L'ambasciatrice di Palestina: "L'Italia riconosca lo Stato"

  • Postato il 23 gennaio 2026
  • Estero
  • Di Agi.it
  • 2 Visualizzazioni
L'ambasciatrice di Palestina: "L'Italia riconosca lo Stato"

AGI - "L'Italia è un "very important friend" e sta facendo uno sforzo umanitario significativo per il nostro popolo. Ma noi vogliamo la fine dell'occupazione, non convivere con l'occupazione. La storica amicizia tra Italia e Palestina ci lascia le porte aperte, ma ora chiediamo che l'Italia tenga fede agli impegni e riconosca lo Stato di Palestina. Su questo non deve essere Israele a decidere". Lo afferma Mona Abuamara, ambasciatrice della Palestina in Italia dal 2025.

L'ambasciatrice ha incontrato a Roma i giornalisti insieme a Fadwa Barghouti, che, dal 2002, lotta per la liberazione di suo marito Marwan Barghouti, tuttora prigioniero nelle carceri israeliane per plurime condanne all'ergastolo. Marwan Barghouti rifiutò di riconoscere la legittimità del tribunale israeliano e rifiutò di difendersi al processo.

Marwan Barghouti: simbolo di pace e unità

Più volte Marwan Barghouti venne inserito nelle liste per lo scambio di prigionieri, che comprese anche alcuni ergastolani, ma poi tutto si arenò. "Marwan - spiega la moglie, l'avvocatessa Fadwa - è un uomo di pace, è un simbolo dell'unità e della speranza del popolo palestinese. Israele non vuole liberarlo perché non vuole la soluzione dei due Stati. Marwan era un parlamentare palestinese e fu rapito da Israele, non arrestato. Il suo processo non fu giusto e non rispettò il diritto internazionale".

La richiesta di uno Stato libero e la situazione nelle carceri

Fadwa Barghouti ha incontrato in Italia la Cgil e i leader dell'opposizione: Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni. "Noi abbiamo bisogno di tutti - spiega Fadwa - e a tutti chiediamo di portare avanti la nostra causa: avere uno Stato palestinese libero e autonomo. Dall'ottobre 2023 l'offensiva di Israele è su tre fronti: Gaza, Cisgiordania e nelle carceri. Ci sono almeno 9.350 prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane. Dal 7 ottobre 2023 sono stati revocati i permessi per le visite ai detenuti e sono stati cancellati i diritti più elementari. Diciamo 9.350 detenuti perché sono quelli accertati, poi ci sono state molte sparizioni forzate. Dal 7 ottobre, oltre alle tradizionali torture psicologiche, i detenuti palestinesi hanno avuto torture fisiche e percosse. Almeno 110 prigionieri palestinesi sono morti".

Fermare il genocidio e l'appello alla coerenza italiana

L'ambasciatrice Abuamara preferisce non addentrarsi troppo nella questione del 'Board of Peace'. "Non sono importanti i meccanismi e i partecipanti - afferma sicura l'ambasciatrice - ciò che è importante è fermare il genocidio dei palestinesi a Gaza e altrove. Il genocidio è in corso da decenni e l'ultima guerra ha portato un'accelerazione a Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme est. Vogliono cancellare la nostra storia. L'attuale attacco all'Unrwa è una delle pagine più nere della storia di Israele. Non ci sono giustificazioni: le vite dei palestinesi contano come le altre. Questo deve essere attuato, non può essere solo una teoria astratta. L'Italia non compri merci dalle colonie illegali e fermi la compravendita delle armi. All'Italia chiediamo coerenza".

La provocazione di Ben Gvir e l'estremismo israeliano

Fadwa Barghouti ha anche commentato la visita in carcere del ministro israeliano di estrema destra Ben Gvir a suo marito. In un video, girato dallo stesso Ben Gvir, si ascoltano le parole del ministro: "Non ci sconfiggerete, perché chi prova ad attaccare gli israeliani, noi lo cancelliamo". Fadwa commenta: "Sono immagini provocatorie e dolorose. Ben Gvir si presenta in cella come un bullo e tenta di terrorizzare un uomo prigioniero da 24 anni. Ben Gvir è un estremista che mostra impeccabilmente la violenza dell'occupante israeliano. In Israele ci sono organizzazioni che vogliono la pace e pertanto chiedono la liberazione di Marwan Barghouti. Ma sono voci minoritarie perché la società israeliana è diventata più estremista che in passato".

Continua a leggere...

Autore
Agi.it

Potrebbero anche piacerti