Matera capitale della cultura 2026, cerimonia inaugurale nel segno della pace
- Postato il 21 marzo 2026
- Notizie
- Di Quotidiano del Sud
- 5 Visualizzazioni
Il Quotidiano del Sud
Matera capitale della cultura 2026, cerimonia inaugurale nel segno della pace

Matera 2026, alla cerimonia inaugurale nel cielo danzano i droni della pace. Non passano inosservate le assenze di Tajani e Giuli
Un messaggio di pace che parte da Matera e che deve contraddistinguere la capitale mediterranea della cultura e del dialogo per il 2026.
Attraverso dei veri e propri ponti che possono aiutare sotto il profilo diplomatico e culturale per aprire occasioni di confronto nel segno della pace. E’ questo il senso generale che le istituzioni riunite ieri (20 marzo 2026) hanno inviato dalla cerimonia inaugurale di Matera 2026 che si è svolta al teatro Duni.
MATERA 2026, UN MESSAGGIO DI PACE ATTRAVERSO LA CULTURA
«Matera ha la possibilità di esprimersi ancora una volta a livello internazionale come una città capace di creare opportunità, capace di creare sviluppo, di mandare messaggi al mondo che vadano controcorrente in un momento in cui in tutto il mondo ci sono preoccupazioni, vicino a noi purtroppo in Europa, nel Medio Oriente c’è la guerra.
Da noi parte un messaggio che attraverso la cultura e il dialogo ha il coraggio di parlare di pace» ha spiegato il sindaco Nicoletti ai giornalisti presenti confermando anche la piena disponibilità ad ospitare qualsiasi tipo di evento di carattere internazionale che dovesse materializzarsi.
Le parole di Nicoletti si sono aggiunte a quelle del presidente Bardi che ha parlato di una visione vera e propria che guarda evidentemente a Matera e a Tetouan come una sorta di ponti di pace nel Mediterraneo.
«Il titolo che oggi celebriamo insieme alla città marocchina di Tétouan – ha aggiunto Bardi – non è un semplice riconoscimento: è un programma di cooperazione, un impegno reciproco a costruire relazioni, a condividere competenze, a generare opportunità. Matera e Tétouan, città patrimonio Unesco, sono entrambe porte d’ingresso, entrambi luoghi dove la storia non è mai stata un confine ma un ponte» ha detto il governatore della Basilicata spiegando il senso dell’appuntamento.
PRESENTI E ASSENTI
A spiccare oltre alle presenze di un parterre ricco che ha potuto contare anche su molti sindaci della Basilicata e anche sul primo cittadino di Bari Leccese sono state anche le assenze.
All’ultimo momento pare trattenuti da impegni istituzionali a Roma hanno dovuto rinunciare sia il ministro degli Esteri Tajani sia quello della Cultura Giuli. Così come non c’era il presidente del Consiglio regionale Pittella.
Il governo risultava comunque rappresentato così come le istituzioni europee.
«Oggi Matera e Tetouan vivono in una situazione particolare, nel senso che sono capitali del dialogo, capitali della cultura nel Mediterraneo in un momento difficile dal punto di vista della politica internazionale e promuovono la cultura come un ponte di dialogo e un ponte di pace» ha spiegato il ministro Elisabetta Casellati.
«C’è poi un altro aspetto: spesso quando si parla di Meridione si parla di difficoltà, bene oggi Matera sta dimostrando che il Meridione è davvero una risorsa».
Un accento sul programma delle terre immerse e sull’attenzione per le realtà delle aree interne lo ha posto il ministro Fitto che poi ha aggiunto: «Mi fa molto piacere oggi essere qui presente insieme alla collega che ha la responsabilità per il Mediterraneo, la commissaria Suica, che sicuramente testimonia anche la scelta della Commissione Europea, avendo istituito il portafoglio per il Mediterraneo – ha aggiunto – di voler perseguire questa strada di partenariato e di rafforzamento del ruolo dell’Europa nel contesto del Mediterraneo; in modo particolare del dialogo dei paesi del Basso Mediterraneo.
E’ importante che questo momento di dialogo parta proprio dal Sud Italia, dalla Basilicata e da Matera».
GLI OCCHI DEL MONDO SU MATERA
Matera è tornata davvero per alcune ore al centro dell’attenzione internazionale grazie all’inaugurazione di ieri, la città ha potuto seguire tramite un maxischermo in piazza la cerimonia durata poco più di due ore e con numerosi interventi oltre a lasciare spazio ad alcuni aspetti legati allo spettacolo.
Il messaggio comune ai diversi interventi ha aperto una sorta di speranza e di obiettivo che questo tipo di appuntamento possa avere per creare relazioni diverse fondate sulla cultura e sulla condivisione oltre che sul dialogo in un bacino del mediterraneo che per il resto risulta essere particolarmente in difficoltà nella costruzione di ponti tra i paesi e soprattutto nella pratica complessa e non semplice del dialogo.
Alla cerimonia di ieri presenti anche alcuni ex sindaci tra cui anche Domenico Bennardi che pure aveva annunciato criticando le modalità seguite dall’Amministrazione Nicoletti in cui non si ritrovava di voler disertare per protesta all’appuntamento che evidentemente però ha avuto un richiamo più forte delle divergenze che sono emerse nel corso del tempo in questi ultimi tempi e che rispecchiano anche le distanze politiche tra maggioranza e opposizione nella città di Matera.
Il Quotidiano del Sud.
Matera capitale della cultura 2026, cerimonia inaugurale nel segno della pace