Maltrattamenti in un asilo di Lamezia, condannate due maestre e una collaboratrice scolastica
- Postato il 20 gennaio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Maltrattamenti in un asilo di Lamezia, condannate due maestre e una collaboratrice scolastica

Maltrattamenti agli alunni di un asilo di Lamezia Terme, condanne per due maestre e una collaboratrice scolastica
LAMEZIA TERME – Due maestre d’asilo e una bidella sono state condannate dal giudice del tribunale di Lamezia, Rosario Aracri, su richiesta del pm Adelaide Arcuri. Sono state condannate in primo grado le insegnanti Rosa Coccimiglio, 65 anni, alla pena di 2 anni, 5 mesi e 10 giorni, Caterina Criniti, 59 anni, alla pena di 1 anno 9 mesi 10 e giorni di reclusione per falso e la collaboratrice scolastica Maria Pulice, 69 anni, condannata a 2 anni.
Gli arresti nel 2019
Coccimiglio e Pulice alla fine del mese di marzo del 2019 finirono agli arresti domiciliari poiché ritenute responsabili di maltrattamenti aggravati nei confronti degli alunni della scuola dell’infanzia plesso Donna Mazza ubicata in un quartiere lametino. A processo c’è finita anche una terza imputata, Caterina Criniti, insegnante, accusata, in concorso con la collega Coccimiglio, di aver falsamente attestato, nel registro di classe, la presenza di alcuni alunni che erano invece assenti e viceversa per altri alunni. Le colleghe Coccimiglio e Criniti sono state invece assolte all’ipotesi d’accusa di falso in relazione ad alcune giornate il cui contenuto dei registri corrispondeva al vero.
Le indagini dopo le denunce
I tre furono rinviati a giudizio a settembre del 2020, il tutto scaturito dalle indagini condotte dalla Polizia di Stato, coordinate dal Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme Salvatore Curcio e dal sostituto Emanuela Costa, che avevano avuto inizio a seguito delle denunce sporte separatamente da due madri ( a marzo 2018) che avevano esternato ai poliziotti lametini il sospetto che i loro figli, frequentanti la scuola dell’infanzia, fossero vittime di maltrattamenti ad opera di un’insegnante.
Gli accertamenti effettuati dai poliziotti dell’anticrimine del commissariato, anche attraverso le immagini delle telecamere poste all’interno della scuola e che si sono protratte per quasi due mesi, oltre a riscontrare ampiamente quanto denunciato dalle due madri, consentivano di acquisire ulteriori e significativi elementi circa i maltrattamenti perpetrati ai danni dei bambini non solo ad opera della docente. ma anche da parte della collaboratrice scolastica. Le intercettazioni ambientali infatti avrebbero consentito di disvelare quello che sarebbe stato l’abituale modus operandi da parte delle due donne nei confronti dei piccoli alunni.
Un clima di terrore con urla e punizioni
Sarebbe emerso il clima di vero e proprio terrore che la maestra imponeva nell’aula, con urla spropositate ed immotivate, punizioni esemplari, percosse e frasi offensive. I piccoli alunni per lunghi periodi di tempo, spesso superiori ai 30 minuti ed anche più volte nell’arco della stessa mattinata, sarebbero stati costretti a rimanere immobili, seduti su di una panca, nel mentre la maestra gli urlava contro, o sbatteva con forza una bacchetta di legno sulla cattedra, in modo che, spaventati, non osassero muoversi.
Le indagini documentavano la maestra mentre strattonava da un braccio una bimba e mentre un altro bimbo veniva, per punizione, costretto a stare in piedi ed esposto al sole dinanzi alla finestra. Il complesso delle indagini avrebbe fatto emergere il ricorso sistematico alla violenza, sia psicologica che fisica, da parte della maestra e della collaboratrice scolastica, in danno degli allievi loro affidati, bambini di età compresa fra i 3 e i 5 anni.
Un bimbo non voleva più andare all’asilo
Emblematico il “caso” di un bimbo di 5 anni che disse alla madre più volte di non voler andare a scuola perchè “la maestra Rosetta mi picchia. Mamma, mi bevo tutto il latte stamattina se non mi fai andare a scuola”. Alla fine del mese di aprile 2019, il Riesame annullò l’ordinanza a carico della maestra e della bidella che erano finite agli arresti domiciliari per i presunti maltrattamenti ai danni dei bambini. I giudici del riesame avevano escluso i maltrattamenti nei confronti dei bambini, riqualificando i fatti di reato in abuso di mezzi di correzione e revocato la misura degli arresti domiciliari.
Coccimiglio era difesa dagli avvocati Giuseppe Spinelli e Salvatore Cerra, mentre la collaboratrice scolastica dall’avvocato Antonio Larussa e l’insegnante Criniti dall’avvocato Massimiliano Carnovale. Nel processo si sono già costituiti parte civile i genitori dei piccoli alunni, con gli avvocati Rosario Perri, Aldo Ferraro, Valentina Falvo, Renzo Andricciola, Lucio Canzoniere, Graziella Astorino. Lee imputate dovranno risarcire anche i genitori dei piccoli alunni maltrattati, con separato giudizio civile, riconoscendo una provvisionale di 2.000 euro ciascuna a carico del Ministero dell’Istruzione.
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Maltrattamenti in un asilo di Lamezia, condannate due maestre e una collaboratrice scolastica