“Mi ha chiamato il direttore tecnico, si è limitato a dirmi che al mio posto sarebbe stata convocata sua figlia”: la rabbia di Angela Romei, fuori da Milano-Cortina
- Postato il 21 gennaio 2026
- Olimpiadi
- Di Il Fatto Quotidiano
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“Sono distrutta. Ma il mio dispiacere è soprattutto per le modalità e le tempistiche con cui è avvenuto tutto questo”. A parlare è Angela Romei, all’indomani della decisione della Federazione sport ghiaccio di escluderla dalle convocate della squadra di curling italiana che parteciperà alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. 28 anni, Romei fa parte della nazionale di curling da quasi dieci anni e ha conquistato con l’Italia il quarto posto ai Mondiali del 2024 in Canada. Al suo posto ci sarà Rebecca Mariani, 19enne figlia del direttore tecnico della Nazionale Marco Mariani, che nel 2025 ha partecipato ai Mondiali juniores di Cortina, conclusi dall’Italia femminile all’interno della top-10. Una scelta tecnica, che nell’ambiente qualcuno ha giudicato anche corretta, stando a quanto risulta al Fatto Quotidiano. Altri invece storcono il naso e hanno montato il caso, a partire da un primo articolo de La Stampa uscito prima della diramazione ufficiale dei convocati.
Romei è legittimamente amareggiata e delusa per questa esclusione a sorpresa, arrivata a poche settimane dall’inizio delle Olimpiadi. Lo ha spiegato in un’intervista sempre a La Stampa: “Me lo ha comunicato pochi giorni fa Mariani (padre, ndr), con una telefonata avvenuta subito dopo l’ultimo raduno. Avremmo potuto parlarne a quattr’occhi, mi sarei aspettata almeno una discussione fondata su dati e risultati”. L’azzurra del curling ha aggiunto: “Si è limitato a dirmi che quella era una decisione assunta da lui e che al mio posto sarebbe stata convocata sua figlia Rebecca, che ha 19 anni e zero manifestazioni internazionali con la nazionale senior“.
Romei durante i Mondiali in Canada aveva vinto anche il Frances Brodie Sportsmanship Award, un premio che gli organizzatori assegnano alla giocatrice che meglio riesce a unire qualità tecniche e principi di onestà, sportività e fair play. Forse anche per questo, non si aspettava l’esclusione alle Olimpiadi: “Ho una sensazione di vuoto. Ho chiuso gli occhi e ho pensato che fosse solo un brutto pensiero, ma quando li ho riaperti era tutto vero ed era terribile”. Nessun conflitto, nessuna discussione, nessun rapporto particolare, spiega Romei, né con il commissario tecnico, lo svedese Sören Gran, né con il direttore tecnico Marco Mariani. Ecco perché Romei parla di “un’ingiustizia nei confronti del lavoro fatto in tutti questi anni e di tutto il movimento. Ho sempre creduto nei rapporti umani, nel fair play dentro e fuori dal campo e quello che mi è successo è l’antitesi di tutto questo”.
Nella foto: a sinistra Angela Romei, a destra Rebecca Mariani
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