Maxi furti di farmaci oncologici a Melito, due coinvolti anche nei colpi di Cirò Marina
- Postato il 12 marzo 2026
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Il Quotidiano del Sud
Maxi furti di farmaci oncologici a Melito, due coinvolti anche nei colpi di Cirò Marina

Due della banda dei furti di farmaci oncologici all’ospedale di Melito già arrestati per i colpi a Cirò Marina, circuito criminale ampio
CROTONE – Erano stati arrestati anche per due maxi furti di farmaci oncologici al poliambulatorio dell’Asp di Cirò Marina. I fratelli napoletani Roberto e Massimo Conte, coinvolti nei tre colpi messi a segno nel 2024 all’ospedale di Melito Porto Salvo, sono anche una vecchia conoscenza della Procura di Crotone. Il procuratore Domenico Guarascio aveva sguinzagliato i migliori segugi dell’Arma dei carabinieri al loro seguito. La gang, emerse dalle carte dell’inchiesta, si inseriva in un contesto criminale più ampio.
MISURE REVOCATE
Il gup di Crotone ha revocato però le misure cautelari per i furti compiuti nel giugno 2025 a Cirò Marina, per un valore di 750mila euro. E mentre pende l’udienza preliminare, una nuova misura cautelare viene emessa, per fatti precedenti di un anno. Proseguono intanto anche le indagini su un altro maxi furto ai danni dell’Asp di Crotone, perché successivamente ai colpi di Cirò Marina fu svaligiato anche il poliambulatorio di Mesoraca.
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L’ORGANIZZAZIONE
La gip di Reggio Calabria Tommasina Cotroneo, che ha ravvisato le esigenze cautelari nei confronti di quattro persone, fa riferimento non solo alla «non comune spregiudicatezza» degli indagati. Cioè al fatto che siano entrati in azione nello stesso ospedale di Melito in appena tre mesi. Ma anche al contesto criminale più ampio al quale potrebbero essere riconducibili. La gip reggina rileva che le condotte attribuite agli indagati presuppongono una «complessa organizzazione». Tra mandanti, basisti, rivenditori di farmaci oncologici, biologici e chemioterapici e ladri armati di piede di porco, molti sono ancora rimasti «ignoti».
MODUS OPERANDI RODATO
Gli inquirenti non escludono che la gang operi in più regioni. Oltre ai furti negli ospedali di Melito e Gioia Tauro per cui procedono, per un valore di 1,2 milioni, il provvedimento richiama colpi dalle modalità analoghe. Quello compiuto al “Federico II” di Napoli, per un valore di 3 milioni. E quelli messi a segno in provincia di Caserta in cui furono coinvolti i fratelli Conte. La banda, successivamente, si sarebbe spostata in Calabria, prima nel Reggino e poi nel Crotonese. Le modalità sembrano analoghe. Gli esecutori materiali entravano sempre in azione con auto noleggiate presso società del Napoletano.
DARK WEB
Un fenomeno, quello dei traffici di farmaci rubati negli ospedali, preoccupante, spesso alimentato dalla domanda per cure non accessibili attraverso i normali canali legali. Spesso i farmaci vengono rivenduti sul dark web. La gip Cotroneo, nel trasmettere gli atti alle Procure competenti, rileva che gli indagati «sono chiaramente inseriti in un circuito più ampio». Un circuito criminale che «ha fatto del furto di farmaci ad alto costo strumento di arricchimento in totale spregio del bene della salute di quanti soffrono di gravissime patologie». Inoltre, «Se lasciati in libertà, gli indagati continueranno a commettere ulteriori reati contro il patrimonio». Lo afferma sempre la giudice dopo aver esaminato i precedenti degli indagati, ritenendo alto il rischio che anche ai domiciliari possano continuare a compiere i loro traffici.
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Maxi furti di farmaci oncologici a Melito, due coinvolti anche nei colpi di Cirò Marina