Morrissey e Rita Pavone, finalmente insieme

  • Postato il 11 marzo 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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Steven Patrick Morrissey è nato a Davyhulme, Manchester, nel 1959, in una famiglia irlandese cattolica e operaia. Cresciuto con i libri al posto degli amici, con Oscar Wilde sul comodino e i New York Dolls sul giradischi. Non era un ragazzo normale. Non lo è mai diventato. Pensa a Morrissey e prova a immaginare le sue icone musicali. Senza sapere troppo, potresti pensare alle grandi di quella generazione, quelle di tutti: la Callas, la Streisand, Edith Piaf. E invece no. La sua icona musicale da oltre quarant’anni è Rita Pavone. Proprio a Milano, il 9 marzo, due giorni fa, nel backstage del Fabrique, l’ha incontrata per la prima volta dopo decenni di adorazione a distanza. Le ha messo in mano la sua autobiografia con una dedica sola: mia musa.

Al solito, questo blog continua a svilupparsi entro i suoi nove punti: a volte affermazioni, oppure semplici domande, a volte ferite aperte che chiedono risposta. Oggi vi svelo qualcosa che forse non sapete di Morrissey. Cominciamo!

1. Prima della musica, i libri
Non voleva fare il cantante ma lo scrittore. A ventidue anni pubblica un saggio sui New York Dolls per Babylon Books. Due anni dopo uno su James Dean. La musica è arrivata quasi per caso, quando Johnny Marr ha bussato alla sua porta. “Ho aperto e lui era lì“, ricorda Morrissey. “Sembra una fantasia, ma è esattamente com’è andata.” La storia della musica cambia in un pomeriggio qualunque.

2. Da bambino compra “Cuore” di Rita Pavone
Non è una leggenda. Se ne accaparrò il 45 giri da bambino, a Manchester, mentre i suoi coetanei stavano dietro ai Beatles. Una ragazzina italiana che cantava in una lingua che non capiva. Qualcosa in quelle note lo prese e non lo lasciò più. Alcuni amori durano tutta la vita. Il suo per Rita Pavone è uno di quelli.

3. Los Angeles gli dedica il Morrissey Day
Il 10 novembre 2017 il consiglio comunale di Los Angeles dichiara ufficialmente il Morrissey Day. Lui che ha sempre guardato il mondo dall’alto con malcelato disprezzo, celebrato da una delle città più superficiali del pianeta. Nessuno trova la cosa strana. Perché con Morrissey il mondo si adatta a lui, non il contrario.

4. Le contraddizioni sono il suo capolavoro
Nazionalista che odia il suo paese, conservatore che detestava la Thatcher, vegano convinto che ha definito i cinesi una razza subumana. Ha sostenuto For Britain, un partito di estrema destra così radicale che persino Nigel Farage lo definisce pieno di nazisti. Eppure la classe operaia lo adora. Ogni volta che apre bocca per certa critica andrebbe soppresso, ma intanto i suoi concerti vanno sold out. Come l’altra sera al Fabrique di Milano.

5. Rita Pavone in balconata che canta tutte le canzoni
Al Fabrique c’era anche lei, in persona. Ci ha messo quarant’anni per incontrarlo, e qualche mese prima si era pure rammaricata pubblicamente di non esserci mai riuscita. Poi finalmente il backstage, la dedica sull’autobiografia, mia musa, e via in balconata a godersi il concerto. Qualcuno ogni tanto le chiedeva una foto. Lei cantava e teneva il tempo; le conosce tutte. Roba da matti.

6. I Simpson lo fanno a pezzi
Nel 2021 i Simpson mandano in onda un episodio intitolato “Panic in the Streets of Springfield”, titolo rubato pari pari a una delle canzoni più celebri degli Smiths (Panic). Il personaggio ispirato a lui si chiama Quilloughby, è vegano, ipercritico, e sul palco insulta il pubblico ammettendo di essere lì solo per i soldi. Lo doppia Benedict Cumberbatch. Morrissey protesta pubblicamente e minaccia querele. Non succede niente. Vince Bart, come sempre.

7. Bonfire of Teenagers: il disco che non esiste
Per anni ha detto che era il miglior disco della sua vita. Capitol lo blocca. Lui litiga con la label e se ne riprende i diritti. Poi Miley Cyrus chiede di rimuovere la sua voce, terrorizzata dall’associazione col suo nome. Il disco sparisce nel nulla. Al suo posto arriva Make-Up Is a Lie, appena uscito, che spacca la critica in due come da copione. Prendere o lasciare.

8. Il poeta Simon Armitage va a intervistarlo e finisce malissimo
Simon Armitage, oggi Poet Laureate del Regno Unito, era un fan degli Smiths da trent’anni. Il Guardian lo manda a intervistare Morrissey. Il titolo dell’articolo dice già tutto: “La mia ammirazione per Morrissey rasenta l’ossessione. Saprò sopravvivere dopo l’incontro?” Non sopravvive. Morrissey lo trova antipatico e alla fine impedisce la pubblicazione delle foto che li ritraggono insieme. Mai incontrare i propri idoli. A meno che tu non sia Rita Pavone.

9. I fiori nei pantaloni
Cancellazioni, ricoveri, cause legali, etichette che lo mollano. Eppure il tour intero è sold out. Sessantasei anni, i fiori nei pantaloni, la camicia che si sbottona durante il concerto. Alla fine la toglie e la lancia al pubblico. C’è chi si accapiglia per prenderla. Anni fa, a un suo concerto, quella camicia mi capitò in mano. Ne conservo ancora un lembo.

Alcune cose non si buttano.

Come sempre, chiudo con una connessione musicale: una playlist dedicata, disponibile gratuitamente sul mio canale Spotify (link qui sotto). Se hai qualcosa da aggiungere, questo è il posto giusto: nei commenti o sulla mia pagina Facebook pubblica, dove il discorso continua. E sì, se ne leggono di tutti i colori.

Buona lettura e buon ascolto

9 Canzoni 9 … di Morrissey

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Il Fatto Quotidiano

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