Meloni sfoglia le pagine del libro di storia scegliendo solo quelle utili a difendere Usa e Israele

  • Postato il 11 marzo 2026
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Meloni ammette che l’attacco di Usa e Israele è fuori dal diritto internazionale ma dà la colpa alla Russia perché “Non era mai successo che un membro permanente del consiglio di sicurezza Onu attaccasse un suo vicino”. Vero: Stati Uniti – e l’Inghilterra – hanno sempre attaccato paesi non confinanti, benché Trump minacci regolarmente il Canada. Dal 2001 gli Stati Uniti hanno bombardato Afghanistan, Iraq, Yemen, Pakistan, Somalia, Libia, Siria, Venezuela, Nigeria, Iran. Sfugge però la logica: perché, se la Russia ha violato il diritto invadendo in Europa l’Ucraina, la conseguenza è che gli Stati Uniti bombardino in Asia, Africa e America Latina una sfilza di stati sovrani? Al Consiglio di Sicurezza dell’Onu ci si divide i continenti da bombardare? E per quale ragione, a pari violazione, l’Ue commina 20 pacchetti di sanzioni alla Russia e zero a Stati Uniti e Israele?

Meloni sfoglia le pagine del libro di storia scegliendo solo quelle utili a difendere Usa e Israele. Stessa tattica del senatore Malan (Fdi) che, nel preambolo alla proposta di legge per il contrasto all’antisemitismo, ha citato tutte le persecuzioni degli ebrei nei secoli dimenticandosi le Leggi Razziali e il rastrellamento dei ghetti orinato da Mussolini, sulla cui tomba arde la fiamma nel simbolo di Fdi. Nella storia selettiva di Meloni, Israele esercita il diritto alla difesa per l’attacco subito il 7 ottobre. Meloni ha strappato le centinaia di pagine su decenni di occupazione illegale e violazione delle risoluzioni Onu, di pulizia etnica, di omicidi mirati di giornalisti commessi da Israele prima del 7 Ottobre. Solo nei tempi recenti Israele ha attaccato i palestinesi uccidendo migliaia di civili nelle operazioni Piombo fuso (2008-2009), Colonna di nuvole (2012), Margine di protezione (2014) e Guardiano delle mura (2021).

Nel manuale di “storia fino a un certo punto” di Meloni, Hamas è stata finanziata dall’Iran e non dal Qatar, alleato Usa e Italia, grazie all’intervento di Netanyahu, che ha dato l’ok al trasferimento di fondi ad Hamas perché, spiegava, chiunque era contrario alla nascita di uno stato palestinese doveva essere a favore del rafforzamento di Hamas e dell’indebolimento dell’Anp.

Nel libro di Storia di Meloni, Hezbollah, organizzazione paramilitare sciita, avrebbe finanziato al Qaeda in Afghanistan, che però è sunnita ed è stata finanziata dagli Stati Uniti durante la guerra sovietico-afghana. Meloni accusa Hezbollah della morte dei militari italiani in Afghanistan. Ma cosa ci facevano? Erano lì per ordine degli Stati Uniti, per dare la caccia a Bin Laden. Che però era saudita e stava in Pakistan. Per gli afghani non vale il diritto alla difesa quando il proprio territorio viene bombardato e invaso? Meloni ricorre all’argomento: “Non possiamo permetterci un regime degli Ayatollah con l’arma nucleare” e non dice che i report dei servizi segreti Usa escludevano che l’Iran stesse dotandosi dell’atomica né cita il fatto che Trump a giugno, dopo aver bombardato l’Iran, aveva dichiarato: “Abbiamo cancellato la capacità nucleare dell’Iran. Ora vuole parlare e noi parleremo“.

Meloni non dice che non è mai stato l’Iran a stracciare gli accordi sul nucleare ma Trump durante il suo primo mandato e dimentica che gli Stati Uniti hanno deciso di bombardare mentre che stavano negoziando. Il 27 febbraio, il ministro degli Esteri dell’Oman, incaricato dagli Stati Uniti del negoziato, annuncia impensabili passi avanti: “L’Iran ha accettato di non stoccare uranio arricchito. È un fatto completamente nuovo che rende la questione risolta, poiché d’ora in poi si può negoziare partendo da questo presupposto”.

