottofondo, non più scontro.
4. La nostalgia non è sempre una fuga.
5. Il disagio non è un difetto da correggere.
6. Le contraddizioni sono necessarie.
7. Il tempo non aggiusta tutto.
8. Alcune ferite non si rimarginano.
9. Chi è stato è stato e chi è stato non è.
Nove, per restare fedeli alle consuetudini che regolano questo blog. Ripartire da qui aiuta a capire perché questa reunion pesa più di tante altre. Perché non si limita a riattivare un repertorio, ma riattiva uno sguardo, per quanto scomodo e anche divisivo. Non importa quante saranno le date, né se questo ritorno durerà una stagione o qualcosa di più. Non importa nemmeno se qualcuno parlerà di operazione nostalgia. La nostalgia, quando è onesta, non è un rifugio: è un confronto. Serve a misurare la distanza tra ciò che siamo stati, ciò che siamo e ciò che accettiamo di diventare.
Al solito, chiudo con una connessione musicale: una playlist dedicata, disponibile gratuitamente sul mio canale Spotify (link qui sotto). Se vuoi dire la tua, fallo nei commenti — o, meglio ancora, sulla mia pagina Facebook pubblica, dove questo blog vive davvero. È lì che il dibattito continua, si contorce e a volte … deraglia. E sì: se ne leggono di tutti i colori. Ti aspetto.
9 Canzoni 9 … dei C.S.I
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