Morte Domenico Caliendo: 2 medici del Monaldi indagati per falso in cartella clinica
- Postato il 19 marzo 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Morte Domenico Caliendo: 2 medici del Monaldi indagati per falso in cartella clinica

Accusa di falso per due medici del Monaldi: avrebbero manipolato nella cartella clinica gli orari del trapianto per coprire la morte del piccolo Domenico Caliendo.
NAPOLI – Una nuova, pesante ombra si abbatte sull’inchiesta relativa alla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di soli due anni deceduto dopo un trapianto di cuore fallito all’ospedale Monaldi. La Procura di Napoli ha infatti contestato il reato di falso ideologico a due dei sette medici già indagati per omicidio colposo, ipotizzando una manipolazione sistematica dei tempi dell’intervento per coprire presunti errori fatali.
LA “BATTAGLIA DEGLI ORARI”: CUORE ESPIANTATO PRIMA DELL’ARRIVO DELL’ORGANO?
Al centro del nuovo filone investigativo ci sono il cardiochirurgo Guido Oppido, che eseguì il trapianto, e la seconda operatrice Emma Bergonzoni. Per entrambi, i magistrati hanno chiesto al GIP una misura interdittiva dalla professione. Secondo l’accusa, i medici avrebbero falsificato in cartella clinica: L’orario di arrivo del box refrigerato contenente il cuore da Bolzano. L’inizio della cardiectomia (l’asportazione del cuore malato di Domenico). La tesi dei PM, supportata dalla testimonianza chiave di un’infermiera, è che l’equipe abbia iniziato a “smontare” il cuore del bambino prima di verificare le condizioni dell’organo in arrivo. Quest’ultimo sarebbe giunto deteriorato (congelato a causa del contatto col ghiaccio secco), rendendo il trapianto impossibile e lasciando il piccolo senza un organo vitale funzionante.
MEDICI MONALDI, NUOVI ELEMENTI SULLA MORTE DEL PICCOLO DOMENICO: SEQUESTRATO UN CELLULARE SALA OPERATORIA
Una svolta potrebbe arrivare dal sequestro del cellulare di un’altra infermiera (non indagata). Nel dispositivo sarebbero presenti foto e video realizzati proprio durante le fasi concitate del 23 dicembre scorso. Questi file multimediali potrebbero fornire prove oggettive sugli orari reali, smentendo o confermando quanto scritto nei registri ufficiali. I legali di Oppido respingono con forza ogni accusa, definendo la ricostruzione basata solo su “ricordi soggettivi” del personale e chiedendo verifiche scientifiche rigorose.
MORTE DOMENICO MEDICI INDAGAGTI MEDICI LO SFOGO DELLA MANAGER DEL MONALDI: «MI SENTO TRADITA»
Rompe il silenzio anche Anna Iervolino, direttrice dell’Azienda dei Colli (Monaldi). La manager ha ripercorso i giorni del dramma, ammettendo di aver sospettato anomalie dopo le dimissioni improvvise del responsabile cardiologico, il dottor Limongelli. «Mi sono sentita tradita», ha dichiarato la Iervolino. «Solo l’8 gennaio, in una relazione protocollata, il primario Oppido ha parlato nero su bianco non di un generico problema, ma di cuore congelato. Come donna e come madre questa vicenda mi ha segnata, ma non devo dimettermi: la mia collaborazione con la giustizia è totale».
IL DOLORE DELLA FAMIGLIA
Mentre la mamma di Domenico è stata ascoltata oggi in Procura per ricostruire il calvario del figlio, la famiglia cerca di trasformare il dolore in speranza. È prevista per oggi, 19 marzo 2026, infatti, la costituzione ufficiale davanti al notaio della Fondazione intestata al piccolo Domenico, nata per sostenere la ricerca e i bambini cardiopatici. L’interrogatorio preventivo per i medici colpiti dalla richiesta di interdizione è fissato per il prossimo 31 marzo.
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