Soprattutto, Meloni tralascia che l’Iran, nei dieci anni precedenti all’attacco subito, non ha invaso nessun paese, mentre gli Stati Uniti e Israele ne hanno invasi una sfilza (vedi sopra), e però l’Iran non può avere l’atomica mentre Israele – che rifiuta le ispezioni dell’Aiea – si stima ne abbia quasi cento. Per non dire degli Stati Uniti, unico paese al mondo ad aver sganciato l’atomica – non una ma due volte: sono recidivi – che di atomiche ne ha migliaia e decine solo su suolo italiano.

Dice Meloni: “Non c’è spazio per la diplomazia fin quando l’Iran non smette di bombardare i paesi del Golfo”. Ma a bombardare mentre erano in corso gli incontri diplomatici con l’Iran sono stati Trump e Netanyahu, non gli ayatollah (Netanyahu aveva del resto già bombardato gli stati del golfo proprio mentre si svolgevano gli incontri diplomatici con Hamas, in Qatar). Meloni definisce ‘attacchi’ quelli che per il diritto internazionale sono azioni difensive. Ricapitolando: Stati Uniti e Israele, in violazione del diritto internazionale, attaccano l’Iran. L’Iran è a questo punto autorizzato a difendersi. L’Articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite riconosce il ‘diritto naturale’ di legittima difesa nel caso di attacco armato contro un membro Onu, fintanto che il Consiglio di Sicurezza non adotti misure necessarie per la pace. L’attacco americano e israeliano, che secondo Trump aveva lo scopo di evitare un attacco iraniano, lo ha in realtà reso legittimo. Sempre che distruggere il diritto internazionale non fosse ritenuto da parte di Trump e Netanyahu, più che un danno collaterale, un beneficio collaterale.

Vi risparmio, per ragioni di spazio, la parte in cui Meloni condanna il bombardamento della scuola di Minab che ha causato la morte di oltre 150 bambine, senza dire chi è stato a bombardare e chiedendo che si accertino le responsabilità già state accertate. A bombardare sono stati gli Stati Uniti, come conferma un’inchiesta del Nyt.

Vi risparmio il solito balletto sulle accise che Meloni e Salvini avevano promesso di ridurre ma hanno aumentato perché non ci sono i soldi (ma ci sono per le armi). Tralascio la parte in cui Meloni parla dei suoi sforzi per unire l’Ue – Mario Draghi, esci da questo corpo – che invece procede come sempre divisa, essendo fondata su trattati che mettono i paesi e le loro economie in competizione tra loro. Tralascio la consueta rassicurazione all’industria dell’automotive che prenderà incentivi se si riconverte nella produzione di armi (nel burocratese Melonian-Draghiano: “Sostegno alle industrie di transizione a partire dall’automotive”); tralascio la parte in cui Meloni dice che la posizione dell’Italia è identica a quella – opposta – della Spagna che nega l’utilizzo delle basi per la guerra e lo limita a quello che previsto nei trattati bilaterali: “La stessa cosa che facciamo noi”, dice Meloni, ma gli accordi bilaterali di Spagna e Italia sono diversi, quelli dell’Italia sono segreti e Meloni non dice no all’utilizzo delle basi per muovere guerra all’Iran ma dice che farà decidere al Parlamento dove ha la maggioranza e che, essendo il testo dell’accordo segreto, potrebbe autorizzare gli Stati Uniti a usare le basi senza conoscere per fare cosa.

Tralascio la parte scontata in cui Meloni dà la colpa ai magistrati e agli immigrati e chiudo con l’incredibile affermazione sulla solidarietà che l’Italia avrebbe dimostrato nei confronti del popolo palestinese. L’Italia di Meloni che non ha riconosciuto lo stato di Palestina; ha rinnovato il Memorandum di Intesa con Israele sulla cooperazione militare; continua a vendere armi a Israele; che si è opposta alle sanzioni a Israele; è a favore del mantenimento dell’accordo di associazione Ue-Israele; consente a Netanyahu, sul quale pende un mandato di cattura della Cpi per crimini di guerra e contro l’umanità, di sorvolare in tranquillità il suolo italiano; ha brigato per dotarsi di una legge che, con il pretesto del contrasto all’antisemitismo, punta a silenziare le critiche nei confronti del sionismo e delle condotte criminali di Israele.

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Il Fatto Quotidiano

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