Lupi, cani o ibridi? In Liguria si raccoglieranno campioni di Dna per identificare i predatori

  • Postato il 10 marzo 2026
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  • Di Genova24
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Lupo Letimbro Savona

Genova. Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato all’unanimità la mozione della Lega che, a seguito dell’aumento delle aggressioni o predazioni subìte da persone o animali registrato negli ultimi mesi, impegna la giunta Bucci a raccogliere campioni di Dna utili ai fini delle analisi genetiche da tessuti danneggiati (pelle o indumenti) per accertare la specie del predatore o aggressore selvatico

“Secondo gli esperti – spiega il consigliere Sandro Garibaldi – non si conosce ancora con certezza scientifica la natura di questi animali ovvero se siano lupi, cani selvatici o idridi e quanti di loro appartengano a una categoria o a un’altra. Avere quindi campioni di Dna è utile per ottenere, su base scientifica, una banca dati per poi eventualmente intervenire con catture e allontanamento dei lupi o abbattimenti nel caso degli ibridi“.

“Inoltre – prosegue Garibaldi – la mozione della Lega prevede che sia definito un accordo specifico per la determinazione degli indennizzi per i danni causati da questi grandi carnivori, valutando la possibilità di inserire anche gli animali d’affezione, con la previsione di risarcimenti proporzionati al valore economico dell’animale predato, al fine di conoscere il danno reale diretto e indiretto subìto dal proprietario”.

Secondo lo studio di Life WolfAlps EU, citato nel testo della mozione, è intorno ai 3.300 esemplari la consistenza del lupo in Italia, 950 dei quali presenti nelle regioni alpine e quasi 2.400 lungo il resto della penisola, con una probabilità di presenza molto elevata in Liguria dove ha colonizzato una parte degli ambienti idonei. Dal 2002, in circa quindici anni, il personale del laboratorio dell’area per la genetica della conservazione dell’Ispra ha analizzato il Dna estratto da più di 13.500 campioni biologici: la maggior parte degli individui con tracce di ibridazione non rappresenta degli ibridi di prima o seconda generazione ma dei re-incroci, e precisamente l’80% degli eventi di ibridazione rappresenta re-incroci più antichi della quinta o sesta generazione.

Autore
Genova24

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