Le preoccupazioni dei riformisti per le liste di Schelin. Intanto il M5s apre alla primarie di coalizione
- Postato il 28 febbraio 2026
- Di Il Foglio
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Le preoccupazioni dei riformisti per le liste di Schelin. Intanto il M5s apre alla primarie di coalizione
I timori dei riformisti non sono nuovi. “Nel Pd c’è un clima irrespirabile”, aveva detto Pina Picierno nell’ultima direzione. Ma il rischio con l’avvicinarsi delle politiche del 2027 è che vada ancora peggio, tanto più dopo l’accelerata sulla legge elettorale che eliminerà i collegi uninominali. “Capirai”, sorride un esponente della minoranza dem. “Il problema è più profondo. Anche con il Rosatellun le liste le faceva il segretario. Solo le preferenze potrebbero cambiare il quadro, ma nessun leader le vuole per davvero”. Meglio farsi una squadra a propria immagine e somiglianza. Che nel caso di Schlein non ha proprio la fisionomia riformista. E poi nel 2022 c’era ancora Letta, al prossimo giro toccherà alla leader scegliere.
Il correntissimo Franceschini-Orlando-Speranza, che si appresta ad andare in giro per l’Italia con una serie di eventi, lo sa, è nato anche per questo. Ma i più preoccupati sono appunto i riformisti (e gli “anziani” con tre o più mandati), che potrebbero essere i primi a fare le spese del ricambio schleiniano. Goffredo Bettini, a questo giornale, li ha definiti “settari”, vorrebbe archiviarli. Schlein non ha battuto ciglio. E nel frattempo pare intenzionata a puntare su una decina di giovani (la fedelissima Marta Bonafoni fa scouting): tra questi, con vista 2027, ecco Virginia Libero – segretaria dei Giovani democratici – e Paolo Romano, il consigliere regionale lombardo che si era unito alla flotilla e qualche giorno fa è stato avvistato in Transatlantico. Oltre ai giovani, potrebbero entrare in Parlamento Igor Taruffi, Gaspare Righi (altro fedelissimo di Schlein) e appunto Bonafoni. E occhio agli europarlamentari stanchi di Bruxelles. In questo quadro i riformisti fanno di conto. Elisabetta Gualmini ha preferito spostarsi in Azione. Graziano Delrio smentisce, ma si guarda intorno, tra Renzi e qualcosa che può nascere. Gli altri invece, dopo l’ingresso ufficiale nella maggioranza dem di Energia popolare di Stefano Bonaccini, stanno strutturando sempre di più la propria corrente: “I riformisti”. Per dare un contributo, assicurano. Ma anche per far valere il proprio peso quando sarà il tempo delle liste o, chissà, del congresso. Il sei marzo si ritroveranno a Roma, per un evento – il quarto dopo Milano, Prato e Modena – dedicato all’Europa. Insieme a Picierno, Fassino, Guerini, Gori, Sensi e Quartapelle ci sarà, questa volta, Giuseppe Provenzano, il responsabile esteri vicino alla segretaria. Ieri intanto Schlein è intervenuta alla Manifattura delle idee, l’iniziativa organizzata da Dario Nardella, parlando di Ue, sanità e intelligenza artificiale. Dietro le quinte al Nazareno si ragiona sulla leadership del Campo largo: le primarie prendono quota. Anche lato M5s: “Sono la via più percorribile”, ha detto Stefano Patuanelli a Sky. Da via di Campo Marzio spiegano che si deciderà con gli alleati. Ma Conte non ha mai detto no.
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